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Dievole nel Chianti

Cose da fare a Dievole nel Chianti Classico

Dievole nel Chianti Classico: non lontano da Siena trovi vini ed olio extra vergine d’oliva dal 1090. In tavola trovi, invece, la chef Monika Filipinska. Il Chianti Classico è tante cose, dai vigneti al gallo nero, come pure la premessa che Dievole esiste dal 1090. A dissipare ogni dubbio carta canta. Il 10 maggio del 1090 il notaro Belludo prese atto che con due capponi, tre pani e sei denari lucchesi si procedeva all’affitto per un anno di una vigna nella valle divina, chiamata Dievole. Da allora molti mosti sono stati fatti fermentare, vari alberi d’olivo sono crescuti e la proprietà è passata di mano in mano fino ad arrivare ad Alejandro Pedro Bulgheroni. Alejandro, assieme al fratello, è proprietario della Bridas Corporation, la più grande compagnia energetica in Argentina. Da anni è anche proprietario molto attento di cantine in Argentina, Uruguay e California e pure Toscana. Nella valle divina Alejandro non si è mai sentito arrivato sebbene non si parla di piccoli numeri. Il fatturato raggiunge i 6 milioni di euro grazie al vino, …

La Buvette Bretagna arrivo

La Buvette: un aperitivo in Bretagna

La Buvette: scoprire l’anima di Cap Sizun tra un aperitivo ed uno sguardo al mare di Finistère (Bretagna). Cosa decreta il successo di un locale? La location (ossia  il posto dove si trova), la gentilezza del personale, ciò che offre e, sempre più, conta il passaparola. La Buvette presenta tutti questi ingredienti essenziali per il successo, ma tu non la conosci. Mi permetto di farti due domande. Ti piace viaggiare? Ti piace concederti un aperitivo? Se hai risposto tutte due le volte sì, dimmi perché non sei mai arrivato fino nella punta occidentale della Bretagna. Se hai totalizzato qualche no, lascio a Françoise l’onore di farti cambiare idea.

torta al tonno

Torta al tonno con Gruyere e yogurt greco

Torta al tonno (in scatola) con Gruyere, yogurt greco e polpa di pomodoro. Quando una scatoletta di tonno fa la differenza. Dai, dimmi senza ipocrisie: qual è il tuo rapporto col tonno in scatola? Comincio io. Devo sfogarmi. C’è stata un’epoca in cui mi piaceva la pasta al tonno (in scatola) con capperi e non. Ancora, ai tempi dell’università io ero tra quelle che sapeva cucinare. Merito del patè di tonno e patate insegnato dalla mamma (quando l’apostrofavo come mia madre). Però, da alcuni anni mi ero dimenticata dell’esistenza delle scatolette di tonno. Dai, dimmi senza ipocrisie: hai mai pianto vedendo una fotografia del Monte Bianco? Era un tranquillo 6 maggio. Frase contraddittoria. Il Giorno 6 maggio è intenso per marchio di nascita. Sono parte della generazione che ha fatto tremare il Friuli. Sono frutto di un orgoglio inviolabile. Com’era dov’era. Bello sentirlo ora. Però duro crescerci in  mezzo. Non si possono abbattere muri che sono stati ricostruiti. Ad un certo punto arriva la libertà. Ti laurei, hai il mondo in mano e o vai …

pane dolce delle Fiandre

Pane dolce delle Fiandre con uvetta

Pane dolce con uvetta delle Fiandre. Ideale per la colazione e per dirsi che alla fine non resta che la dolcezza. Alla fine non resta che la dolcezza. Non resta che quella. Ripetiamolo assieme. In coro, con l’orgoglio di chi banalmente impasta dopo Lahore, Bruxelles, Ankara, Parigi e tutta quella sfilza di insopprimibile cronaca. Alla fine non resta che la dolcezza di un viaggio sognato, di una carezza forte della sua leggerezza. Di un bacio insensato nel suo essere essenziale. Di un abbraccio dato fino a liberare il profumo della pelle. Di un sospiro per un legame lontano. Alla fine non resta che la dolcezza di chi crede nella dolcezza. Non è la rosa, non è il tulipano…e se fosse un pane dolce? La dolcezza lascia solo le briciole. Chiede l’invisibile volontà, una repentina ricetta ed un’inspiegabile noncuranza. Non la cerchi su Google, ma la impasti in casa. Odio le prediche, molto meno il pane. Alla fine non resta che la dolcezza di un kockebrood, un pane dolce. Servito per colazione, riempito con uvetta sbirciando una ricetta delle Fiandre su The …

caffè a Londra

Il caffè a Londra visto da Mondo Mulia

Il caffè a Londra è nel pieno del Third Wave Movement. Giulia Mulè di Mondo Mulia ci racconta come scoprire il caffè londinese… abbandonando un po’ di pregiudizi. La prima cosa da fare per apprezzare il caffè a Londra è abbandonare la presunzione che l’espresso italiano è il più buono al mondo. Si inizia col botto. Così mi piace. Giulia Mulè l’ho conosciuta qualche anno fa Londra in occasione del Food Blogger Connect. Già allora in giro per la capitale britannica cominciavano a farsi notare i coffee shop. Ora, come racconta anche Caffeine Magazine, il caffè londinese rischia di surclassare il nostro tanto osannato espresso. Giulia, pur vivendo a Londra da quando ha 25 anni, è romana. Mi è, quindi, sembrata subito la persona da disturbare subito. Era perfetta, perché ha tutto l’attenzione di una food e travel blogger professionale (conosci Mondo Mulia?) e la capacità di confrontare due realtà: quella inglese e quella italiana. Dai, lasciamo da parte presunzioni vari e vediamo cosa c’è oltre l’espresso, la Fika svedese ed il caffè colombiano.  E’ …