Viaggi, Vino
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Morellino Wine Experience

Quando l’Aurelia diventa la rotta verso il sole. Vorresti cantare a squarcigola ma sei stonata. Non così le ore che ti attendono.
Addocchi il mare, scorgi qualche nube, arrivi all’agriturismo Diaccialone e lanci lo sguardo. Là, dove capita, perché intanto è tutto uguale: pacifico, meraviglioso, silenzioso e verde.
I Vignaioli Morellino di Scansano ci hanno voluti là.

La settimana se ne è andata e non torna più. Il programma lo permette, la compagnia lo esige ed i vini facilitano il tutto.
Ancora con la luce del sole che solletica il romanticismo ci si avvia a cena.
Qualche stretta di mano e delle manciate di parole tanto per scoprire cosa ci facciamo tutti lì. La Morellino Wine Experience è ancora tutta da scoprire.

Poi certo del Roggiano comincia a farsi scorgere tra le parole dopo che Vignabenefizio già si era fatto notare. Mentre il Saragiolo Rosato seppure un lontano ricordo ancora pervade taccuini e social media.

Poi il sabato venne, non nel villaggio, ma attorno al villaggio.

Mi è piaciuto poter poggiare i piedi per terra. Camminare su diversi terreni.
Ho ricordato quando i nonni decidevano ad agosto quando andare a fare la  nostra mini-vendemmia, che mini non era ancora essendo sempre un pomeriggio lungo passato al sole.

Mi è sembrato di vedermi contadina, poi mi sono svegliata, perché tutti quei misteri su “quando fare cosa” c’erano ancora tutti nella mia testa. Meno male che c’era Alessandro a guidarci.

Ho scoperto che scacchiare può essere la professione del futuro. Senza perdersi in mille chiacchiere e risate. Nonostante che Slawka ambisse a fare della scacchiatura un’opera d’arte, nessuno aveva il coraggio di sostituirla.
Privare la vite dai cacchi mica è cosa  immediata per chi deve imparare a conoscerli. Eppure vanno eliminati quelli che il dizionario chiama germogli falsi. Tutto in vista di una migliore raccolta. Quindi via le “femmine“,  ossia quei germogli che nulla apportano alla vite.

Ci hanno portato a conoscere chi è al riparo dalla cocciniglia, ma non ne fa un vanto legato al biologico. Bensì scorge nella diversa posizione un colpo di fortuna.
Ho ascoltato frasi semplici ma piene di quotidianità: “Quando hai dei figli il coraggio lo trovi” anche di cambir vita e da giornalisti farsi vignaioli.

Ed intanto il mare da vicino diventa lontano, elemento dell’orizzonte. Perché le zone del Morellino sono diverse.

Mi sono fidata di chi ci portava in giro salutando prima i contadini che ci ospitavano sulla loro terra.
Ho visto occhi parlare di giornate dimenticate dai social media.
Ho visto gente ancora appoggiata a quel ritmo della natura che in città si sogna.
Ma c’era con noi chi poteva tradurre tutto questo in hastag 🙂

Ho colto gesti spontanei, decisioni meditate, silenzi e coraggi di campagna.
Intanto, la Maremma scoppiava in risate spontanee davanti ad un bicchiere di vino, che a Scansano non chiamano taj. Ma non ho fatto di questo una questione di regionalismo spinto.

I pici mi sono fuggiti in mano. Semola e farina zero zero, un tocco d’olio ed il piacevole olio di gomito che fa della cucina di casa l’arma più affidabile per un buon piatto.

Come Experience non è stata decisamente male, anche se preferisco chiamarle giornate trascorse tra gente seria. Perchè solo con la gente seria ci si diverte veramente senza sprecare il tempo.

 


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