Belgio, Libri, Viaggi, Zuppa
Leave a comment

Crema di indivia belga

Brabantse Witloofroomsoe: Ruth Van Waerebeek, autrice di The Taste of Belgium, presenta il suo Belgio anche attraverso questa crema d’indivia belga.

Ci vorrebbe una birra per non perdersi in discorsi inutili. La zuppa (o crema) di indivia belga qui davanti rischia di raffreddarsi. Faccio già difficoltà a chiamarla col suo nome fiammingo: Brabantse Witloofroomsoe.
Con The Taste of Belgium abbandonato sul tavolo della cucina, però, non riesco a non domandarmi: Quando si conosce veramente un Paese?

Basta veder arrivare una ciotola colma di patatine in piazza a Diskmuide? Cosa può dire quel ricordo di un sole che resiste alla sera, sussulta sui vasi di fiori che adornano la piazza fino a cogliere il mio sguarda stupito?
Che patate Signori! E che mesta sorpresa scoprire di aver perso un pezzo di storia, tra le pagine di scuola, quando cammini il giorno dopo tra le trincee della battaglia di Yser.

Basta non capire l’ironia dell’albergato di Veurne che dice “Siete i primi turisti di questa cittadina. Non c’è niente”? Dopotutto a Veurne c’era della Westmalle alla spina.

Basta pedalare sotto un mare di pioggia dal faro di Bredene fino alle mura di Bruges?
Basta perdersi tra le birrerie di Bruges e trovar rifugio in una waterzooi?

Basta camminare infreddolita a Mechelen ed innamorarsi della sua piazza, ancor prima della musica delicata e leggiadra del carillon nascosto nel campanile (ascolta qui il carillon di Mechelen)?

Oppure basta leggere The Taste of Belgium?
E’ essenziale riconoscersi sbigottita nella descrizione che Ruth Van Waerebeek fa della zia Jeanne?
“...Per Jeanne, un pasto era e rimane un’occasione per una grande conversazione tra amici e colleghi – uno stimolo per un flusso inarrestabile di parole ed idee. Parole ed idee che per lei erano e  sono necessarie come il cibo…

Quando mai si conoscere tutto un Paese?

La zuppa (o crema) di invidia belga sta finendo. Ne rimane una mestolata. E quella racchiude tutta la ricchezza di una cucina, sì Signori, una cucina che sto apprendendo (anche senza birra). Non conoscerò mai tutto il Belgio, ad oggi mi manca la Vallonia e pure le Fiandre ancora hanno segreti custoditi da scartare. Arrossendo ammetto che sotto sotto devo ancora capire Bruxelles, soprattutto al di fuori di Moeder Lambic.

Per ora mi limito a seguire Ruth e ringraziare Miss Foodwise, grazie a lei The Taste of Belgium mi sta portando altro Belgio a casa.

Ed eccoci a quella parte di Belgio che è fatta di crema di indivia belga.
Solo un buon brodo può rendere speciale questa crema. Un pizzico di calma le dona il suo carattere ricercato, non fatto di accenti spiazzanti, ma di un misto di sapori delicati.
Soprattutto, dal brodo alla crema, bisogna essere disposti a far sobbolire la giornata. La fretta non sarà cattiva consigliera, ma solo banale mezzo che svilirà i delicati ingredienti. Timidi e riottosi, se trattati con poco rispetto non sveleranno il loro lato belga.
La noce moscata va tenuta in considerazione e non scartata dalla lista degli ingredienti della vera Brabantse Witloofroomsoe.

Il consiglio è di preparare un brodo di pollo, ben filtrato, il giorno prima. Pollo, sedano, carote, cipolla (o porro) e del prezzemolo finora sono gli ingredienti che mi hanno dato i migliori risultati in fatto di brodo per la crema di indivia belga. Ma sentiti libera/o di fare il tuo brodo. Ma non togliere nulla a quanto di belga c’è in questa crema.

Ti passo il cucchiaio e gli ingredienti:

Crema di indivia belga (Brabantse Witloofroomsoe)

crema di indivia belga

Ingredienti per 4-6 persone

30 grammi di burro non salato
40 grammi cipolla (bianca o rossa)
60 grammi di porro (la parte bianca)
35 grammi di gambo di sedano
circa 500 grammi di indivia belga (3-4 cespi)
1 cucchiaio di farina (tipo 00 o di farro come nel mio caso)
1 litro o poco più di brodo caldo di pollo
1/2 cucchiaino di noce moscata gratuggiata
sale e pepe nero macinato sul momento (senza esagerare in fatto di dosi)
4-5 cucchiai panna o yogurt (io opto sempre per il kefir)

Ti serviranno due pentole.
In una scalda il brodo preparato il giorno prima.
Nell’altra fai la crema.
Per iniziare a preparare la crema, pulisci le verdure: cipolla, porro, sedano, indivia belga.
Taglia la cipolla a dadini, il porro ad abbastanza sottili rondelle, il sedano a dadini e l’indivia belga a striscioline.
Nella pentola vuota fai sciogliere il burro.
Aggiungi man mano al burro la cipolla, il porro, il sedano e l’indivia belga. Mescola man mano.
Continua a cuocere il tutto a fiamma media per 3-5 minuti, girando ogni tanto.

Versa la farina e mescola ancora. Lascia cuocere altri 2-3 minuti.

Unisci delicatamente il brodo caldo.
Mescola.
Fai sobbollire il tutto per circa 30 minuti, finché tutte le verdure saranno cotte.

Dona sapore con sale, pepe e noce moscata.
Cuoci ancora qualche minuto.

Frulla il tutto. Il frullatore ad immersione di sarà molto utile.
Versa lo yogurt (o panna).
Mescola e riscalda ancora un attimo.

Servi caldo e scopri quel pezzo in più di Belgio che ti manca.
Ma tu, cosa conosci del Belgio?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *