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Scrivere col cibo: Regula Ysewijn e quel libro di cucina in più

Guardiamola dalla parte di chi crea un nuovo libro di cucina: perché scriverne uno nuovo? Perché c’è bisogno di un cookbook in più? Regula Ysewijn, alias Miss Foodwise, dice la sua per #scriverecolcibo. Lunghi capelli rossi, un’anima belga, un cuore inglese, e quello stile che ti trascina con un Pride and Pudding. Anche se lei mi ha toccato il cuore con Belgian Café Culture. Regula Ysewijn è tutto questo oltre che una giudice niente male, tanto da passare da Bake Off Vlaanderen agli  The Great British Cheese Awards come se nulla fosse. Il suo trucco? Oltre l’originalità, non saprei. Cattura con le immagini padroneggiando la luce come se fosse magica. Incanta con gli abiti, non solo di scena. Trattiene con ciò che racconta. Merita per tutto il lavoro di ricerca che i suoi lavori lasciano intuire.

Scrivere col cibo: la lettrice Beth Bonini sfoglia e cucina

Quando a parlare è una lettrice “qualunque”: oggi succede questo per #scriverecolcibo. Beth Bonini l’ho incrociata su Instagram e la sua passione per i libri mi ha convinta a disturbarla con le mie solite domande. Dal Texas con la passione per i libri: in estremissiva sintesi questa è la Beth Bonini che puoi conoscere online. Sebbene su Instagram potresti farti l’idea, giusta anch’essa, che viva in Gran Bretagna. Quello che forse non t’aspetti è che ti faccia scoprire una tastemaker texana del secolo scorso. Il mondo dello #scriverecolcibo comincia così a scoprirsi sorprendente ovunque.

Scrivere col cibo: Concetta Colucci narra la cucina pugliese

Non ti resta che metterti comoda (o comodo) e leggere Concetta Colucci. Lei non è una che ha poco da raccontare. Dopotutto la cucina pugliese non può esaurirsi in un laconico “buona”. #Scriverecolcibo prosegue così, con lei dopo Dianne Jacobs, Laura Ottaviantonio, Nicole Gulotta ed Anna Cosetti. Concetta Colucci non è una foodblogger, non è neppure una chef, non è tante cose, ma scrive in treno ed alla scrivania. Con lei ho passato infiniti aperitivi a discutere di aggettivi ed entusiasmi, grano arso e lieviti, fino a perderci in consigli di lettura. Ci siamo scambiate libri, appunti, speranze ed ambizioni. Tutto condito con una gran voglia di scrivere. Sì, lei non è una foodblogger ma scrive, pure online. Post e racconti per lei non hanno segreti. Puoi averla letta da Il Sud Online a Just a Platform. O forse ti starai domandando quando scriverà ancora su Hai sognato. Aspettando seguila qui per #scriverecolcibo.

Scrivere col cibo: il gusto delle parole della chef Anna Cosetti

Ed è ora è giunto il tempo che di #scriverecolcibo ne parli Anna Cosetti, una cuoca (o se vuoi chiamala chef) dalla Carnia. Diane Jacobs ha posto le basi, Laura Ottaviantonio ha inseguito l’epopea, Nicole Gulotta ha svelato la poesia, ma il cibo parla anche ai professionisti. Della serie anche le cuoche leggono. Forse ti aspetti che per presentarti Anna ti racconti tutti il suo curriculum tra le cucine d’Europa o forse ti aspetti una lunga dissertazione su quel cognome importante, Cosetti.

Scrivere col cibo: Oltre le ricette con la poesia e Nicole Gulotta

#Scriverecolcibo si fa poetico con Nicole Gulotta. Le ricette, così come spiegate da Dianne Jacob, superano la poetica di Laura Ottaviantonio e finiscono in un libro dove ad ogni poesia è abbinata una ricetta, o viceversa. Sfogliando Eat this Poem di Nicole Gulotta, mi chiedo …. Cos’è la poesia per te? Non sembra neanche una domanda da poter rivolgere oggigiorno ad una persona adulta. Dopo le mille poesie imparate a memoria dalla scuola elementare alla maturità, l’endecasillabo ci abbandona. Forse qualcosa rimane con le canzoni, ma pochi sono i Quasimodo che crescono tra di noi. Ancora meno sono coloro che portano i versi in cucina. Come oso mescolare il sacro col profano? La poesia è cosa seria (o seriosa) e basta? Se esistesse un verso per la patata, lo vorrebbe pure l’arancia. Subito scalpiterebbe la pera appena colta. Eppure Nicole Gulotta ha trovato persino una poesia per i blueberry.