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Ribeira sacra: due passi tra vigneti ed umanità

Là tra i monti con i vini. In Galizia vino è …Ribeira sacra Ribeira Sacra: cos’è? dov’è? come arrivarci? cosa fare? Ribeira Sacra: cos’é? Ribeira Sacra. Non chiamarla valle. Non sognare un canyon anche se sentirai parlare del Cañon del Sil. E’ una landa (non desolata) dove il vino la fa da padrone. Non ti sarà subito chiaro perché, proprio lì, l’uomo si mise e si mette a coltivare la vite. Rimarrà un mistero fino a quando smetterai di porti questa domanda. Dovrai fermarti qualche giorno, addirittura abbandonare i ruggenti motori, se di quella landa vorrai capire qualcosa. Vigneti ed umanità: questa è la Ribeira Sacra. Ed entrambi hanno un bel caratterino. Nella Ribeira Sacra incontrerai pochi italiani e molti “turisti” di passaggio.  A qualcuno di questi ho dato persino indicazioni stradali a Cristosende. C’era chi cercava la strada per la Parada de Sil e chi voleva arrivare a Castro Caldelas, molti di più quelli in cerca di un luogo di ristoro.

Visitare la Galicia

Visitare la Galicia

Visitare la Galicia (o Galizia): cosa vedere, come vederlo Galicia è …l’inaspettato. Santiago di Compostela e oltre. Si parte da lì per questioni logistiche e perché da Santiago non si può prescindere. Visitare la Galicia: attese e realtà Stendi un piano di viaggio, che rispetti, ma che è inaspettato. Lo hai scelto tra consigli, distanze e caso. Non sai cosa ti attende e lo affronti. Lo stupore non diventa normalità e non te lo aspetti, neppure all’ultima tappa. Ti lasci portare da quest’onda di Galicia che ti culla, a piccoli tratti ti sormonta, ma non ti affonda. Respiri con lei. Scorgi caratteri, cogli differenze, eppure di fondo sempre una gentilezza che va oltre l’abitudine ad accogliere gli ospiti. Ed ancora più riconosci quel garbo quando al lavoro rispondi alla prima telefonata. Alla fine (e dopo) non vuoi altro se non rimanere lì, mentalmente o fisicamente. Nulla pare complesso. Ogni ritmo sembra riducibile ad una calma attesa, attesa che ciò che deve fare il suo corso lo faccia e che ciò che è sia. Galicia non è …

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La Alpujarra

Bubiòn. Ultimi giorni, tardo aprile e noi abbandoniamo Granada. L’hombre alla guida, i tornanti cominciano presto a farsi vedere. Riusciranno i noi eroi ad arrivare fin lassù. Da Lanjarón la montagna sovrasta decisa. Sì, dai, quello deve essere Bubiòn. Un parcheggio, lungo la strada, subito. Il Teide ci accoglie e nel miglior inglese incontrato finora ci da le indicazioni per la spettacolarmente semplice e tipica Las Terrazas de la Alpujarras. Nel hostal troviamo letti separati, ma i colori dei tendaggi, la loro tipicità rinfrancano durante la separazione 🙂 Immediata è la voglia di sgambettare in giro.

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I vicoli di Cordoba

Perché a volte di una bella città ci ricordiamo le cose più banali? Perché ci rimane impressa nella memoria con poche, piacevoli eppur semplici immagini? Cordoba…rieccoci lì. Seduti a sorseggiare al calare del sole un Pedro Ximenez in una  piccola piazza. Il cameriere che fa avanti ed indietro tra i tavoli. Lo vedi e ti sembra svogliato. Si avvicina al tavolo con lo stesso volto, si rivolge al cabellero come se nulla fosse, poi alla ragazza ed ecco è lì che compare il sorriso furbo, da torero. E poi si gira. Vi assicuro donzelle che quel suo tornare al N.ro 10 girato era decisamente il suo lato migliore 🙂 Ma con me c’era Pedro e pure un cabellero con un anello all’anulare sinistro come il mio. Quell’ammirare tal camarero fu solo questione di un attimo, nessun colpo di fulmine. Quel Pedro e quel Montilla alla Bottega Guzman e anche i caffè alla Plaza del Potro erano Cordoba.

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Cultura e cibo a Granada

Granada. Una città che ci ha accolto all’ora di punta. Una miriade di bambini che uscivano dalle scuole. Un mare di “perdona” mentre noi ci avventuravamo direzione albergo con bagagli al seguito. Eppure tutta quella pazienza, mischiata al caldo e alla fame, ha avuto un suo perché. Alhambra, Bodega Castañeda, Albaizìn, Bodega Castañeda, anima gitana, Sierra Nevada, Bodega Castañeda …e ho detto tutto. Storia, vermut, memorie arabe, Muñana, chitarre gitane, Pedro Ximenez. E ho pure detto troppo. Ecco un piccolo album fotografico di una quattro giorni a Granada nel mentre di un viaggio di nozze. Tutto vero, tutto sognato, tutto assaggiato, tutto nella memoria.