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pancake americani Nigella

Alla scoperta dei pancake

E’ ancora viva la voglia di pancake americani. E’ un desiderio di dolcezza che resiste ad ogni esperienza, compreso lo showcooking fatto per Progetto Fuoco ad Arezzo. Era una vita che non mi ritrovavo a tu per tu con una cucina a legna.  Il suo calore intenso ed avvolgente era un ricordo talmente lontano da confondersi con quello dei pomeriggi passati dai nonni. Ore passate tra briscola, abbracci e mani (o piedi) allungati verso lo spolert (in friulano). Non a caso ho scelto una ricetta semplice, intima e piacevole come i pancake americani di Nigella per questo momento revival. Semplice come quelle ore tra chiacchiere e spolert. Intima come le colazioni del fine settimana dove stanchezza, lentezza e sguardi si mescolano fino a farsi gesto romantico. E piacevole al pari del calore di una cucina a legna come l’America di La Nordica. Come chiamarli: pancake? Come non esiste una sola fonte di calore, così non esiste una sola ricetta per pancake. Se qualcuno non li conosce basta citare il loro cugino, le famose crepes francesi. Eppure le potremmo …

galette ai mirtilli rdb

La galette ai mirtilli che racconta la mia Kitchen

Banana Yoshimoto ha scritto Kitchen nel 1988 e mai si sarebbe aspettata una galette ai mirtilli nel 2015 E’ un post intimistico con la punta di dolcezza che una galette ai mirtilli e crème fraîche può avere. Non è nulla di più di questo, ne sono cosciente. Ti avverto persino subito di questo. Dopo aver letto Kitchen di Banana Yoshimoto, grazie a Storie di Cucina de Il Corriere della Sera, ho il bisogno di sfogare lo stupore e di concretizzarlo in un impasto. “Possibile che non sapessi che Banana Yoshimoto scrivesse così bene?“. E’ stata la mia reazione: scrivere a Concetta. Un messaggio rapido ed indolore per quando avrebbe avuto voglia di seguirmi nel mondo dei red banana flowers, i fiori del bijinshu, da cui Banana Yoshimoto ha preso il suo pseudonimo. Mentre in casa aleggia il profumo di una galette ai mirtilli rossi, casuale e desiderata assieme, scorro le frasi. Quelle sottolineate e che ora raccontano la storia dei giorni passati a spilucchiare Kitchen. Comincia un altro giorno di realtà. Si ricomincia come sempre. …

scones inglesi

Scones inglesi: storia, ricetta e curiosità

Scones inglesi per golosi, curiosi e persino romantici Il viaggio alla scoperta degli scones inglesi comincia con un mare di domande capaci di esaurirsi solo al cospetto della ricetta presa in prestito da Nigella. Il primo più ovvio quesito è una solo: Da dove vengono gli scones? Scozia, ci sono pochi dubbi su questo. Sebbene oramai c’è chi dedica attenzione alla differenza tra scones inglesi ed americani, in realtà dovremmo parlare di scones scozzesi. Fortemente legati agli scones, quindi, sono gli scotch pancakes o drop scones, i quali sono ancora menzionati nei libri di cucina. Da dove viene il nome scones? Nacquero come Skone, parola che ha le sue radici nell’olandese schoonbrot. Schoonbrot letteralmente significava bel (schoon) pane (brot). Ma il termine potrebbe derivare anche dal gaelico sgon, ossia gran boccone. C’è, però, chi sostiene che prendano addirittura il nome dalla Pietra del Destino (Stone of destiny) dove i Re di Scozia venivano incoronati.

plumcake parigi

Plumcake alla ricotta e ciliegie candite

Ricotta, ciliegie candite, mandorle, Nigella e Parigi: le tanti parti di un tutto Quanto conta una parte nel tutto? Quanti sono i protagonisti del tutto? Piccolo è grande, la parte del tutto, per colpa di pochi, in nome di uno, un mare in piazza. C’est la vie eppure c’è ancora la joie de vivre. La vita va avanti accanto alla Parigi ferita. Al fianco di tutta questa folla di avvenimenti, reazioni e vociare, è comparsa una torta tra tante impastata con ciò che resta del Natale tra il silenzio determinato di chi non la da vinta. Questa è una storia con molti protagonisti, perché le parti del tutto non si sai mai quante sono. Lo so, devo imparare a predicare di meno, ad impastare di più e a fotografare meglio. E soprattutto a volte, forse, potrei scartare qualche storia. Ma questa è talmente popolata che rischierei di gettare nell’oblio troppe voci. Ho anche il bisogno di sfogare il dolore e di ripetermi, ancora ed ancora, che il dolore non può essere la cosa più importante …

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Pane norvegese delle montagne alla farina di kamut

Pane norvegese, farina di kamut, Nigella: ossia impastando si impara Del Norwegian Mountain Loaf, tal pane norvegese delle montagne, non ne avevo mai sentito parlare. C’è chi lo chiama pure il pane dell’uomo pigro. Era sulla bocca di tutti ed io niente. Non lo conoscevo. Finchè Rosa’s Yummy Yum’s ne ha scritto in uno dei suoi post capaci di incantare. Ho scoperto che la ricetta viene da How to be a domestic goddess di Nigella Lawson. E’ lei che ha rilanciato questa ricetta presunta norvegese. Ti avverto, non sbaglierai a leggere la ricetta. L’impasto appena va direttamente nel forno, non preriscaldato. C’è il lievito di birra, ma non c’è lievitazione fuori dal forno. Ero scettica, che dico, molto scettica verso questa stranezza, anomalia e quasi eresia. Ancora di più lo divenni quando mi accorsi, tra le pagine di Nigella, che non si cuoceva un impasto, ma un simil porridge. Sì, lo dico, si mette in forno una sorta di poltiglia. Perché allora ne scrivo qui del Pane norvegese delle montagne? L’ho fatto. Come Tommaso ho …