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Cheese Soda Bread

Cheese Soda Bread: il formaggio, Twelve Loaves ed il grano Verna

Cosa può un Cheese Soda Bread quando il tempo è taccagno e la voglia di formaggio è tanta? Lo rinfresco sempre il lievito madre, ma ogni tanto una soluzione veloce ci vuole anche in fatto di pane. Dopo che Elizabeth David mi ha insegnato che un buon Soda Bread può molto, non esito ad impastarne, veloce e felice, uno nuovo. Dopo la versione per la colazione con le mele fatta per Momenti di Pane, non ho resistito: ho proposto ai tipi e alle tipe di Twelve Loaves il Cheese Soda Bread. Gli ingredienti del Soda Bread Lievito Come rivela immediatamente il suo nome è un pane che prevede l’utilizzo del bicarbonato di sodio, in luogo del tipico lievito di birra. Nella ricetta del Cheese Soda Bread troverai anche del cremor tartaro oltre che del bicarbonato. L’aggiunta del cremor tartaro al Soda Bread è facoltativa e giustificata, da un punto di vista chimico, dalla necessità di aggiungere una componente acida all’agente lievitante. Elizabeth David nel suo English Bread and Yeast Cookery suggerisce di utilizzare anche il …

Domiamo il Livarot

E’ stata una battaglia impari. L’ho comprato curiosa in Normandia e mi sono lasciata conquistare. Ancora abbindolata dal ricordo ho deciso di fargli posto nella tavola del Capodanno. Stavolta però ho scelto uno tosto, talmente tosto che seppur apprezzato ha richiesto del tempo per essere avvicinato a noi senza problemi. Non mi considero una persona schifiltosa, ma l’odore ardito, forte, pungente, invadente del Livarot mi ha messo in difficoltà. Questo ero un Livarot di carattere con persino una medaglia al collo data la sua qualità. Il Livarot è un formaggio di latte vaccino della Normandia. Viene proprio dal comune di Livarot ed è protetto dalla Appellation d’Origine Contrôlée (AOC) fin dal 1975. Lo riconosci per il colore della “scorza”, arancione e per quelle tre linee esterne. Queste non sono altro che un lungo nastro di Typha latifolia. E’ lei, con questo suo decoro, a dare il soprannome di Colonello al formaggio. Il formaggio più vecchio della Normandia ha un impasto molle, ma un sapore cocciuto come un Colonello. Per domare il carattere autorevole una sera …

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Quanto smart è la crema di fagioli

…riusa, riduci, risparmia, rifletti, riponi, rispetta e ricorda. Un mantra che fa al caso mio. Ben si adatta a questa vita che corre, accumula, desidera e appunto ricorda. Spesso tutto questo si trasforma in cucina in stupore quando tocca gettare con riluttanza quel resto del pranzo  o quella fetta di dolce fatto con tanto amore, ma che gli impegni quotidiani avevano relegato in un piatto nascosto. Presa da questo mantra non ho potuto che reagire vedendo che quell’ottima insalata di fagioli bianchi sonnecchiante in cucina. Doveva essere il mio pranzo della domenica, ma a volte il marito vuole che tu vada dalla suocera. Poi però lui fa lo schifiltoso il lunedì o potrebbe farlo, a seconda dell’umore. Umore che tu però non puoi conoscere prima. Così mantra-invasa ho pensato bene di ripetermi …riusa, riduci, risparmia, rifletti, riponi, rispetta e ricorda. In vista di un aperitivo a suon di birra in terrazza, impavidi di fronte al vento, cercai di essere altrettanto impavida verso il destino di quei fagioli. …riusa, riduci, risparmia, rifletti, riponi, rispetta e ricorda. …

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Cocotte, uova e Trentingrana

Quando si dice che gli uomini in cucina se la cavano bene. Questa ricetta nasce da un’idea di mio marito, anzi da una sua abitudine. Una sera stanca e stufa del  dover faticare ancora l’ho implorato di preparare la cena. Niente pizze surgelate a facilitargli il compito. Lui non demorde. Prende le uova e … Mi presenta in tavola una frittata di pane. L’osservo curiosa. Assaggio ed un bacio sulla guancia divenne d’obbligo. Un piatto semplice, comune nella sua famiglia, decisamente assente nella mia.

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Farrotto con nocciole e formaggio blu

Ricordi di gioventù. Le fotografie in bianco e nero che spuntano da un vecchio album con la copertina in pelle. Era verde e leggermente bombata. Quasi polverosa nel suo aver superato gli anni. Tra le pagine la mamma. In abitino bianco corto in piedi su muretto. In un altra pagina incastonata in un’altra foto dietro di lei la nonna che non ho mai incontrato. Riservata eppur non timida in quell’attimo suggellato di eterno, mentre sulla sinistra l’irruente nonno. Sullo sfondo non un paesino friulano, non la porta di casa, ma la Tour Eiffel. Sì, perchè ci sono nonni che hanno fatto gli emigranti stagionali anche se poi a casa tornavano solo a Natale con qualche piccola sorpresa. E in questa lontananza, così sofferta per i più piccoli, capitò che la piccola mamma si fece un giro a Parigi. E capitò che la piccola Rossella cominciasse lì a fantasticare sul valore del viaggiare. Confondendo ricordi altrui ed emozioni proprie, cominciai ad amare quei piatti strani della mamma. Crepes suzette la sera come secondo e quel pungente …