Torte
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Clafoutis con mele

Tra moglie e marito mai mettere di mezzo un clafoutis

Lo ammetto non bado molto alla forma a volte. La Cavia per questo sostiene che io sia approssimativa. La cosa che trovo assurda è che per lui questo sia un complimento. Uomini!
Approssimativa io? Io che macino medie, devianze standard, mediane, regressioni etc etc.?
Mi inorgoglisce che non mi consideri pignola, questo sì. Ma approssimativa…un complimento?

“E tu? Non lo saresti?”
“Parliamo di cose serie…Cos’è questa cosa qua?”
“Un clafoutis”
“Un cosa? E cos’è?”
“Come cos’è?…Lo hai già mangiato altre volte…”
“Ma cos’è?….Un budino? Una torta?…E’ cotto abbastanza?…”

Ogni volta così. Il clafoutis è oggetto di amabile discussione ogni volta.
Hai in mente le coppiette di anziani che battibeccano per un nonnulla?
A te fanno tenerezza, ma loro continuano a battibeccarsi nonostante il tuo sorriso beffardo. Per un clafoutis noi siamo così.
Il  nostro nonnulla  è il clafoutis.

Lo so, potrei smettere di farlo…il clafoutis, ma mi piace.
E poi è un bel passepartout. Varie frutti possono finire nella crema del clafoutis.
Stavolta è toccato alle mele. Ovviamente ho cercato di aggiungere qualche nota di colore e di sapore. Quasi a voler ammiccare alla Cavia. Ma sembra, che nella sottile arte del “darla a bere” non si ancora molto ferrata.

Mentre scruti, spero meno severamente della Cavia la ricetta, mi daresti qualche dritta sul come, il perché e sul quanto “darla a bere” al consorte?
Ovviamente lo fai a tuo rischio e pericolo, come si capisce dal primo rigo di questo post 🙂

 Clafoutis con mele

clafoutis mele val venosta

110 grammi zucchero a velo
3 uova medie
60 grammi farina di farro
30 grammi farina d’avena
15 grammi barberry
1 cucchiaino di Cassis
1 mela Val Venosta spellata e tagliata a dadini

Prima di tutto prepariamo a guarnire, clafir, lo stampo prescelto per il clafoutis.
Ho messo le bacche secche di barberry in un bicchiere assieme al Cassis, un liquore anche lui francese che viene utilizzato per fare l’adorato Kir.
Poi ho spellato e tagliato a dadini la mela, mentre accendevo per preriscaldarlo il forno a 180°C.
Già questo è un indizio sulla facilità della ricetta, che classificamente richiede le ciliegie.

Ho montato le uova assieme allo zucchero.
Poi ho aggiunto man mano le due farine e le ho amalgamate.
Ho unito al composto anche le bacche di barberry assieme al Cassis.
Ho distribuito nello stampo metà dei dadini di mela.LOCANDINA 4 stagioni per una mela corretta
Ho versato sopra il composto e ho guarnito con la metà restante dei dadini di mela.

Prima di mettere in forno ho distribuito sopra un po’ di zucchero di canna e ho cotto in forno caldo a 180°C per 50 minuti circa.

Poi è stato tempo di mettere tra me e mio marito il clafoutis e attendere la fatidica frase: “Che cos’è?“.
Come che cos’è?” 🙂

Con questa ricetta ho voluto rappresentare la primavera, una delle due stagioni che Mele Val Venosta mi ha assegnato. La ricetta, invece, dedicata all’autunno è stata una crostata di mele.

3 Comments

  1. Scusa Rossella,
    non mi odiare 😉 , è vero, non sono tuo marito e nemmeno una moglie…ma cos’è il clafoutis?!?!?

  2. Il clafoutis!
    Uno dei cavalli di battaglia della britannica madre, rigorosamente con ciliegie nere!
    E hai usato farro e avena…unendo il tuo amato Cassis.
    Piace molto questa tua ricetta.
    Un abbraccio
    Lou

  3. rossdibi says

    @Lorella 🙂 Immagina un budino, ma molto meno indeciso.
    @Lou Finalmente qualcuno che mi capisce 🙂

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