Month: giugno 2013

Torta con pere ed Amaro

Chi mi ha fatto avere l’Amaro non sa veramente cosa ha scatenato in me. Oltre a tentare di usarlo ovunque, con preferenza assoluta nei dolci, mi sono liberata anche della timidezza. Non cedo le mie fette di torta a nessuno. Mai. Non è fame, è solo voglia di qualcosa di buono tutto per me 🙂 Sarà che ultimamente se vedo una ricetta la devo fare mia. Non c’è verso che la rispetti dall’inizio alla fine. Con la scusa che la credenza ha quello e quell’altro, la ricetta la devo adattarla. Oramai è un capriccio che si è trasformato in necessità. E se la ricetta prevede dei fichi sono capace di prendere l’ultima pera rimasta sul davanzale di casa ed usarla in quel dolce di Maria Speck. Non ti sto a dire per ora chi è Maria Speck, tanto tra poco ci metteremo davanti ad un post a parlare con lei. Ti basti pensare che ha scritto un libro sugli ancient grains, grani antichi come il farro, l’orzo etc.. Quel libro, come puoi intuire, è finito …

Cake è ….

Premetto, oggi vado per le lunghe. Però forse val la pena leggere tutto. Sono giorni in cui incontro gente speciale se non per caso quanto meno per coincidenza. Esco d’ufficio e cerco il senso della giornata non solo nel rinfrancante ritorno in casa, ma anche in qualcosa di creativo. Così arrivano quelle scoperte che sembrano dirti che il tempo non ha mai fine e che il suo fluire è capace di svelare piccoli segreti sottraendoli all’oblio. Così lunedì sono uscita di casa col mio guidatore di motorino preferito per assistere alla presentazione di Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente direzione Doozo. Non sapevo esattamente che cosa fosse Cake a parte un libro non proprio di cucina, ma comunque sulla cucina araba. Arrivo e mi ritrovo in mezzo ad un mare di facce nuove e comincio a sfogliare una bella storia: C’era una volta, una romana a Londra. Manuela de Leonardis un anno fa in Kensington High Street trovò in un charity shop un quaderno rilegato. Fogli a quadretti ingialliti si susseguivano. Uno …

La Guarimba Film Festival

La cartolina de La Guarimba International Film Festival sta facendo il giro di Roma dentro la mia borsetta gialla. Da quando me l’ha data Giulio Vita  durante Pane, web e porchetta non riesco a separarmene. E’ quasi un amuleto di testardo e sano ottimismo che mi segue. Già durante la sua presentazione de La Guarimba Film Festival non ho resistito. Ho mandato un sms ad una mia amica in Friuli grande appassionata di cinema per dirle che ad Amantea, in Calabri,a c’era un festival. La Guarimba Film Festival è nuovo di zecca. Ad inizio agosto 2013 trasformerà Amantea in un palcoscenico per molti cortometraggi italiani e stranieri. Non credere che la parola stranieri sia solo uno specchietto per allodole. E’ un International Film Festival, tanto che in giuria c’è Nacho Vigalondo: attore e regista spagnolo  candidato al premio Oscar con il suo cortometraggio “7:35 de la mañana”  nel 2004. Inoltre, la rassegna conterà su 200 cortometraggi ricevuti da 5 continenti, pari a 43 nazioni partecipanti. Ma La Guarimba Film Festival è molto di più dell’ennesimo …

Morellino Wine Experience

Quando l’Aurelia diventa la rotta verso il sole. Vorresti cantare a squarcigola ma sei stonata. Non così le ore che ti attendono. Addocchi il mare, scorgi qualche nube, arrivi all’agriturismo Diaccialone e lanci lo sguardo. Là, dove capita, perché intanto è tutto uguale: pacifico, meraviglioso, silenzioso e verde. I Vignaioli Morellino di Scansano ci hanno voluti là. La settimana se ne è andata e non torna più. Il programma lo permette, la compagnia lo esige ed i vini facilitano il tutto. Ancora con la luce del sole che solletica il romanticismo ci si avvia a cena. Qualche stretta di mano e delle manciate di parole tanto per scoprire cosa ci facciamo tutti lì. La Morellino Wine Experience è ancora tutta da scoprire. Poi certo del Roggiano comincia a farsi scorgere tra le parole dopo che Vignabenefizio già si era fatto notare. Mentre il Saragiolo Rosato seppure un lontano ricordo ancora pervade taccuini e social media.

L’amaro e la semola

“E’ mia” Per lei avrei lottato con tutti. Non meritava di finire a nessun altro se non a me. Decisa, inflessibile, implacabile, determinata. Doveva essere mia. La contesa era forte. Ci guardammo negli occhi. Fissi ed imperterriti. Alcuni secondi nel silenzio, un battito di ciglia e … “Va bene è tua” “Grazie caro” La presi, la mangiai. Mi baciò. Ti assicuro che per poche altre torte combatto così. L’ultima fetta di questa agrumata ma non stucchevole, morbida ma non sbriciolona, dolce ma non stucchevole meritava la contesa. Non si tratta di una ricetta né del tutto nuova né del tutto mia. Ottolenghi mi ispirò già a stravolgerla a suon di mele   o mele e cranberries. Ora ci si mette pure l’amaro, ancora Amaro Averna. I bicchierini di amaro e yoghurt mi hanno reso sicura dell’abbinamento con il lime. L’ultima arancia in giro per casa si è unita alla lista di ingredienti assieme a quella marmellata di arance di Sicilia che capeggiava sulla credenza da un po’.