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Hotel Butterfly: un invito a perdersi tra cibo, musica ed arte

Hotel Butterfly: un nome che svela la poesia, ma cela i piaceri di uno spazio tra cibo, musica, arte, tattoo e giochi vintage. Non resta che incontrarci nella serra tropicale del Guido Reni District.  Un nuovo locale a Roma rischia di essere una rondine ritardataria, che non fa più primavera. A meno che quella rondine non giunga in un giardino incantato. E sappiamo quanto Roma, seppure magica, è decisamente disincantata. Da lunedì 29 Maggio 2017 quel giardino incantato ci sarà. Lo troverai all’Hotel Butterfly. Nome creativo, location creativa. Quella Butterfly aprirà le sue ali sfiorando il Maxxi, l’Auditorium e soprattutto il Guido Reni District. Eppure alcuni lo continuano a chiamare quartiere Flaminio. Nome creativo, accoglienza creativa. La parola Hotel può fuorviare. Non ci sono letti dove dormire. Non c’è spazio per la noia. Cibo, musica, arte, design e pure quel toccasana dello shopping: sono questi i lussi ed i vizi che l’Hotel Butterfly asseconda.

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Pasteis de nata col trucco e senza glutine

Pasta sfoglia senza glutine diventa pasteis de nata: dove sta il trucco?  Ecco una ricetta nata in collaborazione con Buitoni. La poesia è una brutta bestia. Ti stuzzica, ti avvolge e tu non puoi far altro che cederle. Potrei giocare fin da subito con lei per convincerti che questi sono i pastéis de nata di Lisbona, anzi di Belém. Ma non ho il coraggio di farlo. Quello che qui troverai sono dei pastéis col trucco. Uno di quei trucchi che potrebbero servirti nella vita vera, di tutti i giorni, quella che ha bisogno di qualcosa di dolce anche dopo ore ed ore di lavoro (e di conseguente pazienza). Non gettare via l’opportunità che ti do. Nemmeno ora che ti dico che la base di questi pastéis è senza glutine. Impressionata? Scettica? Quale che sia il tuo stato emotivo non tentare di aggrapparti alla panna. La nata l’ho sostituita col latte per controbilanciare la ricchezza della pasta sfoglia senza glutine Buitoni. Qualcosa non ti torna?

Dissapore: sì, scrivo su Dissapore

Ho iniziato l’anno scrivendo dei biscotti allo zenzero. Concludo l’anno con le ricette perfette su Dissapore. Molte cose mi sarei aspettata nella vita. Quando sono nata neanche esisteva la parola blogger ed il web era veramente di nicchia. Il personal computer non era ancora realtà e tutto scorreva liscio come l’olio. Ora sono qui con un Ma che ti sei mangiato che ha superato la soglia dei 9 anni ed io che ce la sto dando tutta per sfornare una ricetta perfetta settimana dopo settimana per Dissapore. Non è ancora tempo di bilanci. Però questo 2016 mi ha stupito. Sì, ha cominciato con Your Brand Camp. Ho ancora qualche post in serbo per loro (e per te, chiaramente). E non mancano gli stimoli da Dissapore. Peccato solo che a pagarne le spese ci metta questo blog. Sembra che non faccia nulla, quando in realtà rasento il troppo.

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Pizza fritta: Paolo Gramaglia porta il De re Coquinaria a Roma

Pizza fritta stellata? Le stelle sono quelle dello chef Paolo Gramaglia, la ricetta viene da Apicio ed il suo De Re Coquinaria, mentre il desinare è presso Don-Vera Pizza Fritta a Trastevere (Roma). L’occasione è ghiotta quando ti danno in mano una pizza fritta alla napoletana. Diventa poi unica quando ti promettono di rifocillarti come un antico romano. Marco Gavio Apicio è uno dei chiodi fissi di chi vuole fare del cibo anche un modo per apprendere usi e costumi. Pochi ammettono di non aver letto tutti e dieci i volumi del suo De re Coquinaria. Io sono una di quelli che non sempre è andata alla fonte originale, sebbene abbia spesso attinto agli insegnamenti che storici e gastronomi hanno estratto da quest’opera del III-IV sec. Non posso che ringraziare lo chef Paolo Gramaglia e la sua attenzione ad Apicio. Lo chef mi ha accolto (non da sola) da DON-Vera Pizza Fritta a Trastevere con: Ma che doggy bag! Il paccotto lo hanno inventato i romani.

Regali di Natale per foodie ironici

Idee per regali di Natale per foodie e non solo: perché l’ironia è contagiosa. D’ora in poi non vedrai più l’infusore per il tè nello stesso modo. Preparati! Dove vai se un infusore per tè sottomarino non hai! La foodie (e pure il foodie) non è certo una specie in via di estinzione. Dal 1984, anno in cui fu pubblicato il primo “The Official Foodie Handbook”, il foodie si è fatto largo tra gourmet prima e foodblogger e sbafatori poi. Come ogni vero appassionato ha continuato imperterrito per la sua strada. Lei (o lui) è quella che vuole sempre scoprire qualcosa di nuovo sul cibo. E qui scendo dalla cattedra ed entro in Troppotogo, il sito che promette regali originali e gadget. Lui fa al caso nostro perché il vero foodie va preso, non tanto per la gola, quanto in giro. Il mondo non gira attorno alle fava tonka! Facciamoglielo capire 🙂 I foodie meritano dei regali di Natale alla loro altezza. Non è facile, perché a volte ne sanno troppo del porridge. Ci vuole un …