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Alpini in cucina con Elisabetta Michielin

La cucina degli alpini. Forse neanche gli alpini si sarebbero mai aspettati di finire in un libro di ricette. Alpini? Tutti in cucina. Non c’è niente di meglio che incappare in un libro che stupisce fin dal titolo. Effettivamente questo Quaderno di Cucina degli Alpini, compilato con cura e dovizia da Elisabetta Michielin per Kellerman Editore, si fa notare. Sebbene mi sia già occupata del cibo, della fame e delle ricette soldati, non mi aspettavo che potesse esistere anche un libro così. E’ cosa recente. E’ stato pubblicato quest’anno, nel 2014. L’ho scoperto grazie ad una fedele amica, tale Elena Tubaro, che mi ha messo in contatto con Elisabetta. Tra storie, aneddoti, ricette, ho voluto scoprire di più di questo quaderno. La grafica gradevole ed evocativa arrichisce un bel lavoro fatto da Elisabetta Michielin, che ama definirsi figlia di un artigiano e di una operaia emigranti. Pordenonese, lettrice compulsiva, webdesigner, e ti cattura con la sua caparbietà nel “tirare la carretta”. Mi ha convinta già alla seconda pagina de La Cucina degli Alpini. Tante cose …

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Si scrive anche …

Mentre i preparativi fervono, i biscotti profumano la casetta, si corre a prendere quell’ultimo regalo, ci si appresta ad affrontare il giro di sinceri auguri natalizi, ecco che dedico un attimo al blog. Prima che tutto fosse così vicino, ho avuto tempo di scrivere non solo qui ma anche altrove. Ecco quindi un rapido excursus di tutto quanto. Sia mai che ci sia qualche lettore fedele che non voglia perdersi una parola 🙂 Prima di tutto segnalo in realtà un post non mio. Però Stefano racconta una passeggiata romana fatta assieme qualche mese fa. Ecco un racconto anche fotografico del giro dei dintorni di Campo dei Fiori. Perché come dice sempre mia madre, capito spesso là. Suggerisco anche di dare un’occhiata ai post natalizi fatti per il Mulino Bianco. Mi hanno messo sotto con Cuor di Pane e Pan Treccia. Che dura vita! Fare e fotografare ricette per ben due settimane. Idee da testare, cibi da gustare, fotografie da affinare. Troppo lavoro 🙂 Fatemi sapere che cosa ne pensate direttamente sul Blog del Pane e …

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Blog summer mania

E’ tempo di estate, quasi di saluti. Prima però è giusto parlarti dei blog che mi stanno intorno. Niente polemiche, senza facili buonismi, solo i link a ciò che mi piace. Per me il bello ed il buono del web sta in questo, nel dire apertamente ciò che piace e nel dare risalto a chi lavora per farci avere tutto ciò. La vita di un blogger è fatta di passione, dedizione, un pizzico di testardaggine e quel quanto basta di amore proprio che porta a scrivere a tutti, senza distinzione. Se tutto questo fatto sul serio o per gioco mi piace, trovo giusto farlo scoprire agli altri. Sia mai che abbiamo gli stessi gusti! Già in passato avevo segnalato 52 foodblog da seguire e pure 5 blog che rivisiterò quanto prima. L’estate scorsa poi mi ero dilettata segnalare gli Amori (non solo) estivi. Ti rimandavo a A way to garden, not Martha, Bea W Kuchni, Helena Ljunggren, 101 cookbooks e all’immancabile  Tirebouchon. Quest’anno rilancio con:

Mind For Food

L’estate sta esplodendo, in procinto di partire per le ferie mi lancio in un nuovo azzardo…virtuale. Da oggi mi troverete online non solo qua, su Ma che ti sei mangiato, ma anche su Mind For Food . Mind For Food vuole essere uno spazio diverso. Qui, su Ma che ti sei mangiato, troverete sempre le ricette, i menù, le sperimentazioni culinarie con cui cerco di allietare la Cavia. E continuerete a trovare anche le ricette, i menù, le sperimentazioni culinarie che io e la Cavia condividiamo tra le risate e le vicissitudini quotidiane. In Mind For Food troverete i pensieri che spunteranno intorno al tema cibo, visto virtualmente e dal vivo. Buone vacanze, buone letture e fatevi sotto coi commenti alla nuova e “vecchia” avventura.

Biologico, effetti, studi, articoli: una matassa da dipanare

Pochi giorni fa è stato pubblicato il risultato di uno studio inglese volto a indagare gli effetti del consumo dei cibi biologici (o organici). Lo studio condotto dalla Food Standards Agency del Regno Unito voleva fare luce sulle evidenze scientifiche (in parole povere dati) disponibili relativi ai diversi valori nutrizionali e impatto sulla salute umana dei cibi biologici rispetto a quelli normali. Risultato? L’unico, certo, inconfutabile sono stati i grandi titoli sono usciti sui giornali, come It’s wrong to believe that nature is always best (E’ sbagliato credere che la natura sia sempre meglio). Vari blog sono intervenuti nel dibattito, come Dissapore con “Bio è morto” o il Papero Giallo con un post tra il pacato e lo scettico “Il biologico è un bluff?” Intervengo brevemente anch’io, al di là del commento più esistenzialistico che altro lasciato sul Papero Giallo. Premetto, io mi occupo per lavoro di statistica in un settore che non è quello alimentare. Noto spesso che i numeri fanno paura, non capisco il perché, però accetto la cosa. Ecco allora alcune semplici …