Month: agosto 2014

La (ri)carica dei 38 anni: un approccio non teorico

38 anni: compleanno alle spalle, è tempo di darsi da fare Ci sono campanelli, richiami. Non mancano stupidi pregiudizi. La lucidità dei 38? La paura dei 40? L’estro dell’età qualunque? Bullshit…direbbero gli americani. Cazzate dico io. Lo dico, forte, chiaro. Ho aperto gli occhi sul tempo. Orgogliosa, direi fieramente, di ciò che è stato. Orgogliosa, dico testardamente, di ciò che vorrei fare con lo stesso spirito. Ho visto il 38, l’ho persino atteso il 24 maggio 2014. Mi attirava quell’otto: tondo, pacioccoso, godereccio. Per una convinta come me che i trenta sono meglio dei venti, non ho voluto farmi fuggire neppure questa occasione. Il 38 fa la donna (gazza) ladra? Ho deciso di fare questo anno mio, tutto. Basta sentirsi con l’acqua alla gola. Basta farsi prendere dal timore di non farcela. Basta con questa crisi economica che attanaglia la psiche oltre che il portafoglio. Basta con letture esistenziali e pessimiste. Non è quella la mia trama. Basta con gli alert mentali del papà, quelli che ti bloccano, quelli che ti fanno pensare solo agli …

Effetto Polonia

Polonia: ho cominciato a scoprirla Effetto Polonia od effetto ferie? Di sicuro sono oramai tutte e due lontane. Rieccomi tornata ufficialmente a pieno ritmo, di fatto ancora in quella dolce fase sonnolenta che conclude le vacanze. Ho trascorso dieci giorni tra Malopolska e Carpazi. Forse Cracovia ti dice qualcosa, un po’ di meno con tutta probabilità i monti Pieniny e Zakopane. Eppure Wadovice qualcosa ti ricorda. La Polonia mi ha e ci ha stupito. Sogno ancora i prezzi in zloty, mi illudo di svegliarmi all’ostello Good Bye Lenin o di aprire la finestra e trovarmi di fronte al lago di Czorsztyn. E’ difficile mettere ordine tra tante piccole cose della Polonia che mi hanno inebriato. Cos’ha di speciale la Polonia Lo so, non la conosco tutta la Polonia (non ancora),  ma mi piacerebbe di già che fosse conosciuta di più e non solo da me. Cos’ha di speciale la Polonia? 1. Sa unire modernità e tradizione. E’ questo che mi ha conquistato di più. Puoi passare da quartieri vivaci come Kazimierz a Cracovia ai carri trainati …

Buone vacanze

Vacanze. Le intravedo. Sono arrivate.Buone vacanze.   E’ arrivato anche il mio turno di dirtelo. Non ti offendi? Ogni anno è una nuova scoperta. Lo scorso anno ero sull’orlo di una crisi di nervi, due anni fa ero felice e basta, ora ho bisogno solamente di entrare in letargo. La stanchezza c’è quest’anno ed è pure fisica. Urge abbandonare la tastiera…e per un po’ anche l’Italia. Sarà l’età, sarà che quest’anno ho veramente lavorato su più  fronti. L’avventura con Group On Mag, le mille trasferte tra Montepulciano, Zurigo, Copenhagen. Le emozioni private con la sorellina che si sposa e vola per un po’ in Giappone.  Nel mezzo, si fa per dire, il lavoro, quello che si poggia su una laurea e maree di pezzi di carta. Eppure quei pezzi di carta mi hanno portato anche a studiare per essere una blogger come si deve. E sì, mi sto dando da fare come racconto nella versione aggiornata di Chi sono o nell’intervista di Group On Mag, dove ho dato il meglio di me. “Non stai ferma …

Park Hyatt Zurich: la vita a 5 stelle

Park Hyatt Zurich, il mio primo Luxury Hotel. Com’è un hotel a 5 stelle? L’ho scoperto a Zurigo. Ora non mi resta che poterlo raccontare nel modo più obiettivo e meno noioso possibile.   E la vita, la vita e la vita l’è bela, l’è bela, basta avere l’ombrela, l’ombrela che ti para la testa… Quando arrivi al Park Hyatt Hotel di Zurigo, la vita l’è bela anche con 5 stelle attorno. Cochi e Renato, gli autori de E la vita, potranno comprendermi se ti confesso che è stata una prima volta. E le prime volte si ricordano a lungo, come a lungo ci ha messo questo post a nascere.

Pie di pesche che nasce come tart

Pie: nata per caso, mangiata in un lampo Bye bye Miss American Pie, riecheggia nelle orecchie ancor più delle risate fatte al cinema, ai mirabili tempi dell’università, con quell’altra American Pie, quella più demenziale. Non mi sarei mai aspettata però di ondeggiare, con bacino e mestolo, in cucina in un tardo pomeriggio d’agosto. Quasi come Madonna, sì, quasi quasi… A long, long time ago I can still remember How that music used to make me smile Mentre quello che io I still remeber era che c’era un tempo in cui con la ricetta sotto i miei occhi, riconoscere sapevo le dosi di zucchero e di burro. Gli And good ol’ boys were drinkin’ whiskey and rye, ma io da sobria ho versato sopra la farina di farro non 65 grammi di burro, ma 65 grammi di zucchero di canna. Eppure la ricetta della tart di pesche diceva, chiaro e tondo, che lo zucchero era poco più di trenta grammi. Che fare? Lasciarsi prendere dalla disperazione? O… The day that memory (and not music) died I …