Month: maggio 2014

Cocotte con piselli e friggitelli per felicità di tre tuorli

Cocotte con piselli e friggitelli per tre tuorli rimasti Erano tre tuorli, soli erano rimasti dopo aver infornato la torta di fragole e mandorle. L’aroma del Cassis doveva ancora sprigionarsi dalla torta. Ed ero con tre tuorli davanti. Li fissavo e non mi rispondevano. Sgarbati veramente. Ero in procinto di gettarli, incurante del loro valore. Ma le cocotte mi fecero tornare in me. Così si creò quasi da sé un pranzo speciale in due. Il dolce dopotutto sarebbe stato pronto di lì a poco. Mi basto mescolare un po’ gli ingredienti non prima però di essermi divertita a togliere dal baccello i piselli freschi di mercato. Pian piano si formò anche un tavolazza di colori. Il verde dei piselli e dei friggitelli si mescolò al curry rosso. Non servivano altri tocchi. Il compleanno da trentottenne fece da colonna sonora. Cocotte con piselli e friggitelli. What else? Il mio debole per le cocotte forse si può notare. In casa di sicuro lo è stato. Prima le cocotte con pane di segale e formaggio, poi con uova, …

Torta di fragole e Cassis : l’amuleto della felicità

Torta di fragole e spumante, il mio amuleto della felicità dal 1981   Sarò una persona riservata, eppure non ho molti segreti. Ed oggi ne svelo uno dei pochi rimasti. Non per tutti il 24 maggio del 1981 è stato un giorno speciale. Ne ho ancora un ricordo ben vivo. Non chiedermi con chi ero e cosa facevo. Questo non conta. L’importante, per il divenire della storia, è che ero piccola, coccolata, a tratti viziata e lo vedo ancora davanti a me, come se fosse vero. C’era un carello di legno, come ogni giorni, in sala da pranzo colmo di bicchieri di cristallo e fragole. La mamma aveva addobbato dei semplici strati di pasta sfoglia con della panna ed un mare di fragole. Rosse e succose. Impossibile resistegli. Irreale non notarle. Un bell’esempio di torta di fragole, non c’è che dire. Andiamo oltre. Il ricordo che ho, infatti, non si limita a questo. Altro successe. Sembra per colpa di mio padre. E’ lui l’anello debole, quello che ha portò al punto di svolta. Prese una …

Cosa ho imparato a The Hive Conference

Cosa succede in una conferenza di blogger come The Hive a Copenhagen? Lo ammetto. Sono allergica alle conferenze. La timidezza o la noia in un attimo sono capaci di cogliermi più che impreparata. Eppure nella veste di blogger le cerco, le desidero e riconosco che hanno un loro ruolo. Così quest’anno, dopo The Food Blogger Connect di un paio di anni fa, mi sono messa in viaggio verso Copenhagen per The Hive Conference. Molte erano le aspettative sia verso la conferenza che verso la città. Copenhagen l’ho visitata poco, ma bene assieme ad un’amica come Annamaria Tuan. Ho un debole per chi, come lei, si mette in gioco e va a studiare o lavorare in un’altra città, in un altro stato ed incontra e si scontra col “diverso”. Ma sono qui, tastiera alla mano, a raccontare cosa ho imparata a The Hive Conference. In breve, per non distrarre nè te nè me dalle buone intenzioni di oggi, ecco perché sono tornata carica. E te lo raccontò a suon di A PERO’. A- A come Autenticità …

Cioccolato bianco e crostatine

Cioccolato bianco, impegni, uomini di casa e crostatine Non ci credo più. Il momento perfetto non esiste, se così non fosse non avrei mai fatto queste crostatine. Forse succede solo a me. Ogni anno ci sono dei momenti in cui i miei pianeti e la mia agenda esistenziale impazziscono. Improvvisamente c’è questo da fare, quest’altro da seguire, qualche sorpresa e poi…vorrei solo dormire. Per me maggio è uno di quei momenti. Essere nata in mezzo a questo turbinio, persino nel mezzo di un terremoto, avrebbe dovuto rodarmi. Ma dopo i trent’anni nessun rodaggio è ancora sotto garanzia. Sarebbe anche immorale pretenderlo. Non resta che pedalare, direbbe qualcuno. Io preferisco dire, non resta che impastare. Così ebbra di dolcezza, incapace di attendere il momento giusto, ho viziato chi assisteva placido a tutto questo. Maggio è anche il mese del Giro d’Italia, quindi anche il divano di casa ha un gran da fare. E chi sta sopra il divano ha bisogno di nuove energie. Se poi quel qualcuno ha un debole dichiarato per il cioccolato bianco, non …

Clafoutis con mele

Tra moglie e marito mai mettere di mezzo un clafoutis Lo ammetto non bado molto alla forma a volte. La Cavia per questo sostiene che io sia approssimativa. La cosa che trovo assurda è che per lui questo sia un complimento. Uomini! Approssimativa io? Io che macino medie, devianze standard, mediane, regressioni etc etc.? Mi inorgoglisce che non mi consideri pignola, questo sì. Ma approssimativa…un complimento? “E tu? Non lo saresti?” “Parliamo di cose serie…Cos’è questa cosa qua?” “Un clafoutis” “Un cosa? E cos’è?” “Come cos’è?…Lo hai già mangiato altre volte…” “Ma cos’è?….Un budino? Una torta?…E’ cotto abbastanza?…” Ogni volta così. Il clafoutis è oggetto di amabile discussione ogni volta. Hai in mente le coppiette di anziani che battibeccano per un nonnulla? A te fanno tenerezza, ma loro continuano a battibeccarsi nonostante il tuo sorriso beffardo. Per un clafoutis noi siamo così. Il  nostro nonnulla  è il clafoutis. Lo so, potrei smettere di farlo…il clafoutis, ma mi piace. E poi è un bel passepartout. Varie frutti possono finire nella crema del clafoutis. Stavolta è toccato …