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Visione di Carnia: 10 strumenti per comunicare

Visione di Carnia, il laboratorio per imparare a raccontare e comunicare il territorio ed il cibo,  si è appena concluso. Faccio fatica a tirarne le somme. Sono troppo vivi l’entusiasmo, la fatica e le speranze. Eppure mi trovo qui con la responsabilità di raccontarlo a chi non c’era.

visione di carnia_comunicare_tramonto

Visione di Carnia è stato il mio primo laboratorio da insegnante. Sapessi come cambia il mondo quando stai dall’altra parte della cattedra!
Sono partita decisa per Lauco. Ero “nella mia terra”, ero tornata non come ambasciatrice di sogni lontani, ma di volontà locali. Il Carnia Food Design è un bel progetto che si articola in quattro laboratori, il cui Visione di Carnia era il prima, e coinvolge in primis i ristoratori locali. Ma mi son trovata di fronte anche ad appassionati di cibo e di cultura locale e alle famigerate bloggers.
Ho cercato di non farmi intimorire da nulla, errori di pronuncia compresi.

Ogni brava insegnante si prefigge di comunire pochi e chiari concetti, anche quando ha ben otto ore a disposizione. Trattandosi di un laboratorio sul raccontare il cibo ed il territorio della Carnia, è bene che nella tua borsa all’uscita tu ti sia ritrovato con questi 10 strumenti per comunicare:

1. Pensa come chi legge: devi essere utile

“…se sei sul palco, sei lì per trasmettere qualcosa…”da The Chef is on the table

L’ho detto e ripetuto fino alla noia. E’ la cosa più banale di tutte, ma quando ci mettiamo a scrivere online (e non solo) per comunicare la nostra attività dobbiamo avere in mente chi ci legge. Perché ci viene a leggere? Perché dovrebbe leggerci?
Dobbiamo fornirgli un’informazione che può essere utile e pratica per lui.
Cerchiamo di scrivere rispondendo a molte (se non a tutte) delle domande che il lettore potrebbe farsi.

se sei sul palco, sei lì per trasmettere qualcosa

2. La trama: il territorio e la squadra

“…il successo di un ristorante credo sia e debba essere la squadra ..” da un’email privata di L.

Ti ricordi quando ho parlato di trama e di territorio?
Il territorio può essere raccontato come una trama fatta di vari personaggi, oltre a te.
Ti ho mostrato il profilo Twitter di Rene Redzepi e ti ho mostrato come lui twittasse di sè, del suo staff, dei fornitori (reali e potenziali). Se del tuo ristorante in Carnia scrivere vorrai, ricordati di dare spazio al ristorante, a chi ci lavora, ai fornitori che hai scelto, a chi fa la comunità in cui vivi etc.
Devi raccontare della tua squadra, il successo, come scrive L., viene da lì.

visione di carnia_comunicare_squadra

3. Non dare nulla per scontato: il caso San Daniele del Friuli

“San Daniele…vicino Parma” parole di un oscuro spasimante

Ho spruzzata l’Aria di San Daniele nell’aria e ti ho detto che molti fuori dal Friuli credono che il prosciutto di San Daniele provenga da vicino a Parma.
Quindi? Quindi non dare nulla per scontato quando comunichi. Sii chiaro da dove vieni, spiega dove si trova il paese da dove vieni, spiega dove si trova la Carnia, mostra dove sta il Friuli.
Perché? Perché sei tu che devi anticipare le domande del lettore e sei tu che devi rispondere a queste domande.

4. Sii entusiasta: la fiducia di Valentina

“Tutto questo per dire che, dopo anni di demotivazione, finalmente qualcuno è riuscito a ridarmi fiducia nella parola, e nelle sue mille potenzialità” da un messaggio Facebook di Valentina C.

Forse non è un vero strumento comunicativo, ma è lo spirito che deve animarti.
Sempre col sorriso, sempre senza lamentarsi. Se dei viaggiatori vuoi ospitare, devi essere viaggiatore anche tu. Devi condividere lo spirito di scoperta e di sorpresa.
Soprattutto devi essere entusiasta per comunicare. Scrivere, riscrivere, correggere, insistere sono tutte attività che richiedono costanza, pazienza, perseveranza e devono essere fatte sempre col sorriso.
Nel mezzo ci mette pure il web che ha cambiato le carte in tavola, ma che cambia pure lui nel tempo. Sorridigli 🙂

5. Impara dagli altri: Carnia vs. Toscana

“Appena dici Toscana a tutti appare un’immagine in testa. Quando dici Friuli o Carnia?”

Ho insistito molto su questo. Sappiamo tutti che il Friuli Venezia Giulia ha un grande potenziale. Vediamo tutti  grandi paesaggi della Carnia. Vanno raccontati, comunicati.
Impariamo da chi lo sta facendo con una strategia regionale, locale ed individuale.
Non aspettiamo che arrivi l’americano a salvarci. Non basta un Salvatore. Serve, ma non farà mai tutto lui.
I love Toscana e Gemme di Gusto sono dei casi pratici su cui riflettere.

visione di carnia_comunicare_toscana

6. Il friulano: un’arma da far comprendere

“Cos’è la Mede?…Una sorta di furoshiki” parole tra corsisti e docente durante un’esercitazione

Hai letto le slide sull’uso del gergo online. Hai letto le slide che dicono che tutto va spiegato.
Eppure ti ho detto che il friulano non è bandito, ma va fatto comprendere.
L’esercitazione su Fasin la mede è caduta a fagiolo. Il compito era di adattare al web writing l’articolo di lancio dell’evento. Non tutti sapevano cos’è la cacule. Chi lo sapeva l’ha spiegata come il fazzoletto con la merenda ed io ho pensato subito al furoshiki giapponese. E’ stato un bell’esempio di come anche tra carnici, la lingua non sia unica, e di come può funzionare la comunicazione.
Senza volerlo hai vissuto un momento di Show, don’t tell applicato alla vita reale, un po’ come il baklava che “si mangia prima con le orecchie”.

7. Le armi per raccontare: nulla di nuovo sotto il sole

“Vi ricordate cosa diceva l’insegnante di italiano delle medie?”

Sapevi già tutto. Già ti avevano insegnato a sottolineare le parole chiave. Già ti eri esercitato a separare il testo in paragrafi. Già conoscevi i punti elenco. Già forse avevi sentito parlare della piramide invertita. Eppure sei venuto a Visione di Carnia.
E’ tempo solo di ripassare ed applicare alla tua comunicazione quello che l’insegnante di italiano delle scuole medie ti ha insegnato.

8. Leggere e scrivere: tra strategia ed editing

“Fare editing è divino” Stephen King

Alla fine nel tuo gruppo hai cominciato a pensare alla strategia comunicativa per i Cjalsons o i Blecs.  E’ stato un modo per riassumere quanto detto e sentito. Forse ho ripetuto troppo l’importanza dell’editing, forse ne avevano bisogno anche le mie slide. Ma la comunicazione è un lavoro senza fine, che non va fatto a caso.
Fare editing è divino, saper comunicare è diabolico 🙂

9. E’ tempo di essere social: tra hashtag ed autodisciplina

“Serve autodisciplina…per rispondere (o meno) a complimenti e critiche e per farsi vivi online ogni giorno”

Saper usare i vari social media, comprendere il gergo dei professionisti di comunicazione digitale , conoscere le basi del web writing…tutto con la testa. Non si esaurisce tutto con un #hashtag.
Serve autodisciplina per resistere alle critiche altrui e ai propri errori.
Serve autodisciplina per scegliere se, come impostare la propria comunicazione.
Serve autodisciplina per valutare se fare tutto da soli o affidarsi ad un professionista.
Serve autodisciplina per essere sinceri con se stessi e ricordarsi l’obiettivo di tutta questa comunicazione.

10. Oltre le parole banali: storia, gente autentica ed pioggia

“Molto carino…è bello”

Basta parole banali.
Basta usare parole banali senza spiegarle.
Racconta la storia della Carnia, non scrivere solo che la ricchezza della Carnia è la storia.
Racconta cosa intendi per “carnici gente unica…autentica”. Racconta senza offendere. Ti piacerebbe arrivare in un ristorante e sentirti dire “Noi siamo simpatici”? Non sei talmente permaloso da pensare “Cosa vuoi dire? Che io non sono simpatico?”. Sii permaloso come il tuo lettore. Racconta l’autenticità, non usarla come uno stendardo da appendere alla tua finestra.
Racconta la pioggia. Abbiamo scherzato sulla pioggia carnica ed irlandese. Ho mostrato come La Sala da Tè di Calcata l’ha raccontata su Facebook.

visione di carnia_comunicare_Lauco

Non siamo banali, siamo comunicatori “carnici”.

Per le slide sono liberamente disponibili sul sito della Cooperativa i Cramars di Tolmezzo.
Trovi sia le slide del 22 settembre su raccontare, foodwriting ed editing e linguaggio delle ricette, che le slide del 23 settembre sul racconto dei ristoranti, web writing e social media.

Per le fotografie ringrazio Valentina Cipriani, Theodora di Pura Cucina, Annalisa Bonfiglioli, Chiara di That’s Amore.
Per l’accoglienza ringrazio il Comune di Lauco, la Cooperativa i Cramars di Tolmezzo e Laura Di Bidino.
Per la fotografia di apertura ringrazio il caso, il meteo e lo smartphone 🙂

Infine, grazie per la pazienza e la presenza in aula. Rimango a disposizione e mi puoi contattare tramite un commento o un’email su rori.rori@libero.it.

Mandi.

 

4 Comments

  1. Mi pento ancora di più di non esser potuta venire. Semplicemente leggendo il decalogo ho imparato e trovato spunti interessanti da elaborare!
    Grazie per aver messo le slide in condivisione, le leggerò appena rientro. Spero tanto tu possa ripetere presto l’esperienza e, questa volta, non mancherò! Un abbraccio!

  2. Dopo aver letto questo post, capisco perchè dovrei ripartire con il blog, ma correggendo tutti gli errori e gli orrori!!
    Devo tornare a scuola!
    Vado a comprare il grembiule, i quaderni e mi preparo per il prossimo incontro..
    Un abbraccio!!

  3. rossdibi says

    @Alessandra Spero in un bis, ovviamente non sarà una copia carbone.
    @Mara Torniamo a scuola con un bel calice di … Dimmi tu.
    @Maricler (e tutte le altre) Sull’imparare tu (voi) sorrido. Ma se imparo da voi! Tu poi, Maricler, sei stata citata persino in un case study

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