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muffin con uva

Muffin con uva e vin santo

Muffin con uva e vin santo: incontri tra generazioni di donne e mariti viziati La vita è fatta di scelte. La mia scelta sono i muffin. Così tratto mio marito. Mia madre si dispera:”Lo controlli abbastanza?”. La vita è fatta di scelte. Non amo l’ordine, lo rispetto ma non lo amo. Non fatemi scrivere cosa provo per mio marito, perché ci sono parole da sussurrarsi solo con lo sguardo (sono all’antica). Diciamo che ho scelto di avere un marito, ma questo non fa di me un un cane segugio. La mia scelta sono i muffin con uva e vin santo. Sì, mamma lo controllo abbastanza…così. Un muffin al giorno nella sua borsa ed un pensiero in più della Cavia a cosa troverà in cucina al ritorno…assieme a me 🙂 Uva e vin santo finiscono in questi muffin per mettere ordine tra stagioni ed incontri con gli amici. La vita di coppia, insegnano le mamme, è fatta di incontri e scontri. Noi ziz-zaghiamo gli scontri con rapidi silenzi, irrefrenabili risate e semplici incontri con amici senza tante pretese. Con altrettante poche …

scones inglesi

Scones inglesi: storia, ricetta e curiosità

Scones inglesi per golosi, curiosi e persino romantici Il viaggio alla scoperta degli scones inglesi comincia con un mare di domande capaci di esaurirsi solo al cospetto della ricetta presa in prestito da Nigella. Il primo più ovvio quesito è una solo: Da dove vengono gli scones? Scozia, ci sono pochi dubbi su questo. Sebbene oramai c’è chi dedica attenzione alla differenza tra scones inglesi ed americani, in realtà dovremmo parlare di scones scozzesi. Fortemente legati agli scones, quindi, sono gli scotch pancakes o drop scones, i quali sono ancora menzionati nei libri di cucina. Da dove viene il nome scones? Nacquero come Skone, parola che ha le sue radici nell’olandese schoonbrot. Schoonbrot letteralmente significava bel (schoon) pane (brot). Ma il termine potrebbe derivare anche dal gaelico sgon, ossia gran boccone. C’è, però, chi sostiene che prendano addirittura il nome dalla Pietra del Destino (Stone of destiny) dove i Re di Scozia venivano incoronati.

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Scones con cheddar e semi di finocchio

Di scones con cheddar, semi di finocchio, Nigella e Nuova Terra. Ovvero quando gli scones finiscono a pranzo Che fai per pranzo? Neppure il pudore mi salva oramai. Troppi segnalibri fuoriescono da quel libro di cucina. Anche parte della copertina non regge più al peso della mia debolezza. Sono mesi che How to be a domestic goddess è un punto di riferimento più che fisso. E dire che per anni non capivo perché folle di invasate si inchinassero al passaggio (televisivo) di Nigella. Tutto cambiò con i suoi scones e non erano ancora gli scones con cheddar e semi di finocchio che ho rifilato per pranzo alla Cavia.

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Plumcake alla ricotta e ciliegie candite

Ricotta, ciliegie candite, mandorle, Nigella e Parigi: le tanti parti di un tutto Quanto conta una parte nel tutto? Quanti sono i protagonisti del tutto? Piccolo è grande, la parte del tutto, per colpa di pochi, in nome di uno, un mare in piazza. C’est la vie eppure c’è ancora la joie de vivre. La vita va avanti accanto alla Parigi ferita. Al fianco di tutta questa folla di avvenimenti, reazioni e vociare, è comparsa una torta tra tante impastata con ciò che resta del Natale tra il silenzio determinato di chi non la da vinta. Questa è una storia con molti protagonisti, perché le parti del tutto non si sai mai quante sono. Lo so, devo imparare a predicare di meno, ad impastare di più e a fotografare meglio. E soprattutto a volte, forse, potrei scartare qualche storia. Ma questa è talmente popolata che rischierei di gettare nell’oblio troppe voci. Ho anche il bisogno di sfogare il dolore e di ripetermi, ancora ed ancora, che il dolore non può essere la cosa più importante …

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Pane norvegese delle montagne alla farina di kamut

Pane norvegese, farina di kamut, Nigella: ossia impastando si impara Del Norwegian Mountain Loaf, tal pane norvegese delle montagne, non ne avevo mai sentito parlare. C’è chi lo chiama pure il pane dell’uomo pigro. Era sulla bocca di tutti ed io niente. Non lo conoscevo. Finchè Rosa’s Yummy Yum’s ne ha scritto in uno dei suoi post capaci di incantare. Ho scoperto che la ricetta viene da How to be a domestic goddess di Nigella Lawson. E’ lei che ha rilanciato questa ricetta presunta norvegese. Ti avverto, non sbaglierai a leggere la ricetta. L’impasto appena va direttamente nel forno, non preriscaldato. C’è il lievito di birra, ma non c’è lievitazione fuori dal forno. Ero scettica, che dico, molto scettica verso questa stranezza, anomalia e quasi eresia. Ancora di più lo divenni quando mi accorsi, tra le pagine di Nigella, che non si cuoceva un impasto, ma un simil porridge. Sì, lo dico, si mette in forno una sorta di poltiglia. Perché allora ne scrivo qui del Pane norvegese delle montagne? L’ho fatto. Come Tommaso ho …