Month: luglio 2013

Torta francese con pesche

Il caldo non ferma chi ha fame, ora e sempre. In un’epoca non lontana, c’erano mogliettine che il sabato mattina non vedevano  l’ora di cucinare. Si dice fossero cosa rara, forse neanche cercata a dovere, ma esistevano. Risulta confermata anche la presenza di maritini che non resistevano agli eventi sportivi in televisione. Si dice siano stati comune, forse fin troppo, ma esistevanno pure loro. L’evoluzione della specie portò le mogliettine a correre dalla cucina al salotto per vedere qualche tuffo dalla piattaforma ai Mondiali di Barcellona. Dopo aver ammirato però le acrobazie (ed i muscoli degli atleti) tornavano in cucina a fare il loro dovere. Questo fenomeno sociale non ha ancora un nome. Un nome però esiste per il frutto delle fatiche delle mogliettine dell’epoca: torta francese con pesche. Questo termine, altamente scientifico, deriva dal fatto che tali mogliettine compravano spesso riviste di cucina straniere. Ad una di esse successe un giorno di prendere il numero di Saveurs di Maggio 2013 e di rimanire abbagliata dalla Tarte aux nectarines et à l’hysope. L’evoluzione della specie …

Farro, ceci e pesca: what else?

Sempre più, dannatamente sempre più, mi sto mettendo su una cattiva strada. Ed è tutta colpa mia. Sempre più, spudoratamente sempre più, considero la noia il mio vero lusso. La cerco, la voglio, cerco di addentarla. Ma mi hanno educata male. Ho bisogno di fare. Altro che governo del fare. Io ferma non ci so stare, almeno finché non crollo dalla stanchezza. Nel fine settimana mi riprometto di annoiarmi. Voglio quel lusso. Mi attira più di un abito rosso in vetrina. Noia ti voglio. Allora perché mi ritrovo in cucina? Leggiadra come mai lo so essere in ufficio. Il pane che massaggia le mani, la torta sfornata la sera prima sul davanzale, un’idea di insalata per pranzo che bazzica la mente da giorni. Ma ti pare noia questa? Però la pesca ci sta bene. Se lo dice un uomo! Aveva esordito con un Cosa c’è? Farro e ? E lì mi stavo preoccupando. Eppure a me gustava quell’insalata delicata. Estiva nel suo non eccedere nei sapori.  Che sia il giusto viatico per un pomeriggio con …

Torta di pesche nostalgica

Tornare in Friuli per me è sempre più difficile di quello che potresti pensare. Lo amo nella sua essenza, vorrei farlo conoscere, ma ogni volta mi ci scontro. Mio marito mi placa, mi tiene per un braccio quando vorrei arrabbiarmi. Ci sono molti ingranaggi irrisolti nell’animo di un emigrante. Emigrante per pochi o per tanti chilometri. Ma abbiamo anche un altro tallone d’Achille. Non vogliamo che nulla di brutto succeda a chi rimane. Vorremmo quasi che avessero una vita facile, così facile da farci arrabbiare, quelli che restano lassù. Stavolta sono tornata per il matrimonio di un’Amica che conosco da oltre 25 anni. Come forse saprai i matrimoni toccano corde nascoste. Così nonostante lei non sia come io vorrei ed io non sia come lei mi vorrebbe, che non abbia pianto sia stato solo un caso. C’era nell’aria poi un’altra data. Ma per questa c’è ancora tempo per commuoversi e portare pazienza 🙂 Quando si sposano gli amici, però i grandi di un tempo si fanno quasi troppo grandi. Così nel mezzo di queste romantiche …

Di romano c’è

Cosa c’era di romano in me a maggio 2003? Ben poca cosa. Ero scappata da mesi e mesi di Milano. Avevo imparato molto, non lo nego, ma per la prima volta in vita mia, forse, appresi che nella vita si fanno delle scelte. Scegliere non è un male, anzi, è un sano dovere verso se stessi. Così Roma mi chiamò letteralmente e decisi di fare lo stage del master nella Caput Mundi. E poi venne quel giorno. Veronica veniva in visita a Roma. Lei e sua zia mi prelevarono dal convento dove alloggiavo per comodità (economica). Arrivai al Gianicolo con loro. Un rapido sguardo a Roma e…la pelle d’oca. Avevo trovato casa! Aver trovato casa può voler dire veramente poco. Una casa va arredata. Prima c’era una Cavia da trovare, delle amicizie da costruire, un lavoro su cui ansimare con infinita pazienza, un blog da scoprire. Così divenni romana. Prima con Elena in giro per Trastevere, un caldo giorno d’estate, in una trattoria qualunque al limite del turistico. Eppure arrivò la Cacio e Pepe. Amore …

I cereali al giorno d’oggi con Maria Speck

For the English version click here. Hai mai sentito parlare della timidezza? Io sì. Sono cresciuta con lei. Mi sono abituata a conviverci, più o meno. Allo stesso tempo tento di lasciarla in un angolo della mia personalità. I social media in questo mi aiutano e mi incoraggiano a farmi avanti. Mentre leggevo Ancient Grains for Modern Meals ho cominciato a seguire su Twitter l’autrice, @MariaSpeck. Questo mi ha aiutato a sentirla quasi come un’amica e a scriverle finchè lei ha detto sì a questa intervista. Raccontata così sembra una cosa piuttosto facile. Ma hai mai sentito parlare di rispetto? Ancient Grains for Modern Meals è veramente un libro di cucina ben scritto, ricco di informazioni. Ti insegna il potere ed il piacere dei cereali (e non cereali) di una volta, come il farro, il grano saraceno, il bulgul, la polenta e la quinoa. Oltre a questo intraprendi un viaggio nel mondo di un’amante dei cereali com’è Maria Speck con le 100 ricette a base di cereali che propone. Tutto questo crea quel rispetto reverenziale di …