Month: luglio 2014

20 Instagrammer da seguire

Instagram: quell’applicazione che fa bene al cuore e all’occhio Instagram. L’amo, mi ha in pugno. E’ un’applicazione, ma sembra sia pure molto contagiosa. Ora, nel pieno di un’estate capricciosa che vuole essere tutto e niente, ne parlo qui. Non voglio insegnare qualcosa, desidero sfogare l’entusiasmo che da Instagram traggo tra un istante e l’alto. Un aperitivo, una luce, un gesto, una finestra, una via: quasi che ogni piccola cosa possa diventare talmente bella da essere condivisa. Questo è forse l’anima del mio Instagram. Ovviamente per intrattenere i più annoiati, segnalo quei profili Instagram che più amo. Aspetto suggerimenti anche da te. Instagram è infinito. Instagram e la mia storia L’ho desiderata a lungo. Poi arrivò lo smartphone anche per me. Mi ci volle un po’, ma in Normandia scattò la fiamma. Scoprii la sua abilità a seguirti ovunque. Mi insegnò a trovare il particolare e l’istante che poteva raccontare un’attimo della mia storia. Durante la prima SocialBirra divenni consapevole. Avevo imparato qualcosa. Sapevo muovermi tra profili ed hashtag. Conoscevo i piccoli ed i grandi profili …

Cos’ha di speciale Jobourg?

Jobourg nel Cotentin in Normandia E’ passato un anno. Ma non mi molla. Ciò che ho visto, provato e bevuto a Jobourg non mi abbandona.   Cos’ha di speciale Jobourg? Lontano ed isolato, quieto se non tempestoso, silenzioso e ricco di vita. Turisticamente conosciuto per le scogliere più altre d’Europa. 128 metri a Le Nez de Jobourg, il naso di Jobourg. 128 metri e non meno di 2 miliardi di anni di vita hanno queste rocce. Non so neppure se abbia altrettanti abitanti. Il Cotentin, in Normandia, è talmente fatto di piccoli vilaggi che non saprei se le poche case di Jobourg rannicchiate sulla via principale e disperse verso Le Nez accolgano tante anime ( mi riferisco a 128 ovviamente). Arrivando da sud lanci sospettoso un’occhiata al centro di trattamento materiali nucleari Areva, lasciato della centrale nucleare di Flamanville. Ma te ne dimentichi subito. Lungo il sentier des douaniers (sentiero dei doganieri, sulle mappe GR223), anche se non percorri tutti i suoi 80 km, approdi nel tempo di Jobourg.

Torta di semola e zenzero

Torta di semola, zenzero e lime per una sera di mezza estate   Quando mi misi a fare questa torta di semola, non mi sarei mai immaginata di dovermi sedere davanti al computer a scriverla. Ma c’è stata una richiesta. Certi ospiti, sono talmente benvenuti, che ci si sente in dovere di condivere con loro, non solo della birra belga e del sidro, ma pure delle ricette. Di ricette di torte di semola oramai ne trovi su Ma che ti sei mangiato. Tra Ottolenghi e Bethany Kehdy ho imparato come la semola sia capace di donare torte morbide ed ideali per l’estate. Prima fu una torta di semola e marmellata. Più e più volte fatta ed interpretata a seconda della marmellata a disposizione. Col cocco o con l’amaro l’ho mescolata più volte. Poi giunse l’ancora più semplice torta di semola di Bethany Kehdy. La rimescolai a modo mio andando ad usare l’olio extra vergine d’oliva invece del burro, il kefir in luogo del comune yogurt ed aggiungendo l’arancia perché di zenzero e lime non c’era …

galette uovo

Galette ai peperoni e uova

Galette dal doppio volto: nascondono del prosciutto ed attirano con l’uovo Galette eccole che compaiono. Non è ancora tempo di vacanze, ma l’agenda si è dipanata, la calma estiva è arrivata. Manca solo una cosa: l’energia di buttarsi a capofitto nelle cose che amo. Vorrei disperatamente poter leggere senza correre, dopo pochi minuti, a prendere il telecomando. Vorrei passare ore tra lievitati e panna da montare. Niente da fare, questa calma interiore non c’è ancora. Non mi resta che arrendermi ai fatti: le vacanze sono ancora lontane e la mia testa lo sa, non si fa ingannare dal minor traffico. Dopotutto la mattina c’è l’attesa dell’autobus mentre la città si sveglia. Il pomeriggio, scoccate le cinque, rieccomi sul trenino di ritorno dal lavoro. Primo svago è la spesa che non può che mescolare acquisti sacri e profani. Eccola la pasta sfoglia del banco frigo. Mea culpa. Non le resisto quando c’è il capriccio, ma non l’ardimento di far tutto da me. E tra una sfoglia e l’altra ecco che compaiono loro: delle simil galette. Potrei …

Esperienza Zurigo

Zurigo: forse non è tra le mete turistiche dei tuoi sogni, ma ci sono alcuni buoni motivi per visitarla.   Zurigo sorprende tra lago, vetrine, quiete, eleganza, innegabile ricchezza, e persino per gli angoli dolci.  Lo ammetto, a me è capitato di visitare Zurigo. Di viverla per piacere e con piacere. Per questo mi ritrovo qui a raccontarti in maniera, più seria possibile, perché due passi a Zurigo si possono fare. Ammettodi aver girato per Zurigo il primo giorno con le scarpe da ginnastica per rendermi conto subito, che questa mia attitudine da turista, un po’ contrastava con la ricchezza della città. La via dello shopping, la Bahnhofstrasse, fa capire subito che cosa è il benessere per questa cittadina che cresciuta man mano a partire dal 15 a.C. con l’arrivo dei romani. Chiamatelo benessere, chiamatela ricchezza, evitarei solo di ambire a ridurlo a sfarzo. Qui, per essere sincere, i soldi ci sono, circolano, e seppure evidenti, però, non portano mai alle cadute di stile che tendo ad abbinare alla parola sfarzo. Sarà per spontanea attitudine …