Month: marzo 2014

Crostata alle mele

La felicità tutta in una fetta di crostata alle mele. Ehi lo sai che i piccoli gesti contano. Nooo, non mi dire che te l’hanno già detto (in molti)?! 🙂 Sul fronte dei dolci fatti in casa sono un po’ capricciosa, lo ammetto. La Cavia chiede e sogna il bis dell’Anne Torta, desidera i waffle tanto che mi ha regalato il necessario per farli, ambisce persino a qualche crostata in più. Grazie a mele Val Venosta l’ho accontentato. Non è che noi donne dobbiamo fare solo quello che piace alle Cavie. Un po’ di impertinenza tocca anche a noi. Se poi questo sano egoismo ci porta a farli felici, siamone fiere. Rimarchiamolo. Scriviamolo nel blog. La crostata sarà una delle cose più banali, ma di certo esistono varie versioni di pasta frolla o sablè. Nella mia piccola ricerca della perfezione ho voluto affidarmi a Bea’s of Bloomsbury. Finora non mi ha mai delusa. Per il ripieno ho presto le mele e ne ho fatto tesoro. Con un pizzico di ispirazione normanna ho dato alle mele …

Pane francese Le Boulot

Avvicinarsi al pane francese attraverlo Le Boulot No, non ci credo. Capita ancora. Non so tutto e non lo so neppure di quello che adoro: il pane. Meno male che ci sono i buoni propositi di inizio anno. Così da qualche mese, non ebbra a sufficienza di pane, oltre a Twelve Loaves mi sono impastata anche con Panissimo. Ogni mese un tema e la cucina da infarinare ancora di più. Il pane francese non era giunto ancora nel mio scrigno di casa. Non stupisce allora che alla parola Boulot mi son chiesta di cosa si parlasse. Qu’est-ce que c’est? Il topo di biblioteca che è in me mi ha spinto a cercare. Rovistai, cliccai, sfogliai, chiesi per giungere ad un primo pane. Ma non mi bastò. Volli anche fare un bis non soddisfatta degli alveoli ottenuti al primo tentativo. Contravvenendo alla mia routine, ho voluto stupirmi con autolisi, passaggio in frigorigero e farina antica dall’Antico Molino Fratelli Persello. La ricetta di partenza l’ho prea da Farine Crazy for Bread. Per un volta un francese ha …

Asparagi e soba

La semplicità si nasconde tra asparagi e soba. Amo la libertà. Il suo essere tutto e nulla. Il suo essere tua fin dalla creazione dell’idea stessa di libertà. Non credo che un uomo come mio padre, che ama la routine dell’ordine, possa avere la mia stessa idea di libertà. Non credo che mia sorella nella sua costruzione della vita e casa perfetta possa sentire la stessa brezza che la parola libertà ha per me. Non immagino come mia madre possa interpretare la libertà ora che scorrazza tra università della terza età ed orto. Io sono nella fase dove conta solo una cosa: la libertà della semplicità. Non ho lussi, se non il sorriso. Non ho bagagli, se non la voglia di viaggiare. Ho molti libri, ma le mie pagine sono i giorni. Parole e gesti li bilancio. Paure ed ansie le scarto. Voglio e pretendo semplicità. Sempre più, quasi ossessivamente. Non voglio certezze. Pretendo sogni. E’ la sferzante reazione a tante piccole cose. Non c’è il lavoro di una vita? Io ho la felicità di …

Il pane inglese Bloomer Loaf col lievito madre

Ci sono poche certezze. Adoro il pane e ho un debole per il lievito madre. Poi se un’amica mi scrive del pane inglese Bloomer Loaf, eccomi pronta in cucina ad impastare. Ognuno ha le sue amiche fidate. Una di quelle che ho scoperto da poco è Laurie Colwin. In realtà non l’ho mai conosciuta di persona, ma il suo Home Cooking ed More Home Cooking sono due libri che sfoglio sempre volentieri. Non sono proprio libri di cucina e non sono solo romanzi. Laurie racconta la cucina con stile ed ironia. Ha l’abilità di far sentire ogni ricetta come un’alchimia casalinga. Facile da farsi e dal risultato sicuro. Come le migliori amanti della cucina cita le sue fonti. Così capita che se lei cita in Home Cooking il libro della collega Elizabeth David, English Bread and Yeast Cookery, tu ce l’hai lì accanto a te. Perchè? Perché tu (io), un anno prima, hai letto More Home Cooking e lì lei consigliava quel libro, che tu (io) hai cercato, con successo, nel mondo dei libri usati. …

Aspettando Copenhagen

Non esisteva un legame tra me e Copenhagen fino a qualche mese fa. Ora c’è grazie a molte cose tra cui momondo. L’avevo sì notata, questa cittadina, sulle mappe europee. Avevo un’idea vaga e confusa di come fosse. Poi però, quasi contemporanemente, non ricordo in che ordine, mi è giunta tra le mani una guida di Copenhagen, poi una cara amica di mia sorella e mia assieme si è avventurata a Copenhagen per il suo dottorato ed infine a Copehagen ci sarà The Hive Conference, dove conto di andarci. La guida però ha giocato un ruolo fondamentale. Mi ha aiutata ad amare Copenhagen prima di scoprirla dal vivo. Wonderful Copenhagen citava un poster anni fa per perpretare l’immagine della romantica città. La guida di Copenhagen tra le mani, ed oggetto di letture ripetute, rende onore anch’essa alla città. Si tratta di un libretto elegante, moderno, giovanile, affabile quasi come una persona. Nasce da una collaborazione tra il sito turistico momondo e i dipendenti del rinomato ristorante  Noma. E’ una collaborazione che ha creato una piccola …