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corso foodstyling

Corso di Foodstyling: ne vale la pena?

Cosa può insegnare un corso di foodstyling che non trascura la fotografia? La parola a chi lo segue (io) e a chi lo organizza (Paola Buzzini) Foodstyling, con la foodphography a braccetto, diventa di nuovo corso full immersion a Roma grazie all’irrefrenabile Paola Buzzini, che forse conosci come Soup Opera. Sabato 25 Marzo 2017 presso Les Chefs Blancs (via dei Monti della Farnesina 77, Roma) si terrà il Corso Full Immersion Foodstyling. Dalle 9.30 alle 19 Paola assieme alla foodstylist ed interior designer Federica Rocco, alla foodblogger Barbara Toselli (sì lei, quella di Pane & Burro e non solo) e alla resident chef Giulia Steffanina ti sveleranno tecniche e trucchi per creare un set fotografico a casa ed per usarlo al meglio. C’è vita oltre i props, stanne sicura. PS. per maggiore informazioni vai su Facebook o scrivi un’email a segreteriaçlechefsblancs.com, mentre per il dietro le quinte continua a leggere. Infatti, a giugno dello scorso anno, Paola e Barbara mi avevano condotto alla riscoperta della fotografia applicata al cibo durante un workshop di due giorni organizzato col …

Dievole nel Chianti

Cose da fare a Dievole nel Chianti Classico

Dievole nel Chianti Classico: non lontano da Siena trovi vini ed olio extra vergine d’oliva dal 1090. In tavola trovi, invece, la chef Monika Filipinska. Il Chianti Classico è tante cose, dai vigneti al gallo nero, come pure la premessa che Dievole esiste dal 1090. A dissipare ogni dubbio carta canta. Il 10 maggio del 1090 il notaro Belludo prese atto che con due capponi, tre pani e sei denari lucchesi si procedeva all’affitto per un anno di una vigna nella valle divina, chiamata Dievole. Da allora molti mosti sono stati fatti fermentare, vari alberi d’olivo sono crescuti e la proprietà è passata di mano in mano fino ad arrivare ad Alejandro Pedro Bulgheroni. Alejandro, assieme al fratello, è proprietario della Bridas Corporation, la più grande compagnia energetica in Argentina. Da anni è anche proprietario molto attento di cantine in Argentina, Uruguay e California e pure Toscana. Nella valle divina Alejandro non si è mai sentito arrivato sebbene non si parla di piccoli numeri. Il fatturato raggiunge i 6 milioni di euro grazie al vino, …

La Buvette Bretagna arrivo

La Buvette: un aperitivo in Bretagna

La Buvette: scoprire l’anima di Cap Sizun tra un aperitivo ed uno sguardo al mare di Finistère (Bretagna). Cosa decreta il successo di un locale? La location (ossia  il posto dove si trova), la gentilezza del personale, ciò che offre e, sempre più, conta il passaparola. La Buvette presenta tutti questi ingredienti essenziali per il successo, ma tu non la conosci. Mi permetto di farti due domande. Ti piace viaggiare? Ti piace concederti un aperitivo? Se hai risposto tutte due le volte sì, dimmi perché non sei mai arrivato fino nella punta occidentale della Bretagna. Se hai totalizzato qualche no, lascio a Françoise l’onore di farti cambiare idea.

torta al tonno

Torta al tonno con Gruyere e yogurt greco

Torta al tonno (in scatola) con Gruyere, yogurt greco e polpa di pomodoro. Quando una scatoletta di tonno fa la differenza. Dai, dimmi senza ipocrisie: qual è il tuo rapporto col tonno in scatola? Comincio io. Devo sfogarmi. C’è stata un’epoca in cui mi piaceva la pasta al tonno (in scatola) con capperi e non. Ancora, ai tempi dell’università io ero tra quelle che sapeva cucinare. Merito del patè di tonno e patate insegnato dalla mamma (quando l’apostrofavo come mia madre). Però, da alcuni anni mi ero dimenticata dell’esistenza delle scatolette di tonno. Dai, dimmi senza ipocrisie: hai mai pianto vedendo una fotografia del Monte Bianco? Era un tranquillo 6 maggio. Frase contraddittoria. Il Giorno 6 maggio è intenso per marchio di nascita. Sono parte della generazione che ha fatto tremare il Friuli. Sono frutto di un orgoglio inviolabile. Com’era dov’era. Bello sentirlo ora. Però duro crescerci in  mezzo. Non si possono abbattere muri che sono stati ricostruiti. Ad un certo punto arriva la libertà. Ti laurei, hai il mondo in mano e o vai …

pane dolce delle Fiandre

Pane dolce delle Fiandre con uvetta

Pane dolce con uvetta delle Fiandre. Ideale per la colazione e per dirsi che alla fine non resta che la dolcezza. Alla fine non resta che la dolcezza. Non resta che quella. Ripetiamolo assieme. In coro, con l’orgoglio di chi banalmente impasta dopo Lahore, Bruxelles, Ankara, Parigi e tutta quella sfilza di insopprimibile cronaca. Alla fine non resta che la dolcezza di un viaggio sognato, di una carezza forte della sua leggerezza. Di un bacio insensato nel suo essere essenziale. Di un abbraccio dato fino a liberare il profumo della pelle. Di un sospiro per un legame lontano. Alla fine non resta che la dolcezza di chi crede nella dolcezza. Non è la rosa, non è il tulipano…e se fosse un pane dolce? La dolcezza lascia solo le briciole. Chiede l’invisibile volontà, una repentina ricetta ed un’inspiegabile noncuranza. Non la cerchi su Google, ma la impasti in casa. Odio le prediche, molto meno il pane. Alla fine non resta che la dolcezza di un kockebrood, un pane dolce. Servito per colazione, riempito con uvetta sbirciando una ricetta delle Fiandre su The …