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pane dolce delle Fiandre

Pane dolce delle Fiandre con uvetta

Pane dolce con uvetta delle Fiandre. Ideale per la colazione e per dirsi che alla fine non resta che la dolcezza. Alla fine non resta che la dolcezza. Non resta che quella. Ripetiamolo assieme. In coro, con l’orgoglio di chi banalmente impasta dopo Lahore, Bruxelles, Ankara, Parigi e tutta quella sfilza di insopprimibile cronaca. Alla fine non resta che la dolcezza di un viaggio sognato, di una carezza forte della sua leggerezza. Di un bacio insensato nel suo essere essenziale. Di un abbraccio dato fino a liberare il profumo della pelle. Di un sospiro per un legame lontano. Alla fine non resta che la dolcezza di chi crede nella dolcezza. Non è la rosa, non è il tulipano…e se fosse un pane dolce? La dolcezza lascia solo le briciole. Chiede l’invisibile volontà, una repentina ricetta ed un’inspiegabile noncuranza. Non la cerchi su Google, ma la impasti in casa. Odio le prediche, molto meno il pane. Alla fine non resta che la dolcezza di un kockebrood, un pane dolce. Servito per colazione, riempito con uvetta sbirciando una ricetta delle Fiandre su The …

waffle alla birra forchetta

Waffle alla birra

Waffle alla birra: ricordi, WeissBier Dunkel e farina ai 7 cereali Non sono ancora in grado di dire del tutto che cosa distingua veramente un waffle da un pancake. Ad essere sincera non mi sono messa ancora alla ricerca delle differenze. Mi sto solamente impegnando per raggiungere il waffle perfetto. In questa dolce ricerca, ho seguito Ruth Van Waerebeek. Sono mesi che il suo The Taste of Belgium non mi tradisce. Le mele col pollo arrosto, la crema di indivia belga ed il Waterzooi: è sempre stata all’altezza dei miei ricordi delle pedalate in giro per le Fiandre. Tutto è cominciato con i waffle di fine anno. Superato quel test, ogni ricordo belga che passa per la mia cucina nasce anche dalle pagine di Ruth Van Waerebeek. Stavolta ho tentato solo una deviazione. Ai My Mother’s Waffles  di Ruth ho sostituito parte del latte con della birra, riducendo lievemente la quantità di ingredienti liquidi. La consistenza di questi waffle alla birra casalinghi è ben lontana dai croccanti waffle assunti a street food di Bruxelles. Quell’essere …

waterzooi di pollo

Waterzooi di pollo…il lato rock del mio Belgio

Waterzooi: zuppa o stufato che sia, è un piatto tra il tipico e l’elegante che arriva dalle Fiandre e che ho scoperto grazie al rock “…Nelle Fiandre si trovano tante versioni di waterzooi, quanti sono i campanili delle chiese all’orizzonte…”: Ruth Van Waerebeek mescola ingredienti e paesaggi in The Taste of Belgium.  Non ha paura di esagerare. E’ capace di passare dalla semplicità della crema di indivia belga alla varietà di waterzooi come se nulla fosse. Il waterzooi di pollo è fiammingo e lo è talmente tanto che non esiste un waterzooi, ma una varietà. Ruth descrive il waterzooi come una confusione tra una zuppa ed uno stufato. Se dovessi dire la mia, il waterzooi è un brodo riccco, da cui non viene scartato nulla e a cui è stato donato il manto di festa, merito della crema di panna ed uovo. Pesce o pollo danno avvio a questo piatto, a seconda dei gusti e delle necessità. Il waterzooi è un piatto tipico delle Fiandre. Come molti italiani l’ho conosciuto a Bruges, ma fuori dai …

crema di indivia belga

Crema di indivia belga

Brabantse Witloofroomsoe: Ruth Van Waerebeek, autrice di The Taste of Belgium, presenta il suo Belgio anche attraverso questa crema d’indivia belga. Ci vorrebbe una birra per non perdersi in discorsi inutili. La zuppa (o crema) di indivia belga qui davanti rischia di raffreddarsi. Faccio già difficoltà a chiamarla col suo nome fiammingo: Brabantse Witloofroomsoe. Con The Taste of Belgium abbandonato sul tavolo della cucina, però, non riesco a non domandarmi: Quando si conosce veramente un Paese? Basta veder arrivare una ciotola colma di patatine in piazza a Diskmuide? Cosa può dire quel ricordo di un sole che resiste alla sera, sussulta sui vasi di fiori che adornano la piazza fino a cogliere il mio sguarda stupito? Che patate Signori! E che mesta sorpresa scoprire di aver perso un pezzo di storia, tra le pagine di scuola, quando cammini il giorno dopo tra le trincee della battaglia di Yser. Basta non capire l’ironia dell’albergato di Veurne che dice “Siete i primi turisti di questa cittadina. Non c’è niente”? Dopotutto a Veurne c’era della Westmalle alla spina. Basta pedalare …