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Good Food: la dieta mediterranea tra un cortometraggio e le patatine

Angel Keys. Ti dice niente? E la dieta mediterranea, la conosci? Sai pure chi è Salvatore Esposito? Allora sai quasi tutto su Good Food, il cortometraggio prodotto dalla Morol e presentato in occasione della Festa del Cinema di Roma 2017?

Partiamo da quello che credevo di sapere, prima che Salvatore Esposito, con un piatto di patatine fritte, mi ha fatto capire che è bene re-imparare. Sì, mi riferisco alla dieta mediterranea. Come italiani è facile vantarsi di seguirla, eppure alzi la mano chi non è mai entrato in un fast food in vita sua o chi sa dire di no ad un cibo ricco di grassi saturi.

I dati di fatto della dieta mediterranea

Cinquanta anni fa il biologo statunitense Ancel Key chiamò dieta mediterranea quella buona abitudine di mangiare pasta, pane, verdure e frutta, legumi, olio extra-vergine di oliva e pesce assieme a pochissima carne. Nel novembre 2010, oltre che avere un nome, questa dieta è stata, anche, riconosciuta come Patrimonio orale e immateriale dell’umanità.

Ma veniamo a noi, oggi. Chi la segue veramente questa dieta?

La casa di produzione Morol, lanciando il cortometraggio Good Food, sfrutta un dato lampante. In Italia 1 bambino su 3 è sovrappeso e non solo per un problema di sedentarietà. La dieta mediterranea entra in gioco, perché Ancel Keys non fu affascinato solo dai sapori, ma fu convinto dai fatti quali una bassa incidenza di patologie cardiovascolari e di disturbi gastrointestinali nelle aree dove questa alimentazione veniva seguita, ad esempio in Campania, Calabria o nell’isola di Creta.

Perché Good Food?

ùIn un mondo dove la parola “dieta” è un passepartout per avviare conversazioni frivole e non, può parer strano che bisogna ancora una volta parlare di dieta mediterranea e farlo, persino, attraverso un cortometraggio.

Blog, riviste, trasmissioni televisive si ossessionano col cibo, ma le buone abitudini sono tutt’altra cosa. E allora sì, che anche un cortometraggio prodotto da Gianluca Cerasola e diretto dal regista Dario Acocella, ha il diritto di affiancarsi a tutto questo.

Non bastano i post-it sul frigorifero, le sveglie sul cellulare o gli appunti in agenda. Ogni “scusa” è buona con ricordare che un pomodoro può essere meglio di una patatina fritta. O che nei momenti di sconforto prima di pensare al cioccolato come comfort food, potremmo pensare alla frutta di stagione.

Senza essere paternalistica e aspirando alla sintesi di un cortometraggio, ideato da Gianluca Mech, tiro in ballo gli attori di Good Food: Salvatore Esposito, lo zio con la voglia di patatine; Justine Mattera, la giornalista americana che vede la dieta mediterranea con gli occhi del Paese del fast food e Giorgio Colangeli, l’esperto di dieta mediterranea preoccupato dal dilagare delle cattive abitudini alimentari.

Good Food trae la sua forza dai nomi noti, dal tema “popolare” e pure da un paio di battute che sarà un piacere ripeterci quando ci prepareremo una macedonia invece di un piatto di patatine 🙂

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