Eventi, Torte
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E’ la mia Cake

Di chi è?
Mia. Cake è…mia. Almeno per oggi.
Può essere che tu non abbia mai sentito parlare di Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente. Te lo concedo.
Può essere che tu non conosca ancora Cake è…, il contest più artistico che ci sia. Ed anche qui non mi lamento.
Ma sei proprio sicuro di non voler sapere meglio di cosa sto parlando?

Si parte da una ricetta “comune” di Cake, quella che ha dato vita a Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente.
Si prosegue personalizzando la propria Cake.
Si persevera scrivendone nel proprio blog entro il 15 settembre 2013, inserendo nel post il link a Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente.
Si continua scrivendo un commento al post che lancia Cake è… e/o scrivendomi a rori[.]rori[@]libero[.].
Si termina vincendo (si spera) uno dei tre abbonamenti in palio a qbquantobasta , mensile del Friuli Venezia Giulia.

Ma vale la pena fare questa Cake?
Essendo una blogger un po’ San Tommaso, ho dovuto provare prima di scriverne.
Ora posso dirti che, sebbene le quantità spaventassero anche me e nonostante quei trecento grammi di burro, la Cake non solo merita, ma è anche elegante, equilibrata, quasi stupefacentemente deliziosa. Ha quella nota dolce che ti aspetti dai dolci arabi, ma non è stucchevole come certe banalità rifilate ai turisti. Il dolce è ben bilanciato, il burro non predomina, e due fette belle grosse nascono più che spontaneamente.
Se poi ne lasci un po’ per i giorni a seguire, regge bene il tempo. Parola di golosi.

Io ho personalizzato la mia Cake con il cocco grattugiato ed usando il burro fuso. Ho mischiato anche farina di farro e 00. Ma il desiderio è di replicare la Cake in tante forme, perché costituisce un’ottima base per altri incontri tra amici.

La mia Cake

6 uova
300 gr zucchero di canna
100 gr zucchero semolato
300 gr burro fuso
300 gr farina farro
100 gr farina tipo 00
2 cucchiaini rasi di lievito per dolci
180 gr uvetta passa
30 gr cocco grattugiato


Ho cominciato con lo sciogliere nel microonde il burro tagliato a dadini.
Poi ho acceso il forno a 180°C per preriscaldarlo.

Fatto questo, ho rotto le uova e le ho messe una dopo l’altra in una ciotola.
Munita di fruste elettriche le ho sbattute, poi ho aggiunto lo zucchero.
Con la pazienza tipica del Pan di Spagna ho continuato ad usare le fruste fino ad ottenere una bella crema, omogenea e chiara.
Ho poi aggiunto il burro e l’ho amalgamato ben bene.
A parte ho mescolato lievito e farina e ho mescolato.
Ho versato man mano la farina sulla crema e l’ho amalgamata sempre con fruste e pazienza.
Il tocco finale è stata l’aggiunta dell’uvetta e del cocco grattugiato.
Mescolato il tutto l’ho versato in uno stampo a cerniera (precedentemente imburrato ed infarinato).
Ho livellato la supercificie del dolce.

La cottura è durata 60-70 min a 180°C.
Quanto ci abbia impiegato a raffreddarsi lo ignoro. Ho però portato pazienza e ho atteso.

L’assaggio è avvenuto il giorno dopo durante un aperitivo in terrazzo tra amici, da cui si spiega l’eleganza nel servire la torta direttamente dalla tortiera 🙂
Il successo si è manifestato fin dal primo morso.

Cosa ho modificato della Cake? Ho solo sostituito la frutta secca col cocco grattugiato. Ho interpretato l’indicazione 2 tazze come  2 cup. E ho puntato sulla farina di farro.
Cosa proverò la prossima volta? Studierò meglio i tempi di cottura. 70 minuti andavano bene per cuocere bene l’interno del dolce. Peccato solo per quell’orlo scuro sulla torta.
Soprattutto, però, voglio giocare non solo col cocco, ma con altra frutta secca ed essere più brava nel non far finire sul fondo l’uvetta. Ma per questo c’è una soluzione come infarinare leggermente prima l’uvetta.

Detto tutto questo, qui non si scherza. Ehi, dico a te, ma tu vuoi unirti a Cake è… ? 🙂

5 Comments

  1. Proponi sempre delle belle iniziative, complimenti. Mi ha affascinato moltissimo la storia dietro a questo libro e il modo in cui è nato. Penso proprio che parteciperò. In questo periodo non ho molto tempo, sono dietro a un trasloco, quindi ci sarà una nuova casa, nuova cucina, i primi passi da muovere in due etc..ma visto che dura fino a settembre ci farò un pensierino!

    PS: l’uvetta sul fondo delle torte è sempre stato un mio cruccio!!

    Chiara

  2. Manuela says

    Che bella storia quella di questa torta, quasi romantica direi, vien voglia id provare…
    Un abbraccio

  3. Io ho fatto un primo tentativo, ma per il contest è da rifare perché ho messo il forno a temperatura troppo alta e non si è perfettamente cotta nel centro. Però il gusto era ottimo e soprattutto la consistenza della pasta data dalle dosi della ricetta è perfetta per un dolce con le uvette!! Infatti non sono precipitate e si sono diffuse perfettamente senza l’uso di trucchi o inganni. Spero di riuscire a replicare l’effetto con la prossima infornata ;). Ah, io ho usato le mandorle e ci stavano proprio bene 🙂

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