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Dievole nel Chianti

Cose da fare a Dievole nel Chianti Classico

Dievole nel Chianti Classico: non lontano da Siena trovi vini ed olio extra vergine d’oliva dal 1090. In tavola trovi, invece, la chef Monika Filipinska. Il Chianti Classico è tante cose, dai vigneti al gallo nero, come pure la premessa che Dievole esiste dal 1090. A dissipare ogni dubbio carta canta. Il 10 maggio del 1090 il notaro Belludo prese atto che con due capponi, tre pani e sei denari lucchesi si procedeva all’affitto per un anno di una vigna nella valle divina, chiamata Dievole. Da allora molti mosti sono stati fatti fermentare, vari alberi d’olivo sono crescuti e la proprietà è passata di mano in mano fino ad arrivare ad Alejandro Pedro Bulgheroni. Alejandro, assieme al fratello, è proprietario della Bridas Corporation, la più grande compagnia energetica in Argentina. Da anni è anche proprietario molto attento di cantine in Argentina, Uruguay e California e pure Toscana. Nella valle divina Alejandro non si è mai sentito arrivato sebbene non si parla di piccoli numeri. Il fatturato raggiunge i 6 milioni di euro grazie al vino, …

La cucina giapponese tra Japan Restaurant Week e washoku

Scoprire la cucina giapponese tra Japan Restaurant Week, washoku e parole come gohyakumangoku. Perché il Giappone non è tutto un sushi. Dico cucina giapponese e …C’è chi urla wasabi e kren one love. Ma c’è pure chi non si intimorisce e difende ad oltranza la cucina italiana. Non possono neppure mancare gli infatuati dell’umani. Ed io vorrei del sake. Però molti rimangono coloro che non hanno mai assaggiato la carne wagyu e non solo per il prezzo. Nel mezzo di questa diatriba si inserisce la Japan Restaurant Week promossa dal Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca del Giappone (MAFF), con la collaborazione dell’Unione Centrale delle Cooperative Agricole, sempre, del Giappone. Perché non cogliere quest’occasione per scoprire la cucina giapponese al meglio?

Cosa sanno fare i foodblogger

Cosa fa un foodblogger? Cucina e poi? Quali sono le sue competenze? Un elenco di capacità e di letture per capirci di più. Ancora per il Marketing Camp e Your Brand Camp. Per loro ho lanciato una provocazione e sono entrata non analisi, ma in modalità auto-critica. Dopo aver svelato i gradi di separazione tra brovada e pizza, è stato Seth Godin a guidarmi con il suo Alla marketers are liars. All foodbloggers are liars?  Nella mia ciotola di vita mi sono chiesta se All foodbloggers are liars. E non volendo rispondere sì ho raccolto quali sono le competenze di un foodblogger da rispettare (o che almeno fa del suo meglio per farsi leggere senza inganni). Per ogni sapere ho cercato di svelare qualche utile lettura (online e cartacea), così da invogliare i foodblogger del futuro ad essere affidabili, competenti e sempre pronti all’autocritica. Fino all’ultimo tocco di etica. Buona lettura e poi dimmi se All foodbloggers are liars?  

hosteria del mare

Hosteria del mare: Simone Cavalagni e 2night

Hosteria del mare: ristorante di pesce dello chef Simone Cavalagni scoperto e raccontato su 2night. Qual è il tuo rapporto con i ristoranti di pesce? Si apre così il racconto della mia prima volta all’Hosteria del Mare. 2night mi ha dato carta bianca, ancora una volta. Dato il mio amore per il sacrificio, non mi son tirata indietro e ho riempito quel pezzo di carta segnandomi passo passo come ho scoperto il menu di pesce dell’Hosteria dello chef Simone Cavalagni. Hosteria del Mare L’Hosteria del Mare si trova a Roma, in piazza Ragusa, a due passi dalla stazione Roma Tuscolana (incredibile!). Ti accoglie con stile, senza intimorirti. Cozze, spigola e ostriche: è un menu che non va solo sfogliato, ma anche scoperto assieme al personale di sala. Non ti posso dire nulla di più qui. Ho dato l’esclusiva a 2night 🙂  

eve's pudding

Eve’s pudding: dentro Pride and Pudding

Eve’s Pudding, Regula Ysewisjn, Pride and Pudding: l’importanza di saper fare il pudding. Regula Ysewijn è fiamminga, il pudding è inglese, e Pride and Pudding è internazionale. Ma come fare il pudding? Regula, alias Miss Foodwise, solo a pagina 70 propone la prima ricetta. Non è una tizia prolissa. Non passa inosservata, questo è certo. Ha il piglio di chi, pur sapendo tutto sul pudding, non lo mescola come se nulla fosse. Non è giusto passare subito alle ricette del pudding. Regula Ysewijn nelle prime pagine (sì, quelle tutto testo) disegna quasi una mappa. Una mappa che servirà per muoversi nell’universo del pudding ed in Pride and Pudding.