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Torta di ricotta tra Cedeira ed altre torte di formaggio

Perché iniziare un viaggio nel mondo delle torte di formaggio? Perché iniziare proprio con una torta di ricotta? Ricordi di Cedeira Torta de queso tutto cominciò con queste parole stampate sul menu de Taberna Praza Do Peixe a Cedeira. Lo so, non figura in molti album di viaggio, ma nel mio c’è e ne sono orgogliosa. Cedeira e la torta de questo (torta di formaggio) si trova nel nord della Spagna in Galizia. E’ un angolo di vita prezioso, come tutta la Galizia. Ce ne siamo innamorati fin da subito, io e la Cavia. Cedeira molto ha di quella pace, quasi irreale, dei film di Rosamunde Pilcher: maree ampie, sabbia fine, baie che sembrano fiordi, volti striati dal vento, una collina da varcare e poi l’infinito mare. Il clima che segue il vento e si fa di ogni nuvola un momento diverso: ci sembrò subito l’ambientazione ideale per una vita essenzialmente serena. L’oceano giunge placido sulla spiaggia di sabbia cittadina dove i bagnanti si conoscono bene tra di loro. Le generazioni si mescolano ed i …

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Plumcake alla ricotta e ciliegie candite

Ricotta, ciliegie candite, mandorle, Nigella e Parigi: le tanti parti di un tutto Quanto conta una parte nel tutto? Quanti sono i protagonisti del tutto? Piccolo è grande, la parte del tutto, per colpa di pochi, in nome di uno, un mare in piazza. C’est la vie eppure c’è ancora la joie de vivre. La vita va avanti accanto alla Parigi ferita. Al fianco di tutta questa folla di avvenimenti, reazioni e vociare, è comparsa una torta tra tante impastata con ciò che resta del Natale tra il silenzio determinato di chi non la da vinta. Questa è una storia con molti protagonisti, perché le parti del tutto non si sai mai quante sono. Lo so, devo imparare a predicare di meno, ad impastare di più e a fotografare meglio. E soprattutto a volte, forse, potrei scartare qualche storia. Ma questa è talmente popolata che rischierei di gettare nell’oblio troppe voci. Ho anche il bisogno di sfogare il dolore e di ripetermi, ancora ed ancora, che il dolore non può essere la cosa più importante …

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Quando la ricotta finisce nel pane

La vidi come se fosse la prima volta. Bianca, adagiata in un cestello, quasi accarrezzata dalle mani segnate dal tempo della nonna di Eleonora. La porgeva ad Elena, una sorta di regalo che concludeva i giorni passati a Castelluccio di Norcia. Così ricordo la mia prima vera ricotta. Fatta in casa, nel silenzio serale dei Monti Sibillini. Un ricordo caro. Così essenziale, semplice e sincero assieme. Certo una ricotta di quel genere merita di essere mangiata per quello che è: buona. Altre ricotte meno cariche di ricordi posso subire destini diversi come ad esempio diventare ingrediente portante di un pane. Io, il pane e Twelve Loaves. Navigavo stanca su Twitter, la mia valvola di sfogo social, stanca e stufa, stufa e stanca. Così conobbi Twelve Loaves. Questo mese la sfida, senza vinti e vincitori, si gioca tra pane e formaggio. Dopo aver litigato coi fichi e aver vinto lo scontro, a settembre sono i formaggi l’ingrediente da inserire nel pane. Cake Duchess suggeriva pizze, focacce, eppure la mia fantasia da lievito madre non si riteneva …

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Ricottina, ancora lei

Ancora lei, sempre lei, solo lei. Ed ora peccato che sia tutto finito. Anche le cose buone finiscono. Perchè quella ricottina affumicata al ginepro di Anversa degli Abruzzi ha lasciato un segno indelebele. Semplice, garbata, elegante. Perfetta per l’estate. Così anche su E birra sia di Honest Cooking la presento. Dopo l’insalata che ha creato un’atmosfera di cucina durante i primi giorni delle Olimpiadi, eccola servita con dei crostini ideali per l’estate. Che ne dici di ricotta affumicata, senape di Dijon e Saison Dupont? Maggiori dettagli e sorsi su Saison transumante su E Birra sia.

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Atmosfera di cucina: tra pomodorini e ricotta

Un raggio di sole in una giornata accaldata. Culla il davanzale. Dal divano ammiro la cucina, più pulita del solito, e mi affeziono a quel braccio di cielo che rimbalza tra fornelli e lavandino. Una scena banale, silenziosamente inutile, eppure mi alzo. Abbandono le Olimpiadi a sè, già abbastanza presidiate dal marito. Si tiene stretto il comando in mano e non coglie l’attimo di distrazione che mi ha richiamato in cucina. Lui è un bambino in attesa di un Vinokourov che attraversa Richmond Park per arrivare a St.James Park e prima di un criptico dressage o affondo di spada. Io divento, invece, bambina prendendo un tagliere sottobraccio. Lo poggio sul davanzale ed incomincio a creare un pasto colorato. Coltello, porro, pomodorini presi al mercato. Ehi, ma ho anche una ricottina affumicata al fumo di ginepro prezioso regalo di Lucia, una delle Cheese Angels. Già la Saison del giorno prima era stata sedotta da questa delicata ricottina (l’abbinamento Saison ricottina apparirà a breve su E Birra sia). Quel sabato invece volevo puntare su qualcosa di colorato …