Dolci lievitati, Pane e lievitati
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Pan Brioche pasquale

Qual è il sapore della primavera?
Un problema non certo amletico, ma nel mentre delle preparazioni emotive e materiale per la Pasqua in famiglia mi sono chiesta pure questo. Avevo la ricetta fidata di un pan brioche di origine armena da adattare e trasformarlo in Pan Brioche Pasquale. Per Natale lo avevo arricchito con cioccolato e datteri, ma in pieno aprile come trasformarlo?

I bei pranzi in famiglia tanto festeggiati quanto temuti. Difficile presentarsi a mani vuote. Non sarebbe giusto dopotutto. Bisogna aggiungere qualcosa di proprio alla caciara e all’abbondanza di questi momenti. C’è qualcosa quasi di arcaico, ineluttabile in un rito che riunisce generazioni e famiglie diverse. E poi c’è l’ironia della sorte…

In questo banchetto c’era, infatti, una piccola generazione in corso, una di quelle di soli sette centimetri che, dati i tempi, si vede per ora “solo” in una riproduzione in 3D fatta durante una delle prime ecografie. I pro-zii non stavano nella pelle. Mentre le pro-zie acquisite, tra cui io, erano entusiasticamente spaventate dal divenire tali.

“Ma chi è la mia prozia?” chiesi alla Cavia.
“Come chi è? E’ Valdina”
Poco dopo ho sentito il bisogno di sentire proprio lei, la mia prozia. Una persona sempre vitale che arrivava la domenica, ahimè  non tutte, da mi nonna. Vedevo l’automobile parcheggiata e correvo dalle due sorelle. Accoglieva tutti con una risata ed un abbraccio soffocante. Lei, creatura energetica.
Ma la sorte è ironica. Quando è arrivato il tempo dei grandi banchetti è giunto il suo momento difficile, seriamente difficile per lei. Una Pasqua completa. Da un paio di giorni ha dovuto salutare il fidato marito da quasi sessant’anni.  Lei sempre allegra, con la risata fragorosa, che arriva al  telefono e dice: “Mi ero ritromessa di non piangere quando mi avrebbe chiamato la mia gente“. La mia gente…

Chiamamola ironia della sorte, unire una nuova vita della “gente” di mio marito con un saluto agli affetti della “mia” gente. Meno male che di mezzo c’è la vita, nuova e vecchia, che scorre e ci trascina con sè.
Devo reagire lo so, sennò poi mi ammalo“. Così è la “mia” gente, va avanti. Così sono io che mi ostino ad impastare per far lievitare il buono in mezzo alle mie giornate.

Qual è il sapore della primavera?
Un sapore fresco, uno di quelli che dà energia alla nuova e alla vecchia vita. Uno di quelli che cerca di riflettere la nuova luce primaverile.
Buccia di limone e barberry per me. E per te?
Per condividere poi il Pan Brioche l’ho diviso in 64 palline. Un pensiero per chiunque avrà bisogna di qualcosa di splendidamente piccolo e moderatamente dolce.

Pan Brioche Pasquale

pan brioche pasquale intero

200 grammi farina manitoba
200 grammi farina multicereale
6 cucchiai di zucchero di canna
4 uova
buccia di limone grattugiata
120 grammi lievito madre rinfrescato un paio di ore prima
250 grammi burro a temperatura ambiente
3-4 cucchiai di kefir (o yogurt)
40 grammi barberry
un pizzico di sale

Per decorare:
1 bianco d’uovo
1 cucchiaio d’acqua
zucchero di canna

Ho cominciato col tagliare a pezzettini il burro a temperatura ambiente.
Poi in una ciotola ho messo farina di manitoba e quella multicereale. Ho unito lo zucchero e le uova. Ho grattugiato la buccia di limone.
Mescolato rapidamente tutto quanto assieme ho cominciato con l’amalgamare il lievito madre.
Poi pian piano ho unito ed amalgamato con le mani i pezzettini di burro. Senza troppa fretta, un pezzetto dopo l’altro, ho lavorato il composto con il burro.
Ho unito anche il kefir.
Poi è stata la volta del barberry ed infine del pizzico di sale.

Ho posto l’impasto omogeneo a riposare in una ciotola sulle cui pareti avevo passato un po’ di olio extra vergine d’oliva.
Dopo 2 ore di lievitazione, ho fatto le pieghe a libro.

Ho riposto a riposare, spennellando con un po’ di acqua l’impasto.
Dopo 15 ore di lievitazione, ho cominciato a formare il pan brioche.

Ho diviso l’impasto prima in due parti e poi ogni parte l’ho divisa in 32 piccole parti.
Ad ogni pezzo dell’impasto ho dato la forma di una pallina passandolo tra le mani.
Su una teglia ricoperta con carta forno, ho appoggiato i pezzetti di pan brioche poco distanti gli uni dagli altri. Avendo una teglia rotonda, ho dato a questo pan brioche pasquale la forma di una grande torta tonda.

Ho lasciato lievitare per altre 2 ore.
Poi preriscaldato il forno a 180°C.
Nel frattempo ho spennellato il pan brioche con un mix di bianco d’uovo ed acqua. Ho distribuito sopra ogni pallina dello zucchero di canna.

Ho cotto in forno caldo per 45 minuti a 180°C (senza ventilazione).

Ho avuto l’accortezza di lasciar raffreddare e ho atteso la Pasqua in famiglia.

Questa ricetta sebbene non tradizionale di Pasqua viene proposta per la raccolta di Panissimo sui dolci pasquali. Panissimo è opera di Barbara di Bread & Companatico e a Sandra di Sono io Sandra.

1 Comment

  1. pasticciona says

    Commovente la tua riflessione sulla vita nascente e quella in declino definitivo; oggi il tuo blog fa meditare.

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