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5 buoni motivi per usare Zomato

Mi trovi su Zomato. Ecco 5 motivi per usare questa app

Hai sentito parlare di Zomato?  L’ennesima app che puoi scaricare sullo smartphone e sul tablet? Io ce l’ho.
Prima che tu reagisca con un “chi se ne …”, dammi il tempo di dirti cosa fa. Ho 5 buoni motivi per usare Zomato che potrebbero convincerti a provarlo.

Non sono mai stata un gran patita di applicazioni (Instagram a parte). Non sono mai stata una grande utilizzatrice di TripAdvisor, eppure Zomato, l’app di ricerca ristoranti dedicata ai foodie, è una voce in più con tanti buoni perché (almeno 5 nel mio caso).

Zomato è stata creata dall’omonima start up indiana e dal 2012 è attiva sulla scena internazionale. In pochi anni si è diffusa in 22 Paesi e ad inizio 2015 ha inglobato anche l’italiana Cibando. A Roma e Milano è diventato operativa dal 10 marzo 2015. Ovviamente la poi usare dovunque, ma, per ora ed in Italia, si limita a raccogliere i ristoranti, pub, enoteche etc. dove si mangia e si beve di queste due città.

Non sono stati i numeri a conquistarmi. Come qualunque blogger o social qualcosa direbbe, è stato lo spirito e sono state le persone dietro Zomato a convincermi a “vivere” questa app. Dopo mesi con Zomato, non riesco più ad abbandonarlo.

Perché usare Zomato

I 5 buoni motivi per usare Zomato sono:

1. Con Zomato ci metto la faccia

Su Zomato chiunque ha un suo profilo.
Di quel profilo puoi decidere di fare quello che vuoi. Puoi riempirlo di fotografie dei posti dove vai, puoi scrivere recensioni basate sulle tue esperienze. Puoi ambire a diventare regina di un quartiere di Roma (o Milano) se lo racconti per filo e per segno su Zomato. Puoi seguire e farti seguire. Zomato è social ed affamato.
In cambio, su Zomato tu metti la faccia, nel senso che ti fai riconoscere dagli altri con un nome utente ed un’immagine. Tutto ciò che finisce su Zomato si sa da chi proviene. Niente recensioni o commenti anonimi.

Scrivere “recensioni” col senno di avere una profilo è vero punto forte di Zomato. Davanti allo smartphone mi nasce una voce diversa da quella che uso in un post o in un articolo. Nonostante l’approccio più sbarazzino cerco di metterci tutto dalle fotografie ai prezzi, senza dimenticare il perché io ero lì col tovagliolo in mano. Una cena tra amici è diversa da una cena su invito o da una inaugurazione.

Mi piace perché:

  1. mi assumo la responsabilità di ciò che scrivo;
  2. penso a ciò che scrivo. Ed eccoti un esempio di ciò che scrivo.

zomato banco

2. Con Zomato ho una memoria

Una memoria che Zomato chiama Viaggio Gastronomico.
Per mia o tua memoria su Zomato si trasforma in un diario di viaggio, che mi piace trattare come uno di quei quaderni che esplodono perché pieni di appunti, schizzi, ritagli, souvenir. Ne andavo pazza da giovane, mi facevano sentire (nonostante i penosi schizzi) Goethe o Chatwin.
Certo con Zomato nessuno ha ancora mai intrapreso un Gran Tour, ma sia mai. Io lo vivo così Zomato: una sorta di memoria, schietta e sincera, dei momenti di ristoro romano, ma anche di quelli a Cracovia, Lisbona e Dublino (per ora). Insomma, mi segue ovunque. L’app nata a Gurgaon non sa stare ferma.
Zomato è organizzato per città, ma la tua città non è eterna (se non è Roma 🙂 ). Puoi cambiarla facilmente e metterti all’opera. Al ritorno a casa, ti basta scegliere nuovamente la tua città da Nuova Delhi a Milano.

Mi piace perché:

  1. è una memoria gastronomica e d’incontri;
  2. in viaggio diventa un canale per raccontare il meglio delle proprie esperienze da turista.

3. Uso Zomato quando voglio

Prima, dopo e durante un pasto fuori casa puoi farti vivo su Zomato.
C’è e non c’è l’ansia di taggarsi appena entrati in un ristorante. Anche se puoi sempre fare il check-in. In ogni momento, però, puoi avvisare che hai visitato quel tal pub o aggiungere ai preferiti quel tal altro ristorante.
In ogni istante, puoi tradurre le tue impressioni in una recensione, nonché aggiungere qualche fotografia scattata durante l’happy hour.
Non dimerticarti che puoi anche commentare le recensioni altrui.
Insomma, quando ho voglia clicco sul cucchiaio bianco su sfondo rosso, il logo di Zomato, e mi metto all’opera. Lo stesso logo lo puoi trovare nei locali che frequenti.

Mi piace perché:

  1. ho il mio tempo per usare Zomato;
  2. nel tempo libero posso scoprire dove andrò a cena stasera o raccontare dove sono stata alcuni giorni fa.

Eccoti un esempio di pagina dedicata a un locale romano:

zomato pagina locale

4. Zomato mi aiuta

Non in tutto. Mi aiuta quando ho fame e non ho voglia di rimanere a casa.
Sulla pagina del tuo fast food preferito puoi scoprire quando è aperto, il tipo di cucina, i prezzi, la possibilità di consegne a domicilio etc. etc. Sulla stessa pagina leggere le recensioni altrui e aggiungere la tua.
Tu “aiuti” gli altri, gli altri aiutano te.
Con la funzione Vicino ti fai un’idea dell’offerta gastronomica accanto a te. Mentre con Cerca, sei tu a metterti alla ricerca di un tal ristorante per saperne di più. Non manca la ricerca per quartiere.
Da scoprire anche le varie Collezioni su temi come Stasera Aperitivo? o All’Aria Aperta. Seguono il tuo mood e ti danno qualche dritta su dove lo puoi sfogare.

Mi piace perché:

  1. con Zomato scelgo;
  2. da Zomato mi lascio ispirare.

5. Con Zomato ho un widget

Orgoglio blogger.

view my food journey on zomato!

Siamo tutti umani, blogger compresi. Non saremo sul web se non ci piacerebbe farci vedere (ogni tanto) e sopratutto ci piace alimentare il caro vecchio passaparola. Col widget lo fai.

Mi piace perché:

  1. metto la faccia con Zomato e faccio sapere che ce l’ho;
  2. come diceva quella vecchia pubblicità: Passaparola, Zomato c’è.

Ora tocca a te.
Tocca a te scoprire Zomato, testarlo, apprezzarlo, criticarlo o dirmi perché non lo fai.

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