Month: agosto 2013

Cake è ... infografica rdb

Reminder: Cake è…

Poche parole e tanta sostanza. Ti ricordi di Cake è…? Il quaderno di ricette ritrovato in un mercatino di Londra un anno fa da Manuela e diventato un art & food book.  Ora è un contest la cui scadenza si avvicina. Per aiutarti a riagganciare le fila con Cake è…, ti basta in alternativa: 1) Leggere il post di lancio di Cake è… 2) Seguire il contest su Facebook scoprendo anche le Cake altrui. Io il primo sasso, pardon, Cake l’ho lanciata. 3) Aiutarci a rendere virale questo contest e questa favola nel tempo e nel mondo delle torte con il tag #cakee e cogliendo il messaggio occulto della seguente infografica 🙂 Per gli amanti di Twitter ecco un tweet pronto da diffondere. Messaggio occulto svelato: Fai la tua Cake, osa. Non dirmi che non ti stuzzica l’idea che un quaderno di ricette degli anni ’60-’70 di chissà chi sia ora diventato un libro ed un evento web. Pensa al potere di una ricetta come Cake e a cosa puoi fare tu di e per …

torta prugne fetta

Torta di prugne rosse

Si è tutti bambini dentro, in qualche modo, più o meno occulto. Facciamo i capricci, abbiamo pretese, sbuffiamo riaprendo la porta dell’ufficio al ritorno delle ferie. Rischiamo di essere delle vere e proprie palle al piede per noi stessi e gli altri. Prendi una foodblogger. Una persona normale con un granello di doppia vita non appena si mette in cucina. Da lavoratrice dipendente combatte col destino con un’energia inimmaginabile di fronte ai fornelli. Cucina, fotografa, scrive e corre a dirlo a tutti, direttamente nel web. Timidezza, intimità, privacy scompaiono. La condivisione diventa la sua ossessione. A volte però, come dal ritorno dalle ferie, qualcosa si blocca. Quella foodblogger cucina, fotografa e …vorrebbe scrivere, ma non ci riesce. Non ce la fa proprio. Si dimena davanti lo schermo del computer. Non è capace di introdurre la sua prima ricetta di ritorno dalla Normandia. E questo diventa il suo dilemma 🙂 Vuoi per la pigrizia delle vacanze, vuoi per le avvolgenti emozioni provate tra Omonville e Jumieges, vuoi perché si è buttata a capofitto nel sogno di …

...e l'animo artistico di molti.

La mia Normandia

Tutti i bei sogni finiscono. Difficile descrivere altrimenti i dieci giorni passati in buona compagnia, con la Cavia, in Normandia. Piccoli paesi tanto da diventare villaggi, giornate più soleggiate del previsto, un ferragosto passato in spiaggia in costume, gente cordiale, un mondo diverso da quello di Roma. Come in ogni buona vacanza non c’era fretta né ansia. La vita dei pescatori, l’aria di mare, i bolée di sidro. Nulla di speciale nel Cotentin, eppure ci ha preso il cuore. Le piccole chiese a raccontar ancora prima delle più famose spiagge dello sbarco la storia. Ogni paese venne liberato a tempo debito, dopo giorni o settimane dall’azione militare ed umana che ci raccontano i polverosi libri di storia. Forse abbiamo evitato i luoghi più scontati, quelli da bravi e diligenti turisti. Niente Mont St.Michel o Omaha Beach o Etretat. Ma Jobourg, Banfleur, Jumieges, Omonville. Sulla cartina geografica forse si trovano, non preoccuparti. Sono stati momenti resi allegri dal navigatore di Google. Lo svincòlo di Caen non verrà dimenticato facilmente, così come la quantità di clacson sentiti …

Funny Face 1

Si va in vacanza…

Le regole del comunicare sono chiare. Se si ha bisogno di dire qualcosa, si fa un bel respiro e lo si dice. Le regole della vita sono altrettanto lampanti. Tutti si riposano. Le regole di questo blog sono non di meno esplicite. Fa caldo, annaspo dal calore, la valigia e la porta dell’ufficio sono chiuse. Vabbe’, la valigia ancora deve essere riaperta e sistemata. Però di una cosa sono certa: E’ tempo di partire. Non mi resta quindi che darti una pacca sulle spalle e dire: “Raga 🙂 ci si vede tra qualche giorno, ora vado in Normandia“. Certo, non posso aspettarmi che anche tu compare, di letture e magnate, vada in ferie i miei stessi giorni. La buona samaritana che è in me decide quindi di affrontare il caldo e lasciarti qualcosa  da leggere tra Ma che ti sei mangiato ed il resto del mondo. E se c’è un buon samaritano in te, perché non cliccare Mi piace sulla pagina Facebook di Ma che ti sei mangiato? 🙂 Ma veniamo a noi:

Et voilà. Le rosse barberry per i più curiosi.

#Jerusalemdinner: Una cena in stile Jerusalem

#Jerusalemdinner in breve. Per futura memoria, in un caldo giorno di agosto 2013 in quel di Roma si è svolta una cena tra pochi amici tutta dedicata al cibo di Gerusalemme. Un po’ per fame, un po’ per gioco e per superare gli ultimi giorni di lavoro Rossella, Eleonora, la Cavia e Mister C. si sono riuniti per brindire a suon di: “Il prossimo anno a Gerusalemme” Nessuna motivazione religiosa se non la fondata speranza di potersi ritrovare a breve nella città santa tutti assieme per scorprirla dal vivo. Perché a volte le cose desiderate a lungo si avverano quasi per caso grazie agli incontri che si realizzano sempre per caso. Maggiori dettagli a breve, incrociando le dita. Dato però che in gioventù l’entusiasmo è tanto ed aspettare anche solo un anno è troppo, la sottoscritta ha pensato bene di passare un caldo pomeriggio mettendo in pratica le ricette di due libri meravigliosi. Jerusalem di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi ed The Jewelled Kitchen di Bethany Kehdy sono stati sfogliati, vissuti e sfruttati senza quasi …