Domiamo il Livarot

by rossdibi il 13 gennaio 2014

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E’ stata una battaglia impari.
L’ho comprato curiosa in Normandia e mi sono lasciata conquistare. Ancora abbindolata dal ricordo ho deciso di fargli posto nella tavola del Capodanno. Stavolta però ho scelto uno tosto, talmente tosto che seppur apprezzato ha richiesto del tempo per essere avvicinato a noi senza problemi.
Non mi considero una persona schifiltosa, ma l’odore ardito, forte, pungente, invadente del Livarot mi ha messo in difficoltà. Questo ero un Livarot di carattere con persino una medaglia al collo data la sua qualità.

Il Livarot è un formaggio di latte vaccino della Normandia. Viene proprio dal comune di Livarot ed è protetto dalla Appellation d’Origine Contrôlée (AOC) fin dal 1975. Lo riconosci per il colore della “scorza”, arancione e per quelle tre linee esterne. Queste non sono altro che un lungo nastro di Typha latifolia. E’ lei, con questo suo decoro, a dare il soprannome di Colonello al formaggio.

Il formaggio più vecchio della Normandia ha un impasto molle, ma un sapore cocciuto come un Colonello. Per domare il carattere autorevole una sera ho provato a fare delle cocotte con uova e porro ed un pizzico di pepe. Ha funzionato.
Così qualche giorno dopo ne ho fatto anche una torta salata come quella che ti mostro. Sia mai che incontrerai anche tu questo Colonello dal carattere puntuto, ma affidabile.

Torta salata al Livarot

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1 rotolo di pasta sfoglia (o meglio ancora di pasta strudel)
60 grammi di pane raffermo al farro (meglio  se fatto in casa con lievito madre)
1/4 di cipolla rossa
60 grammi di pera kaiser
60 grammi di misticanza (saltata in padella 30 secondi)
130 grammi di formaggio Livarot
20 grammi di pinoli (picchiati nel mortaio)

Per decorare:
kefir, sale, pepe nero macinato sul momento, semi di sesamo

La preparazione è facile.
Consiglio di cominciare lavando la misticanza e saltandola in padella per pochi secondi:

Poi presicalderei il forno a 200°C come ho fatto.
Stesa la pasta sfoglia (o da strudel) ho distribuito sopra prima il pane tagliato a pezzettini e sopra di lui la cipolla rossa tagliata anch’essa a dadini.
Poi la pera che avevo spellato e tagliato a fettine sottili.
Successivamente la misticanza.
Poi con coraggio e determinazione ho tolto la parte arancione del Livarot, considerata da noi colpevole dell’odore forte che ci immobilizzava. Il Livarot, preso quasi a caso in Normandia, non era così forte. Mi sa che a Roma abbiamo trovato, per ironia della sorte, quello vero da Beppe ed i suoi formaggi.
Superato questo scoglio, ho tagliato a pezzettini il Livarot e l’ho posto sopra la misticanza.
Infine, i pinoli che prima avevo pestato nel mortaio.

Ho arrotolato l’impasto quasi a ricordare uno strudel.
L’ho decorato spennelandolo col kefir (o yogurt) e distribuendoci sopra sale, pepe e semi di sesamo.

In 25-30 minuti a 200°C la torta salata si è cotta.

E persino ci ha convinto tanto da replicarla dopo qualche giorno.
Buon Livarot!

Ora che il Livarot è finito quasi quasi preparo la valigia e volo direttamente in Normandia a Livarot. Dopotutto non ho ancora visitato tutta la Normandia e la nostalgia è tanta.  Questo è l’effetto di gennaio: voglia di partire e sogni davanti al computer. Chissà se su Expedia trovo l’occasione giusto per spiccare il volo :)

 

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