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Da La Cjasalìne alla tavola #4: Quinoa time

Nome strambo. Sulle labbra diventa quínoa o quínua.
Apparenza quasi timida. Ti ritrovi tra le mani tanti piccoli grani. Tondi, bianchi, minuscoli rispetto al miglio, quasi simili al cous cous. Ma noi non ci lasciamo intimorire dalle novità, vero?
Dopotutto la rubrica Da La Cjasalìne alla tavola è nata anche per questo: provare, scoprire e riscoprire. Ed oggi tocca alla quinoa.

Non è cereale, non è legume.
Suoi parenti stretti sono gli spinaci e la barbabietola. Credici. Appartiene alle alla famiglia delle Chenopodiaceae, più banalmente è un’erbacea annuale. Cresce e cresceva sulle Ande e per gli Inca era la madre di tutti i semi, che in dialetto locale 🙂 si diceva chisiya mama.

Ne esistono diverse varietà. La gamma dei suoi colori passa per il bianco e prosegue per il rosso e persino il nero. Ammetto di avere appena comprato a Londra della quinoa rossa, per la solita curiosità femminile senza limiti.

Qui, in casa nostra, è oramai un ospite se non fisso, almeno frequente. Alla cuoca piace per la facilità d’uso. Dosi fisse per la cottura. Come direbbe la mamma: 1 tot di quinoa, 2 tot di acqua. Ossia, nella pentola se si mette 1 bicchiere di quinoa, vanno aggiunti 2 bicchieri di acqua.
Poi si accende la fiamma e si fa cuocere per circa 15 minuti o finché l’acqua non è stata del tutto assorbita. Gli ultimi minuti di cottura, quando oramai rimane poco liquido sul fondo, possono essere fatti anche lontano dal fuoco.
Infine, si mescola e si decide come condire il tutto.

Dosi di quinoa

Quanta quinoa a persona?
Non farti ingannare dal suo aspetto indifeso. Non essere tentato di aggiurnene ancora un po’. Lei si gonfia durante la cottura, diventa quasi trasparente e poi estrae il suo pedice quando è pronta.
C’è chi suggerisce di usare 70-80 grammi a persona. Io oramai mi regolo ad occhio.

Come condirla?
Io tendo a farne insalata con le verdure del mercato, qualche volta aggiungo dei dadini di formaggi, altre persino di salame. C’è, insomma, libertà e fantasia assoluta. Ne puoi persino fare zuppa.

Perché provarla?
Per il solito “ti fa bene”. Su, su,chi non vuole rimpiersi di fibre e minerali?! Fosforo, magnesio, ferro, zinco si accompagnano alle proteine vegetali, mentre il glutine è assente all’interno di quei piccoli grani. Dopotutto non c’è posto per tutti là dentro.
Sennò provala per scoprire cosa kullku, un uccello sacro degli Inca, portò agli umani come regalo. La quinoa sopravvisse all’arrivo degli spagnoli nel Cinquecento, che tentarono di imporro orzo e grano. Quei grani si salvarono fino agli anni ’70 quando vennero “riscoperti” e diventarono quasi una moda oltreoceano. Tale longevità va premiata almeno con un assaggio.

Io oggi te la propongo con pochi e semplici ingredienti:

Insalata di quinoa e foglie di carota

Dosi rigorosamente ad occhio, ciò che ti serve però è:

1 bicchiere e mezzo di quinoa
1 carota
le foglie della carota
1/2 cipollotto
1 friggitello (o peperoncino verde dolce)
poco formaggio di capra (io avevo dei rimasugli di formaggi francesi)
poco olio extra vergine d’oliva
sale

Prima la quinoa l’ho lavata in altra acqua usando un colino.
Poi ho versato la quinoa nel bicchiere (1+1/2 bicchiere) e l’ho versata in pentola. Ho aggiunto 3 bicchieri di acqua.
Ho fatto cuocere per 15 minuti circa.

Intanto, ho spelato la carota.
Ho lavato la carota, il cipollotto ed il friggitello sotto l’acqua.
Ho tagliato carota, cipollotto, friggitello a dadini. Nonchè ho tagliuzzato le “foglie” della carota. Mai buttare via niente se non va male.
Dal frigorifero ho tolto e tagliato anche i resti dei formaggi di capra.

Una volta pronta, ho tolto la quinoa dal fuoco e l’ho mescolata con la forchetta.
L’ho lasciata riposare qualche minuto.

Poi ho mescolato la quinoa e gli altri ingredienti.
Infine, ho condito con poco olio extra vergine d’oliva e un pizzico di sale.

Può essere servita sia calda che fredda. In quest’ultimo caso aggiungi il formaggio solo al momento di servire.
PS Oltre le foglie di carota puoi usare anche le foglie di ravanello, vedi qui.

insalata di quinoa

Ti aspetto presto per altre idee con la serie Da La Cjasalìne alla tavola.

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