Torte
Leave a comment

Plumcake alla ricotta e ciliegie candite

plumcake parigi

Ricotta, ciliegie candite, mandorle, Nigella e Parigi: le tanti parti di un tutto

Quanto conta una parte nel tutto? Quanti sono i protagonisti del tutto?
Piccolo è grande, la parte del tutto, per colpa di pochi, in nome di uno, un mare in piazza.
C’est la vie eppure c’è ancora la joie de vivre. La vita va avanti accanto alla Parigi ferita.
Al fianco di tutta questa folla di avvenimenti, reazioni e vociare, è comparsa una torta tra tante impastata con ciò che resta del Natale tra il silenzio determinato di chi non la da vinta.
Questa è una storia con molti protagonisti, perché le parti del tutto non si sai mai quante sono.

Lo so, devo imparare a predicare di meno, ad impastare di più e a fotografare meglio. E soprattutto a volte, forse, potrei scartare qualche storia. Ma questa è talmente popolata che rischierei di gettare nell’oblio troppe voci.
Ho anche il bisogno di sfogare il dolore e di ripetermi, ancora ed ancora, che il dolore non può essere la cosa più importante di una vita o di un mondo intero. Lo chiamano pensiero positivo. Sarà!
Ed allora immaginandomi florida e sorridente, ho aperto How to be a domestic goddess di Nigella Lawson, ho preso la ricotta al posto del burro e ho detto Je Suis Rossella con un plumcake.
La parte ed il tutto.

Fino qui c’era un paio di attentati in ballo, qualche ingrediente e un libro di ricette.
Ben presto si aggiunsero altre parti. Realizzai che solo pochi giorni prima avevo finito di leggere How to be parisian ed aver sognato quell’allure che, con la mia proverbiale fretta, mal mi si accompagna. Non mi resi conto della coincidenza, fino ad una cartolina.

Quanto conta una parte nel tutto?
Il giorno dopo l’essermi trasformata in Nigella, salii sul bus pronta a mangiarne un’altra fetta di quel famoso plumcake.
Una signora di quelle graziose: vestita a modo, con un’età a modo, traballante a modo. Era lì a dire all’autista “Ogni volta che vedo uno di quei scuri salire sull’autobus ho paura, sa”. Lui a modo la tranquillizò, lei si girò, le sorrisi imbarazzata. Si avvicinò a modo e disse “Sa ogni volta che salgo penso che…”.
L’anticipai “c’era anche una bianca” a modo si fermò ed io le notai un rossetto da urlo. Perché mi persi in quel dettaglio?
La parte ed il tutto ed un pizzico di distrazione.

plumcake parigi

A casa trovai le briciole e una torta (quasi) intera in cui rifugiarmi…come un piccolo animale che non può salvare il mondo, ma che ha comunque una tana. Così ho deciso che di questo plumcake non svelerò tutto: ho fermato l’obiettivo prima.

Il tutto viene completato da una cartolina. Giungeva da Parigi. Giunse veloce, più d’ogni attesa. L’Amica me la inviò. Le capitò di trovarsi a Parigi “in quei giorni”.  Pochi giorni addietro le scrissi su whats app “hai visto cosa è successo a Parigi”. Mi rispose “ho sentito alla radio. Sto giusto per imbarcarmi per Parigi”. Ci sentiammo “in quei giorni”, ma mai sentii abbraccio più grande di quella cartolina. Me lo gustai con una parte del plumcake con ricotta.

Detto questo la ricetta del mio tutto merita, vale il tutto di Nigella ed il tantino di Rossella, che della ricetta originaria ha mantenute le dosi, ma non tutti gli ingredienti.

Plumcake con ricotta, mandorle e ciliegie

225 grammi di ricotta fresca
175 grammi di zucchero di canna
3 uova medie
100 grammi di mandorle con la pelle
180 grammi di farina di kamut
70 grammi di farina tipo 0
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
6 cucchiai di kefir (o di latte)
150 grammi di ciliegie candite

Dividere a  metà le ciliegie e lavarle sotto l’acqua corrente ponendole in un colino.
Lasciarle asciugare.

Preriscaldare il forno a 170°C.
Tritare finemente le mandorle.

In una ciotola lavorare assieme la ricotta e lo zucchero.
Aggiungere una alla volta le uova continuando a mescolare.
Unire il trito fine di mandorle.
Una volta amalgamato il tutto, aggiungere anche le farine ed il bicarbonato di sodio.
Unire il kefir (o latte) e continuare a mescolare.
Infine, aggiungere le ciliegie passate un attimo prima nella farina.

Versare in uno stampo da plumcake lungo 20 cm.

Cuocere a 170°C per 45-50 minuti. Fate comunque la prova dello stecchino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *