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Crema di indivia belga

Brabantse Witloofroomsoe: Ruth Van Waerebeek, autrice di The Taste of Belgium, presenta il suo Belgio anche attraverso questa crema d’indivia belga. Ci vorrebbe una birra per non perdersi in discorsi inutili. La zuppa (o crema) di indivia belga qui davanti rischia di raffreddarsi. Faccio già difficoltà a chiamarla col suo nome fiammingo: Brabantse Witloofroomsoe. Con The Taste of Belgium abbandonato sul tavolo della cucina, però, non riesco a non domandarmi: Quando si conosce veramente un Paese? Basta veder arrivare una ciotola colma di patatine in piazza a Diskmuide? Cosa può dire quel ricordo di un sole che resiste alla sera, sussulta sui vasi di fiori che adornano la piazza fino a cogliere il mio sguarda stupito? Che patate Signori! E che mesta sorpresa scoprire di aver perso un pezzo di storia, tra le pagine di scuola, quando cammini il giorno dopo tra le trincee della battaglia di Yser. Basta non capire l’ironia dell’albergato di Veurne che dice “Siete i primi turisti di questa cittadina. Non c’è niente”? Dopotutto a Veurne c’era della Westmalle alla spina. Basta pedalare …

Belgio & Birre: Moeder Lambic

Se durante il tuo cammino verso Cantillon pensi “locale da fighetti” e poi dopo aver trovat Cantillon chiusa ti chiedi “dove vado per una birra?”, la scelta quasi obbligata è Moeder Lambic (68 rue de Savoie). Letteralmente il nome vuol dire Madre Lambic, quindi sicuramente la sete, la voglia di Faro o Kriek o Lambic o Gueze verrà comunque soddisfatta. Appena metti piede dentro non sai perchè, ma qualcosa di Open Baladin sembra affiorare qua e là. Vuoi per le 40 spine che si colgono al bancone, vuoi per le lavagnette che segnano le birre, ti senti un po’ a casa e per un po’ ti chiedi chi si è ispirato a chi tra i due. Ma poi ci sono le birre e a loro solo spetta il palco. La scelta delle birre è arricchiata anche dalla lista giornaliera di birre straniere, ove spiccava  per l’Italia Opperbacco, almeno quel giorno in cui ci siamo andati. Ognuno scelga per sè, ma appena ho letto Faro non ho potuto che chiederlo. Nonchè non ho voluto tralasciare neppure la …

Belgio & Birre: ‘t Brugs Beertje

Sì, Belgio vuol dire birre. Ma dove bere a Bruges? Prima di partire ho fatto una non rapida ricerca online che mi portò a selezionare ‘t Brugs Beertje. Ottimo rating su Beer Advocate, locale non da turisti ma nel centro di Bruges. L’idea era all’arrivo di vedere velocemente la parata del Corpus Domini e poi prendersi lì una birra pomeridiana di benvenuto. Già scherzavamo sul fatto che saremmo stati i primi. La parata del Corpus Domini, però, passava giusto nella strada da cui iniziava Kemelstraat, quindi impossibile arrivare al numero 5. Le alternative erano chiedere di farci strada a un legionario romano, a Cristo o a un cammello.

Belgio & Birre: gli assaggi

Tornare in Belgio dopo averne scoperto le birre non può voler dire se non scoprire nuove birre. Anche se siamo rimasti in Belgio solo quattro giorni, nuovi bicchieri sono stati scolati. Nuovi amori in fatto di birre sono nati. Per me si è trattato essenzialmente della scoperta della OerBier e degli assaggi del Faro e della Kriek alla spina. Ma anche un paio di nuovi locali sono stati provati con grandi soddisfazioni, sia a Bruges che a Brussels.. Peccato solo per la bella passeggiata verso Cantillon, che si è conclusa con la porta chiusa (colpa mia, dovevo verificare meglio).  Andando per ordine, ecco le birre provate con una breve descrizione amatoriale.