Antipasti, Contorni, Eventi, Menu, Riso, Torte
comments 4

#Jerusalemdinner: Una cena in stile Jerusalem

#Jerusalemdinner in breve.
Per futura memoria, in un caldo giorno di agosto 2013 in quel di Roma si è svolta una cena tra pochi amici tutta dedicata al cibo di Gerusalemme. Un po’ per fame, un po’ per gioco e per superare gli ultimi giorni di lavoro Rossella, Eleonora, la Cavia e Mister C. si sono riuniti per brindire a suon di:

Il prossimo anno a Gerusalemme

Nessuna motivazione religiosa se non la fondata speranza di potersi ritrovare a breve nella città santa tutti assieme per scorprirla dal vivo. Perché a volte le cose desiderate a lungo si avverano quasi per caso grazie agli incontri che si realizzano sempre per caso. Maggiori dettagli a breve, incrociando le dita.

Dato però che in gioventù l’entusiasmo è tanto ed aspettare anche solo un anno è troppo, la sottoscritta ha pensato bene di passare un caldo pomeriggio mettendo in pratica le ricette di due libri meravigliosi.
Jerusalem di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi ed The Jewelled Kitchen di Bethany Kehdy sono stati sfogliati, vissuti e sfruttati senza quasi porre freni alla curiosità.
Tutto cominciò con Jerusalem, un libro di cucina capace di spiegare la quotidianità di Jerusalem. Lo ammetto che ho un debole intellettuale per quella parte del mondo da cui finora mi son tenuta lontana solo per timore genitoriale. Ricordo bene delle meravigliose vacanze natalizie passate a studiare infatuata la geografia economica di quel coacerbo di Paesi.  Dopotutto il percorso esistenziale e culturale delle blogger non finisce mai di stupire.

Tornando alla #Jerusalemdinner, se Jerusalem ti fa camminare tra le vie della città, The Jewelled Kitchen ti porta in giro per quel mondo che è condensato quasi a Gerusalemme. Bethany Kehdy propone la cucina libanese, maroccina e persiana.  Le sue spiegazioni dei piatti sono ottime. Lo dico senza vergogna, è grazie ad un consiglio preso dal libro di Bethany che ho fatto l’hummus secondo Jerusalem al meglio.

Finiti i preamboli è ora di sedersi a tavola.
Ecco a parole e ricette la #Jerusalemdinner che fu raccontata in tempo reale su Facebook quel caldo giorno di agosto 2013.

Per iniziare con pita alla mano:

Hummus

jerusalem dinner_hummus

Adattamento della ricetta proposta da Jerusalem ed The Jewelled Kitchen

Ingredienti per 4 persone:
220gr ceci precotti
2 cucchiai di tahini
2 cucchiai di succo di limone
4-5 cucchiai di acqua gelida
un pizzico di sumac (se ce l’hai)

Ho cominciato passando sotto l’acqua del rubinetto i ceci per togliere una ad una le bucce. E’ un lavoro che è meno certosino di quello che sembra. Consiglio comunque di farlo mentre bolle già qualche altro cibo sui fornelli, così da ottimizzare i tempi.
Superata questa fase, ho scolato i ceci e li ho messi nel frullare. Se vi va aggiungete anche uno spicchio di aglio. Io stavolta l’ho omesso non conoscendo i gusti dei miei ospiti in materia.
Ho frullato tutto bene. Se avete, come me, un piccolo frullare dividete i ceci in più “frullati”.
In una ciotola  ho unito assieme la crema di ceci, la tahini (o tahina), il succo di limone, l’acqua ed il sumac. Per quanto riguarda la quantità d’acqua regolatevi sulla base delle consistenza desiderata dell’hummus.
Lasciate riposare l’hummus almeno mezzora in un contenitore ricorperto con la pellicola.
Servire con del pane, noi avevamo la pita.

L’hummus è stato il piatto preferito di Mister C, che ha pulito anche per bene la ciotola.

Muhamara

jerusalem dinner_muhamara preparazione

Adattamento della ricetta proposta da The Jewelled Kitchen

Ingredienti per 4 persone:

500 gr peperoni rossi
70 gr gherigli di noce
2 cucchiai di pan grattato
1/4 cucchiaino di cumino in polvere
1/4 cucchiaino di harissa (o se vuoi paprika) in polvere
1/2 cucchiaio di peperoncino in fiocchi
pepe nero macinato sul momento
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
una manciata di prezzemolo e qualche foglia di rughetta
sale

Qui il tempo scorre via perché bisogna arrostire i peperoni. Io ho tagliato a fette le bucce dei peperoni e le ho arrostite in forno caldo a 200-220°C per 20-30 minuti. Poi le ho poste in diversi sacchetti di plastica per frigo. Ho chiuso bene i sacchetti e ho aspettato per 10 minuti.
Dacchè ho spellato i peperoni.
Ho poi tagliato i peperoni a pezzettini e li ho frullati.
Ho frullato anche le noci.

jerusalem dinner_muhamara
Non resta allora che mescolare ed amalgamare assieme la crema di peperoni, le  noci tritate, il pan grattato, le spezie come cumino, harissa (o paprika), pepe e peperoncino, sale  ed olio.
Anche per la Muhamara vale la regola del riposo prima di essere servita. E’ essenziale.

Questo è stato il mio di piatto preferito. Sembra pure che sia stato il preferito della Cavia, che a tal proposito si è espressa il giorno dopo ripulendo la casa dagli avanzi.

Per continuare:

Riso, ceci, uvetta, melograno e cipolla

jerusalem dinner_riso e ceci

Adattamento della ricetta di Jerusalem

Ingredienti per 4 persone:
230 gr riso venere
acqua bollente
1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
1/4 cucchiaino di sale

Nella scelta del riso c’è il mio più grande stravolgimento della ricetta di Jerusalem, che in realtà prevede del riso basmati. Ho però copiato il procedimento di cottura applicandolo al riso venere.
Prima di tutto va bollita abbondante acqua per cuocere il riso.
Poi in una pentola a parte ho versato l’olio extra vergine d’oliva. Acceso il fuoco ho unito tutto il riso venere. Bisogna farlo non solo saltare ma scaldare mescolando regolarmente. Una volta che questo è diventato caldo ho versare sopra l’acqua bollente ed il sale.
Ho fatto cuocere il riso venere in pentola coperta con coperchio con 25-30 minuti circa, controllando verso la fine il grado di cottura.
Poi ho tolto la pentola dal fuoco. Va tolto il coperchio per coprirla con un canovaccio pulito. Sopra il canovaccio va ri-posto il coperchio. Ho lasciato così il riso per 10 minuti.
Passato questo tempo l’ho scolato.
Se si vuole poi, come nel mio caso, fare un’insalata di riso fredda, si passa il riso sotto l’acqua corrente per fermarne la cottura.

Nel frattempo che si scola il riso (o anche durante la sua cottura) si può precedere a preparare il suo condimento:

220gr ceci già lessati
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
2 cucchiaini di zatar

In una padella ho versato l’olio e lo zatar e li ho mescolati.
Ho fatto scaldare l’olio ed ho unito i ceci. Mescolando ho fatto cuocere per soli 3-5 minuti.
I ceci ora possono posti nella ciotola dove si pensa si servire il piatto.

jerusalem dinner_ceci

Manca ora di cuocere:

40 gr cipolla bianca
farina bianca
3-4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

La cipolla pulita l’ho tagliata a striscioline, le striscioline le ho passate nella farina.
In una padella ho scaldato l’olio.
Ho messo le cipolle man mano nella padella e le ho fatte cuocere (in realtà quasi friggono) per 5-8 minuti.
Non restava allora che scolarle dall’olio ed unirle ai ceci.

Si uniscono ai ceci e alle cipolle anche:

60 gr uvetta
20 gr barberry (ossia semi di melograno secchi)
1 cucchiaino di coriandolo
una manciata di prezzemolo tritato
sale
pepe nero macinato sul momento

ed ovviamente il riso venere cotto e scolato.

Ed è proprio questa insalata di riso venere che è stata dichiarata da Eleonora il suo piatto preferito. Ha una varietà di sapori incredibile.

Insalata piccante di carote ed harissa

jerusalem dinner_insalata di carote ed harissa

Adattamento della ricetta di Jerusalem

Ingredienti per 4 persone:
600 gr carote
acqua
2 cucchiai (ma forse basta 1) di crema di harissa
1/4 cucchiaino di cumino in polvere
1/2 cucchiaino di zucchero di canna
2 cucchiai di aceto balsamico
3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
30 gr rughetta (o rucola che dir si voglia)

Il primo passo è spellare le carote e metterle a cuocere in una pentola ricoperte d’acqua.
Una volta che l’acqua bolle si può abbassare la fiamma e far cuocere le carote per circa 20 minuti, finchè risultano tenere (ma non troppo).

Non resta che toglierle una ad una dall’acqua e tagliarle a rondelle.
Le rondelle si insaporiscono poi, in una ciotola, con la pasta di harissa, il cumino, lo zucchero, l’aceto balsamico, l’olio e la rughetta (o rucola).

A seconda del tuo grado di sopportazione del piccante regolati per la quantità di harissa. La rucola serve molto a moderare la percezione del piccante.

Fattoush

jerusalem dinner_fattoush

Adattamento della ricetta proposta da Jerusalem ed The Jewelled Kitchen

Ingredienti per 4 persone:
2 pomodori
1 cetriolo
20 gr cipolla
4-5 ravanelli
una manciata di prezzemolo
1 cucchiaio di barberry (semi secchi di melograno)
succo di limone
olio extra vergine d’oliva
1 cucchiaio di succo di mela (o aceto)
uno spicchio di sale
sumac
1 cucchiaio di yoghurt greco
1 pita

Si tratta sostanzialmente di un’insalata di pane che può essere facilmente adattata alle verdure a disposizione, anche se essenziali sono i pomodori ed i cetrioli. Per la mia #Jerusalemdinner ho unito per la prima volta lo yoghurt greco e devo dire che mi ha convinto.

Ho tagliato a pezzettini i pomodori ed il cetrioli, nonché la cipolla. Mentre a rondelle ho tagliato i ravanelli.
Ho riuniti tutti questi in una ciotola.
Ho aggiunto il prezzemolo triturato, le barberry, il succo di limone (un paio di cucchiai), l’olio extra vergine d’oliva, l’aceto di mele che avevo. Ho speziato col sale ed il sumac. Infine ho unito lo yoghurt e ho mescolato ben bene.
Poi ho unito la pita tagliata a pezzetti.
Ho mescolato ancora  e lasciato riposare prima di servire.

Per concludere:

Torta di semola, fichi ed Averna

jerusalem dinner_torta di semola

Adattamento della ricetta di Jerusalem

40 gr zucchero di canna
90 gr farina di farro
90 gr semola rimacinata
1 cucchiaino di lievito per dolci

90 gr olio extra vergine d’oliva
30 gr succo di limone
50 gr Amaro Averna
20 gr acqua
100 gr marmellata di fichi
2 uova

Per lo sciroppo:
6 cucchiai d’acqua
1 cucchiaio di Amaro Averna
1 cucchiaio di zucchero di canna

Questa è la ricetta di Jerusalem che ho fatto e rifatto più volte.

Si parte facendo preriscaldare il forno a 180°C, perché la preparazione è veloce.
In una ciotola ho unito gli elementi secchi: zucchero, farina di farro, semola e lievito per dolci. Li ho mescolati e sono passata oltre.
In un’altra ciotola ho messo l’olio extra vergine d’oliva, la marmellata di fichi e le due uova. Poi ho unito il succo di limone, l’amaro e l’acqua e ho mescolato assieme tutti questi ingredienti liquidi.

Poi ho versato gli ingredienti liquidi sopra quelli secchi. Con le fruste elettriche ho amalgato il tutto.

Ho versato il composto in uno stampo da plumcake da 24 cm di lunghezza.

Ho fatto cuocere a 180°C per 45 min. Prima di togliere dal forno ho fatto la classica  prova dello stecchetto.

Poco prima che terminasse la cottura ho preparare lo sciroppo.
Ho versato in un pentolino l’acqua, l’amaro e lo zucchero. Ho scaldato il tutto fino a sciogliere lo zucchero.

Spento il forno, ho atteso un minuto, ho tolto il dolce dal forno e cominciato  a spennellarlo col succo.
Non ho usato tutto lo sciroppo. Mi sono fermata dopo circa 10 spennellate.

E ora dimmi com’è la tua #Jerusalemdinner 🙂

4 Comments

  1. pasticciona says

    Un tuffo nella cucina orientale come anticipazione del prossimo viaggio?

  2. Trovo davvero poetica l’immagine di quattro amici che si ritrovano per pregustare un viaggio che faranno forse fra un anno forse chissà…
    Di Ottolenghi ho sentito parlare moltissimo quando ero a Londra ma non ho nessun libro suo, rimedierò ora che ho visto questo! Molto belli sono anche il grande classico di Claudia Roden e quello di Margaret Shaida sulla cucina del Medio Oriente, se non li hai letti buttaci un occhio in libreria 🙂 penso ti possano piacere 🙂
    PS: l’hummus senza aglio è un’ottima crema ma è l’equivalente della bruschetta senz’aglio, la prossima volta provalo con aglio abbondante e vedrai che non te ne penti!!!

  3. Amo la cucina mediorientale, i miei genitori hanno comprato sia Plenty che Jerusalem e danno molte soddisfazioni (presto dovrò andare a chiederli in prestito, ho un paio di amiche che adorano la cucina di Ottolenghi e vedo bene il tema Jerusalem kitchen per la prossima cena 🙂 )

  4. rossdibi says

    @Cavoli a merenda Sarà fatto, sia l’aggiunta dell’aglio che il salto in libreria per i due libri. Grazie per le dritte. Claudia Roden la conosco di fama, mentre di Margaret Shaida ho la sua cucina di Persia nella lista dei desideri da un po’.
    @Pasticciona Prossimo viaggio semi sicuro. La cena è stata fatta per ingraziarci gli amici ospiti 🙂
    @Lou Jerusalem merita. Io me lo sono fatto regalare a Natale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *