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Vercelli Rice Experience #1: Dal chicco

C’è sempre una prima volta. E non sempre è facile raccontarla.
Parole ed immagini sembrano pronte a farsi avanti, ma c’è quel di più che è difficile esprimere.
Sarà che è stata una mezza pazzia prendere quel treno all’alba per Vercelli. L’agenda reclamava molto più riposo. C’erano altri impegni da onorare, ma a volte anche ad una blogger è concesso allonarsi dal pc e scoprire il mondo.

Giunge poi il momento però di narrare dove si è stati.
Far capire cos’è stato il (o la?) Vercelli Rice Experience #1, senza cadere nei dettagli del detto e del fatto, non è così facile. Ma dopo tutta l’organizzazione di Gli Aironi e Terre Riflesse mi devo pur sforzare.
Mica siamo qui  a smacchiare il riso! 🙂

Nella terra del mare a quadretti dove il Conte Camillo Benso di Cavour si sentiva a casa forse non resta che cominciareda quel piccolo e non insignificante dettaglio: il chicco.

Il chicco? Quale chicco?
Io sono abituata a vederlo bianco, bianchissimo e solo quando mi sento molto alternativa mi appare nero o rosso tra le mani.
Ma la strada non così corta. Col riso parte da una pannocchia. Sì, una pannocchia, così ho imparato a Vercelli.

Lui oltre a crescere viene spogliato per giungere fino alle famose tavole di tutti i giorni.
Diversi sono gli stadi di questa spogliazione del chicco. A volte sembra riso ma riso non è ancora. Così la grana verde scartata dai setacci delle macchini brillatrici.

…vari gli scarti ed i sottoprodotti alimentari che si creano.
La lolla, che qui si concede in primo piano, viene detta anche pulone ed è il cascame derivante dalla sbramatura del risone, che non è altro che il riso grezzo subito dopo la trebbiatura.  Noi la lolla non la mangiamo, però non viene buttata via.

…via via verso il riso bianco così tanto declamato nelle pubblicità…

Come ogni spogliazione che si rispetti lungo la strada si perdono nutrimenti.
Il processo avviene tramite una macchina come questa. L’obiettivo è la sbiancatura che ottenuta a suon di sfregamenti e setacciamenti.

Poi tocca a noi scegliere tra le varietà registrate di riso.

Ora non resta che passare dalla teoria alla realtà.
Per questo tuffo nella realtà ti tocca però aspettare qualche giorno, intanto goditi la vista dal luogo dove ti porterò.


3 Comments

  1. Anche sul riso esiste un mondo da conoscere e apprezzare. Peccato non essere riuscita a partecipare anche io, sicuramente è stato bello. Buon weekend

  2. manuela says

    Un bellissimo racconto Rossella!
    Sono felice di averti conosciuta…aspetto ansiosa il sequel! 🙂
    A presto

  3. What an interesting trip to learn about rice! A wonderful food blogger experience.

    PS…thank you for your kind words of condolence.

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