Torte
comments 3

Torta di semola al profumo di agrumi

Ci sono libri che lasciano il segno e lettrici fidate che inconsapevolmente ti insegnano  qualcosa.

Il libro è …dovrei cominciare così. The Jewelled Kitchen è di più di un insieme di pagine e di ricette dal sapore medio orientale. Per me è il volto e l’energia di Bethany Kehdy.
L’ho vista una volta sola a Londra al Food Blogger Connect. Mi ha colpito e non solo perché è bella.
Lei è Bella anche nel senso di determinata, apparentemente instancabile, convinta di sè e dei suoi progetti. Così almeno l’ho vista io. E per questo che oltre a seguirla su Dirty Kitchen corsi, lo scorso anno, ho comprato il suo libro.
Facendolo ho avuto la conferma di essermi invaghita della food writer giusta. Di The Jewelled Kitchen sto facendo una ricetta dietro l’altra, come questa, come alcune della #jerusalemdinner di qualche mese fa e come la brioche di origini armene di qualche giorno fa.

Ma c’è un’altra protagonista di questa ricetta: le lettrice.
La lettrice, non immaginaria, è alla ricerca di ricette senza burro. L’ho capito grazie ai suoi commenti su Facebook. Solo lei si è “lamentata” di una torta ricca di cacao. Era piena di burro: questo il suo crimine. Ed io allor sono andata alla ricerca di quelle ricette a base di yogurt od olio extra vergine d’oliva nel blog. C’erano. Meno male, ma quando mi sono trovata di fronte alla ricetta di Bethany ho letto la parola “butter” e ho pensato alla mia lettrice.
Ho applicato allora un fattore di conversione imparato tempo fa. 80% di olio rispetto al burro. Regola semplice. Applicata.
La lettrice, non immaginaria, ama pure l’uso del bicarbonato di sodio in luogo del lievito in bustina. L’ho capito grazie ai suoi commenti, stavolta entusiasta, dedicato al soda bread pubblicata su Momenti di pane. Quando mi sono trovata di fronte alla ricetta di Bethany ho letto la parola “bicarbonate of soda” e ho pensato a lei, alla mia lettrice, non immaginaria 🙂
Così è nata..

 

Torta di semola, limone ed arancia

torta di semola no uova intera rdb

250 grammi di semola rimacinata
55 grammi zucchero di canna
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
100 grammi olio extra vergine d’oliva
330 grammi kefir (o yogurt)
la buccia di un limone biologico
la buccia di mezza arancia biologica
1 cucchiaino di cardamomo in polvere
una decina di mandorle spellate

Preriscaldare il forno a 180°C.
In una ciotola mettere la semola rimacinata, lo zucchero di canna ed il bicarbonato.
Mescolare il tutto.
Versare l’olio extra vergine d’oliva.
Mescolare anche con le mani. Tutta la semola deve “bagnarsi” tutta con l’olio extra vergine d’oliva.
In un’altra ciotola versare lo yogurt ed unire la buccia di limone e della mezza arancia.
Mettere anche il cardamomo in polvere.
Mescolare.
Versare il tutto nella ciotola con la semola.
Mescolare energicamente per alcuni minuti. Basta la frusta a mano, non servono quelle elettriche.

Versare l’impasto in uno stampo rotondo di 22 cm di diametro o in uno quadrato/rettangolare.
Con un coltello fare dei tagli indicativi a quadrati. Io ho fatto 3 tagli verticali e 3 orizzontali.
All’interno di ciascun quadrato immaginario (infatti i tagli scompaiono durante la cottura) mettere una mandorla.

Cuocere in forno caldo a 180°C per 35-35 minuti.
Prima di smettere la cottura fai la prova con lo stecchetto di legno, deve uscire pulito.

Lasciar raffreddare e assaggiare.

E’ una torta che tende a scomparire rapidamente. Suggerisco solo di aspettare il giorno dopo perché i sapori si accordino tra di loro sul da farsi.
E’ morbida, sempre fresca. Una volta tagliato un cubo con una mandorla in mezzo, già si pensa al successivo taglio.

3 Comments

  1. La ricetta è davvero accattivante…agrumi, olio, farina di semola e zucchero di canna: mi evoca la campagna e i sapori genuini. Grazie a te mi sto avvicinando al bicarbonato di sodio, anche se non capisco ancora fino a che punto spingermi…col soda bread è andata bene, anche se rispetto al nostro pane lievitato ore e ore, è risultato poco soffice e molto più rustico. Vorrei capire meglio come funziona l’aggiunta di bicarbonato nelle torte, né rimette la morbidezza?
    Grazie sempre per la tua professionalitá, la tua passione che sai esprimere in modo educato e contagioso e soprattutto della tua umiltà.
    Ciao,
    Lorella.

  2. rossdibi says

    @Lorella Questa torta rimane morbidissima. Credo che il soda bread sia rustico come risultato per gli ingredienti e le dosi usati. Qui la semola rimacinata è impalpabile e lavorando bene gli ingredienti assieme il composto risulta quasi cremoso. Con la cottura poi diventa la famosa nuvola di dolcezza. Il sentore di bicarbonato si perde facendo raffreddare la torta. Anch’io mi sto avvicinando ora la bicarbonato…anche questo fine settimana l’ho usato e devo dire che mi sta convincendo.

  3. Giovanna says

    Ciao!
    Cercavo da tempo la ricetta di un dolce a base di semola di grano duro, girando per fiere e mercati ne ho comprata un bel po’ e mi piacerebbe sperimentare qualche ricetta dolce, credo proprio che inizierò da questa…
    Grazie, a presto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *