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Cosa fa un Amaro Indigeno?

Che spazio c’è oggigiorno per l’inventiva? Se da un lato abbondano i corsi per la creatività, dall’altro siamo ben ancorati alle tradizioni. Chi e come può sfidare questo status quo? Intanto, mi verso un po’ di Amaro Indigeno. Ed intanto lancio uno sguardo all’etichetta: erbe spontanee di Sicilia. Penso subito al solito liquore tradizionale, con una storia talmente infinita da essere indefinita. Eppure c’è quel non so che…Rileggo l’etichetta: melagrana. Uhm, ma allora non è la solita storia.

Infusore per il tè a chi?

Una provocazione estiva o uno scherzo ben riuscito? Come un infusore per tè può diventare una delle idee regalo (con ogni temperatura) L’importante è saperlo fare con stile. Fare un regalo è cosa comune. Fare un bel regalo è un qualcosa che richiede occhio e stile, appunto. Immagina di doverti mettere alla caccia di un’idea regalo in piena estate. Su cosa punti? Io sono stufa di regalare libri. Con la temperatura che sale sempre più non ho la pazienza di pensare ai gusti del destinatario del regalo, ma punto direttamente ai miei desideri. Allora spulcio le liste di idee regalo, suggerite da siti come LoveTheSign. Ristretta la scelta, aggiungo un pizzico di mio ed il regalo è fatto. Il mio spesso è l’ironia (o presunta tale).

Cocktail: dalla ricetta ad Instagram

Cocktail: come si comporta un narratore quando gli versano del Daiquiri e ha Instagram a portata di mano? E’ un po’ che su Your Brand Camp rifuggo dalle ricette e mi ritrovo a scrivere di storytelling, che altro non vuol dire che narrare. Certo, non ogni blogger nasce narratore e non ogni foodblogger trova facilmente la sua metafora perfetta quando scrive della pasta alla Nerano o dei tortellini in brodo. Certo, quanto un presunto narratore si ferma davanti ad un Negroni la tentazione è molta. Dopotutto anche Hemingway scriveva con un po’ di Martini davanti (o era un Daiquiri?). Non di solo storytelling dell’uovo, la foodblogger campa. Un po’ di Lillet o di Saint Germain qui e là è d’aiuto. Ma come fare diventare il calice il protagonista del racconto? Ne scrivo, sobria, sull’ultimo post apparso su Your Brand Camp. Sotto il titolo Come fare storytelling dei coktail trovi quelle riflessioni nate leggendo e bevendo.

Vermouth wishlist: scrivendo e gustando il vermut

Vermouth wishlist: i miei desideri attorno al vermut. Perché il desiderio è il vermut e non il vermouth. Da un paio d’anni giro attorno al vermut. Lo incontrai prima nelle parole della Cavia. Impossibile per lui non confondersi tra Punt e Mes e Rosso Antico. Anche anni ed anni fa le campagne promozionali riscuotevano consensi. Così i bicchieri Rosso Antico era un suo caro ricordo, seppure al gusto la Cavia è tutto un Punt e Mes. Venne poi un viaggio in Galicia (o Galizia spagnola) e la lettura di un quotidiano e l’assaggio di un vermut alla spina. E pure a Siena, seduti in Piazza del Campo, non potei non cedere di fronte ad un vermut rosso Riserva Carlo Alberto che figurava nel menu della Liberamente Osteria. Con questi tasselli comincia questa vermouth wishlist.

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Torrefattore: cosa fa per noi?

Torrefattore: cosa fa per noi? Lo dice subito Alberto Trabatti. Parla di regole, scelte e mestieri e di obiettivi come l’avvicinare il cliente al Caffè. Non chiamarle due chiacchiere quelle con Alberto Trabatti. Potresti ritrovarti travolto da un fiume di buon Caffè. Quando gli ho chiesto di spiegarmi cosa fa un torrefattore mi aspettavo un discorso scuro e tostato su macchinari e tecniche di torrefazione, invece sono entrata in un mondo fatto di scelte e decisioni. Cominciamo dal protagonista di queste quattro (non) chiacchiere. Alberto è un ex bancario, così recita il suo curriculum vitae. Ad un certo punto, non per caso, è diventato torrefattore dopo essersi trasferito da Bologna. Scoprì di aver aperto la sua bottega di torrefazione dove, dal 1926 al 1943, un tale, Arrigo Penazzi, svolse lo stesso mestiere. Smise di credere ad un caso. In questo percorso iniziato/ricominciato nel 2004 si insinua la ricerca di cosa fa (o meglio chi è) un torrefattore. Perché uno decide di fare il torrefattore? Non me lo sono domandato io, ma è quello che chiede Alberto …