Month: maggio 2015

victoria sponge ai mirtilli

Victoria sponge ai mirtilli con creme de cassis

Victoria sponge ai mirtilli fa 39 anni? Quando ci vuole, ci vuole. Parlo del punto di domanda. Ogni certezza è scomparsa, assieme al bisogno di averla, da quel giorni in cui mi sono svegliata zia. Non mi prendo sul serio neppure io. Non mi interessa. Ogni cosa ha cambiato la propria dimensione. Il grande si è fatto piccolo, il piccolo è diventato grande. La gioia imperversa ovunque da un messaggio di whatapps ad una fotografia con un pargolo (bellissimo) che dorme. L’età che è in me, quella che aumenta anno dopo anno, ha imposto di trovare almeno un punto fermo a cui aggrapparsi. Serviva un’entità capace di resistere al turbino esistenziale di queste ore. Insomma, non potevo far altro che puntare su un classico come la Victoria Sponge. Classico ma non immutabile. E’ stata trasformata come solo Oliviero poteva: Victoria Sponge ai mirtilli con creme de cassis per la zia 39enne. Mi sono svegliata zia con un bell’anticipo. Ben tre settimane, ma non tanto da farmi evitare di prenotare per la data attesa il biglietto del …

libro sull'olio

L’olio non cresce sugli alberi

Un libro sull’olio, un incontro, un blend: non solo scuse per avvicinarsi al futuro dell’olio d’oliva oltre quel poco che già si sa L’olio non cresce sugli alberi … a Cremona, lo dice subito Giovanni Zucchi quando è chiamato a presentare il suo libro sull’olio e sul blending. E’ successo anche a Roma alla Libreria Fandango Incontro il 28 aprile 2015. Il detto popolare vuole che l’olio ricorda. Porta le tracce di quello che è, le sue origini. Ha una sorta di memoria delle olive racchiusa nel suo fluire. Quanto ne sappiamo, tra luoghi comuni e pregiudizi, dell’olio d’oliva? Il ruolo di Giovanni Zucchi, quale amministratore delegato dell’Oleificio Zucchi di Cremona, lo si intuisce quando svela subito le cifre sulla produzione d’olio da olive prodotto in un anno in Italia (350.000 tonnellate per la cronaca) o quando fa notare che la produzione nostrana d’olio copre il 40% del fabbisogno. Eppure “siamo” il secondo esportatore al mondo con i “nostri” 170 milioni di alberi d’olivo ed i “nostri” 750 cultivar. Un libro sull’olio L’olio non cresce sugli …

Focaccia_fette

Focaccia con pomodori

La mia prima focaccia Nasce dall’amata Ciabatta. “A volte si sanno fare più cose di quelle che crediamo… Dentro di noi ci sono potenzialità inesplorate… Dai, fatti coraggio, affronta il tuo problema, forse ne conosci già la soluzione.” Quante volte ti sei sentito dire questo e non ci hai mai creduto? Anch’io facevo parte del popolo del “non ce la faccio”. Ne parlo orgogliosamente al passato, qui, ora, per questa focaccia. Col coraggio del lievito madre, ho deciso. La Ciabatta la sapevo impastare. Le potevo dare solamente un’altra forma, quella di una focaccia. Ebbra di ottimismo, ho fatto quel passo in più. Ho giocato col tempo fino a protrarre la lievitazione a 18 ore. Ora, qui, orgogliosa e sazia, ti tramando la ricetta della mia prima focaccia. Con l’umiltà del lievito madre, attendo i tuoi suggerimenti, perché gli esami e gli impasti non finiscono mai nella vita.

flan di cipolla di Montoro_forchetta

Flan di cipolla di Montoro e Tete de Moine

Flan di cipolla di Montoro e Tete de Moine: tutto in una cocotte. Metti assieme quello di più caro ed avrai qualcosa di speciale. Questo, in estrema sintesi, il segreto del flan di cipolla di Montoro e Tete de Moine. La primavera inoltrata è la stagione giusta per unire ingredienti come le patate novelle, la cipolla ramata di Montoro ed il formaggio svizzero Tete de Moine. Il sapore quasi altolocato, seppur non timido, del Tete de Moine, si accompagna alla semplice cipolla di Montoro in una cocotte per il pranzo del sabato (e non solo). Della cipolla ramata di Montoro te ne ho parlato ampliamente nel post su Il mondo della cipolla ramata di Montoro. Non è una ossessione, ma una passione questa cipolla irpina. Mentre il Tete de Moine è un recente inquilino della nostra cucina, mia e della Cavia. E’ anche conosciuto come fromage de Bellelay.  Tete de Moine letteralmente vuol dire testa di monaco. E’ un formaggio di latte vaccino a pasta semidura e non si taglia: si raschia a rondelle o …