Month: giugno 2013

Crema di riso basmati alle pesche

Appisolata sul tempo salivo le scale di casa. D’abitudine lanciai la borsetta gialla nel sua angolo così che potesse farmi dimenticare gli impegni che l’agenda imponeva per il giorno dopo. Uno sguardo dalla finestra al cortile interno, piccolo, raccolto ed ambito dai turisti. Il semplice gesto capace di ricordarmi che ora il lavoro doveva stare lontano. Cambiata d’abito, libera negli shorts, presi in mano la lettera inviata da La Cucina Italiana dove mi invitava a pensare ad una ricetta di stagione a base di riso. Minuti si susseguirono. Dosai gola, necessità, stagione e virtù. Alcune idee finaliste giunsero. Mi spostaii in cucina. Questione di pochi metri per verità. Ma la scena per muoversi necessita di gesti, seppur piccoli, seppure contenuti nella nostra dolce scatoletta di trentacinque metri quadri. Come dicevo, approdata in cucina dopo aver superato attimi di scelte epocali 🙂 e di estate torrida, mi lascia andare. Guidata dalla mano invisibile del tardo e sonnolento pomeriggio nacque un dolce per la cena. Bianca come il latte. Profumata d’Oriente. Morbida come un frutto. Ecco la:

Insalata gnocchetti di farro e Fil di Fumo

Perché mai pensavo che una volta detto farro avessi detto tutto? Col “mio” farro del Pungolo già mi sentivo speciale. Eppure tra le colline di Scansano al Quarto Podere eccola lì, la prova che non si sa mai tutto. E’ un farro piccolo che sembra sia la prima specie coltivata di frumento già 9000-10000 anni fa. Ma dall’età del Bronzo (4000-5000 anni fa) il farro bi-cocco è stato preferito. Un po’ come se Two is megl che One. Ora però quel One si è rifatto vivo. Infatti, negli ultimi anni ce ne stiamo reinteressando noi esseri umani. In quel cocco infatti si nascondono molte carotenoidi e proteine e sembra che sia meglio tollerato dai chi ha problemi col glutine. Così durante la Morelline Wine Experience al Quarto Podere ho trovato sulla mia strada del farro monococco e della pasta, gnocchetti, fatti con lui. Non ho potuto che provarli. Un piatto di pasta con piselli e friggitelli è nato facilmente. Per averli mi è bastato andare al mercato. Ancora più volentieri l’ho fatto con il Fil …

I ricordi con Blurb

Non che un anno passato faccia già ricordo. Non che una blogger debba scrivere proprio tutto quello che le passa per la testa. Non che a te interessi tutto quello che mi capiti. Ma… Io mi  sono ritrovata blogger, seguace di Blurb da anni con un’email di invito a parlarne. Sono rimasta un po’ scettica. Lo ammetto. Parlare di un prodotto pone sempre dei ma e dei se. Ma alla fine, come agli amici mostro l’album di nozze stampato da Blurb, come mia madre mostra la sua copia dello stesso album alle sue amiche, perché non raccontarti la mia Blurb-esperienza? Perché ho scelto Blurb? Lo dico senza problemi: per una questione di costi, ma anche di comodità.

E’ la mia Cake

Di chi è? Mia. Cake è…mia. Almeno per oggi. Può essere che tu non abbia mai sentito parlare di Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente. Te lo concedo. Può essere che tu non conosca ancora Cake è…, il contest più artistico che ci sia. Ed anche qui non mi lamento. Ma sei proprio sicuro di non voler sapere meglio di cosa sto parlando? Si parte da una ricetta “comune” di Cake, quella che ha dato vita a Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente. Si prosegue personalizzando la propria Cake. Si persevera scrivendone nel proprio blog entro il 15 settembre 2013, inserendo nel post il link a Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente. Si continua scrivendo un commento al post che lancia Cake è… e/o scrivendomi a rori[.]rori[@]libero[.]. Si termina vincendo (si spera) uno dei tre abbonamenti in palio a qbquantobasta , mensile del Friuli Venezia Giulia. Ma vale la pena fare questa Cake? Essendo una blogger un po’ San Tommaso, ho dovuto provare …

Istanti di celebrità e ricette di passaggio

Sono stati giorni oltre che di gran caldo, anche di scottanti sorprese. Andare per ordine mi è difficile. Altro che una selva oscura. Col sole che scoppia fuori dalla finestra, col caldo che avanza appena vede il tuo nasino fuori la porta, no, non sono proprio giornate da selva oscura. Ma mi sono ritrovata avvinghiata ad una piccola serie di istanti di celebrità, che veramente mi sono imbarazzata. Andar per ordine servirebbe, ma come non arrossire. Prima furono le Tavole Romane a parlare della top 10 dei foodblogger della capitale.  E tra nomi che ammiro, care persone, ecco che compare Ma che ti sei mangiato. Ma che ti dico? Grazie. Entrare in una top ten, mi ha fatto sentire molto bene. Mi sono sentita una diva degli anni Ottanta. Per me top ten vuol dire quello 🙂 E’ già tanto che non mi sia messa a cantare Like a foodblogger Cooking for the very first time … Riacquistato l’equilibrio mentale pochi giorno dopo arrivò un messaggio su Facebook da Fabia P. con Complimenti! Per cosa? …