Author: rossdibi

Scrivere di cibo all’italiana: origini ed etichette

Le bucce delle clementine accanto alla tastiera mi riportano ad un paragrafo perso dentro Gastronomical me di MFK Fisher. Quel profumo che inondava casa è la mappa con cui ritrovo la strada nella ricerca dello scrivere di cibo all’italiana. Non ricordo chi fu la prima a chiederlo, probabilmente Laura di Ricette & Vicende. Fatto sta che da quel giorno a Colle Val D’Elsa si è avviato un percorso di critica ed autoanalisi che neppure Whatsapp riesce a banalizzare. Non ricordo neppure se la domanda fosse “da dove trai ispirazione, Giulia (Scarpaleggia)?” o se era un “da chi hai imparato a fare foodwriting?”. Ciò che quella domanda spontanea ha creato è stata una cascata di riflessioni sfociate in un collettivo “chi ci ha insegnato a fare foodwriting all’italiana?”, ossia dove sono le nostre radici di italiane che scrivono di cibo in italiano?

Mercato Centrale Roma: un quartiere festeggia il suo primo compleanno

Un mercato dentro una stazione ferroviaria è una pazzia? Il cibo non conosce proprio più confini?  Basta, il tempo delle domande è finito. Il Mercato Centrale Roma mercoledì 8 novembre festeggia il suo primo compleanno. Si è fatto grande, oramai. Ed anche i romani hanno capito che Via Giolitti non è solo fatta per andare a raccattare parenti ed amici che arrivano col treno. Per chi preferisse passare per via Marsala :), beh due passi fino alla Cappa Mazzoniana sono ripagati. Parlo me, ma anche i social altrui parlano. Quanti amici salutati al volo, tra treno e metro, sotto quelle volte? Ubicazione strategica, qualità del cibo alta fanno dimenticare di essere, praticamente, alla Stazione Termini: perfetto per dirsi vediamoci lì. Primo cin cin, mercoledì, con Feudi di San Gregorio e Vespa, ma poi?

Good Food: la dieta mediterranea tra un cortometraggio e le patatine

Angel Keys. Ti dice niente? E la dieta mediterranea, la conosci? Sai pure chi è Salvatore Esposito? Allora sai quasi tutto su Good Food, il cortometraggio prodotto dalla Morol e presentato in occasione della Festa del Cinema di Roma 2017? Partiamo da quello che credevo di sapere, prima che Salvatore Esposito, con un piatto di patatine fritte, mi ha fatto capire che è bene re-imparare. Sì, mi riferisco alla dieta mediterranea. Come italiani è facile vantarsi di seguirla, eppure alzi la mano chi non è mai entrato in un fast food in vita sua o chi sa dire di no ad un cibo ricco di grassi saturi.

Una torta

Sono qui in panciolle sul divano con un panorama mozzafiato di fronte a me. Il sole mi bacia i capelli ed io addento una torta che sa di babà. Ho reso l’idea? Qui accanto c’è posto e non nego di avere una fetta di torta al rum anche per te, ma…Non credere a tutto lo storytelling che trovi. Potrei mettere la mano sul fuoco per la ricetta che porta alla torta che vorrei offrirti. Lo scrivo non solo per rassicuranti. E’ una ricetta di Yotam Ottolenghi e di Helen Goh. E’ tra le ricette di Sweet, una novità editoriale a cui non ho saputo dir di no dopo l’esperienza positiva con Jerusalem, altro libro di cucina sempre di Ottolenghi e Sami Tamimi, in quel caso. Non posso, però, prometterti né una vista da sogno ed ancor meno un caldo sole. Non è una questione di cambiamento di stagione, ma di onestà. No, non puoi invidiare la mia vita. Invidiami Sweet, ma non la mia quotidianità. Ho un blog, ho una mente che vuole impastare, mescolare, …

Cosa fa un Amaro Indigeno?

Che spazio c’è oggigiorno per l’inventiva? Se da un lato abbondano i corsi per la creatività, dall’altro siamo ben ancorati alle tradizioni. Chi e come può sfidare questo status quo? Intanto, mi verso un po’ di Amaro Indigeno. Ed intanto lancio uno sguardo all’etichetta: erbe spontanee di Sicilia. Penso subito al solito liquore tradizionale, con una storia talmente infinita da essere indefinita. Eppure c’è quel non so che…Rileggo l’etichetta: melagrana. Uhm, ma allora non è la solita storia.