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Pane dolce delle Fiandre con uvetta

pane dolce delle Fiandre

Pane dolce con uvetta delle Fiandre. Ideale per la colazione e per dirsi che alla fine non resta che la dolcezza.

Alla fine non resta che la dolcezza. Non resta che quella.
Ripetiamolo assieme. In coro, con l’orgoglio di chi banalmente impasta dopo Lahore, Bruxelles, Ankara, Parigi e tutta quella sfilza di insopprimibile cronaca.

Alla fine non resta che la dolcezza di un viaggio sognato, di una carezza forte della sua leggerezza. Di un bacio insensato nel suo essere essenziale. Di un abbraccio dato fino a liberare il profumo della pelle. Di un sospiro per un legame lontano.
Alla fine non resta che la dolcezza di chi crede nella dolcezza.

Non è la rosa, non è il tulipano…e se fosse un pane dolce?
La dolcezza lascia solo le briciole. Chiede l’invisibile volontà, una repentina ricetta ed un’inspiegabile noncuranza. Non la cerchi su Google, ma la impasti in casa.

Odio le prediche, molto meno il pane. Alla fine non resta che la dolcezza di un kockebrood, un pane dolce. Servito per colazione, riempito con uvetta sbirciando una ricetta delle Fiandre su The Taste of Belgium. Non ho altre certezze.

La tovaglia si riempirà di briciole, la giornata di banalità, ma al tavolino Tärnö ci siamo noi. Non è una vita formato Ikea, non è un post sponsorizzato. E’ un cucchiaino sporco di marmellata che incontra una sorta di pan brioche belga.
Alla fine non resta che la dolcezza d’un pane e d’un giorno fortunatamente qualunque.

Pane dolce delle Fiandre con uvetta

pane dolce delle Fiandre

Dosi per un pane che entra comodo in uno stampo di  16 cm x 10 cm x 7 cm

1 cucchiaino raso di lievito di birra
120 grammi di latte a temperatura ambiente
200 grammi di farina di farro bianca
(opzionale è l’uso di 1/2 cucchiaino di malto in polvere)
75 grammi di uvetta
1 uovo di medie dimensioni (per l’impasto servono 40-45 grammi di uovo sbattuto, il resto servirà per spennellare il pane)
35 grammi di zucchero di canna
un pizzico di sale
30 grammi di burro a temperatura ambiente

Sciogliere il lievito di birra nel latte leggermente caldo. Mescolare e lasciar riposare.
Dopo 5 minuti versare il latte in una ciotola con 55 grammi di farina di farro. Formare un panetto e lasciarlo lievitare per almeno 40 minuti, meglio se per un’ora.
Per formare il panetto basterà un cucchiaio di legno (o di plastica).

Nel frattempo mettere l’uvetta in una pentola e ricoprirla con dell’acqua.
Portare a bollore l’acqua e farla (appunto) bollire con l’uvetta per 5-8 minuti.
Scolare l’uvetta e lasciarla raffreddare.

Dopo 40-60 minuti, in una ciotola mescolare assieme il panetto lievitato con 40-45 grammi di uovo sbattuto.
Amalgamare bene l’uovo col panetto.
Poi aggiungere man mano i 35 grammi di zucchero di canna ed il pizzico di sale.
Amalgamato lo zucchero unire anche i rimanenti 145 grammi di farina di farro (se avete anche il malto, mescolatelo prima con la farina di farro). Non unire in un colpo solo tutta la farina, ma aggiungerla man mano.
Potrebbe essere necessario aggiungere altra poca farina. L’impasto deve risultato morbido, elastico e non appiccicoso.
Poi, unire il burro. Molta pazienza anche qui. Lavorare l’impasto unendo poco burro morbido alla volta.
Infine, lavorare l’impasto assieme all’uvetta.

Ottenuto un impasto omogeneo porlo in una ciotola lievemente unta e lasciarlo lievitare per almeno 2 ore. Deve raddoppiare di volume.

Trascorso questo tempo, dare all’impasto la forma di un filone e porto in uno stampo da plumcake di 16 cm x 10 cm x 7 cm.
Unire all’uovo sbattuto rimasto un cucchiaio di acqua.
Spennellare l’impasto con il mix di uovo e acqua e lasciarlo lievitare per un’altra ora.

Preriscaldare il forno a 190°C.
Spennellare ancora  l’impasto con il mix uovo più acqua e si desidera (come desidero spesso anch’io) distribuire sopra poco zucchero di canna.

Cuocere in forno caldo a 190°C per 30-35 minuti.

Lasciar raffreddare bene. Meglio se una notte intera.
E buona colazione.

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Altre ricette del Belgio che trovi qui, e sono tratte da The Taste of Belgium, sono:

4 Comments

  1. Valeria Cacciato says

    Mmmm sicuramente una delizia!!!
    Alla fine non resta che la dolcezza 😉

  2. pasticciona says

    Una energica sferzata alla cruda cronaca di questi giorni con un inno alla dolcezza della nostra quotidianità fatta di gesti semplici come un sorriso, un abbraccio. Le tue riflessioni aiutano a sperare nel domani:

  3. rossdibi says

    Grazie Pasticciona, Valeria e Rossella.
    Il kockebrood sta facendo il suo dovere.
    Tante dolcezza a tutti!

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