Month: ottobre 2012

Farrotto con nocciole e formaggio blu

Ricordi di gioventù. Le fotografie in bianco e nero che spuntano da un vecchio album con la copertina in pelle. Era verde e leggermente bombata. Quasi polverosa nel suo aver superato gli anni. Tra le pagine la mamma. In abitino bianco corto in piedi su muretto. In un altra pagina incastonata in un’altra foto dietro di lei la nonna che non ho mai incontrato. Riservata eppur non timida in quell’attimo suggellato di eterno, mentre sulla sinistra l’irruente nonno. Sullo sfondo non un paesino friulano, non la porta di casa, ma la Tour Eiffel. Sì, perchè ci sono nonni che hanno fatto gli emigranti stagionali anche se poi a casa tornavano solo a Natale con qualche piccola sorpresa. E in questa lontananza, così sofferta per i più piccoli, capitò che la piccola mamma si fece un giro a Parigi. E capitò che la piccola Rossella cominciasse lì a fantasticare sul valore del viaggiare. Confondendo ricordi altrui ed emozioni proprie, cominciai ad amare quei piatti strani della mamma. Crepes suzette la sera come secondo e quel pungente …

Pane di segale e nocciole

Quando le amiche lasciano Roma …bisogna pur preparare qualcosa di speciale. Roma è una città difficile, ostica nonostante tutto il suo buon viso. Grande, caotica, variegata ed in mezzo il mercato del lavoro, la realtà dell’ufficio, le schizzinosità della politica. A volte bisogna dire basta. Per conquistarti Roma ha bisogno di anni, ma non tutti credono che il tempo sia un giocattolo. Così spesso si sceglie di continuare la propria strada altrove. Perché la bellezza di un tempo che non c’è più diventa chimera e certe giornate quasi sfrontata cafoneria. Così questa mia amica ha scelto. Basta, basta Roma. La scelta è dipesa dal tran tran quotidiano. La battaglia non era la sua. Una scelta coraggiosa data dalla consapevolezza di quello che l’oggi è e di quello che potrebbe essere. E  quindi senza intromettersi, senza aggiungere altro alla scelta presa… bisogna pur preparare qualcosa di speciale. Così tra un bicchiere di sidro, uno di Sauvignon Blanc, qualche patè di olive nere  speziate e polpette varie, sabato anche questo pane è stato mangiucchiato tra chiacchiere e …

Plumcake alle mele per l’Emilia

Ho un punto debole. Sì, vabbuò, più di uno. Golosamente parlando però il mio più grande punto debole sono le torte di mele. Per me sono l’essenza del saper cucinare con amore, quel cucinare fatto dalle persone buone che dedicano del tempo per fare di semplicità virtù. E Melinda lo sa 🙂 A questa iniziativa ho voluto dirle di sì. Nessun omaggio per me, ma una donazione a favore dell’Emilia terremotata. Il periodo è intenso per me. Arrivo quasi sul filo di lana. Ma ce l’ho fatta. Con Melinda per l’Emilia, Melinda si impegna a versare € 10 se un blogger pubblica una ricetta fatta con le mele Melinda e ne invia un’altra ricetta, sempre a base di mele. Al termine dell’iniziativa tutte le ricette raccolte verranno pubblicate all’interno di un e-book ricordo scaricabile sia dal sito web Melinda che dalla pagina Facebook “Melinda Val di Non” . Qualcosa puoi fare anche tu. Cliccare su  “Mi Piace” della pagina Facebook “Melinda Val di Non” per aiutare l’Emilia (il consorzio donerà 1€ per ogni nuovo fan!).

Pane di segale e semi di zucca con melassa

Pane di segale e semi di zucca con melassa: un’evoluzione del pane con segale base Pane, pane, pane. Di ritorno dalla prima esperienza di insegnamento “panifero” mi metto qui a scrivere di lui. Farina, acqua, poi impasto, infine pagnotta. Mi perseguita ed io lo inseguo. E’ grave, dottore? 🙂 Non tanto direi, basta variare. Ed io vario. Anche questo mese mi sono messa all’opera per Twelve Loaves. Tema del mese i semi. Da inguirabile nordica inside, ho pensato al pane di segale con i bei semi di zucca sopra. Però mi son lasciata andare, li ho ficcati anche dentro il pane. La ricetta un po’ da nasce da Wild Yeast ed un po’ dalla voglia di melassa. C’era un barattolo da finire di scura melassa, molto dark come la notte. Eppure, nonostante l’apparenza minacciosa, sa regalare una dolcezza peculiare, così diversa dal miele o dallo zucchero. Il tocco finale? Direi la noia di una sera in cui dici a tuo marito “puoi cucinare tu?”. E lui si presenta con delle fette del pane di segale …

Dal forno di Pastena

Un fine settimana in Ciociaria a far pane. Quale racconto migliore per il World Bread Day! Sì, oggi è la Giornata Mondiale del Pane oltre che dell’alimentazione. Per le coincidenze della vita ho passato il mio fine settimana a fare l’alimento base di molto società: il pane. Come promesso e come programmato sono andata a Pastena, in provincia di Frosinone, per tenere un laboratorio sulla panificazione. L’organizzatrice era Lucia Galasso, amica e direttrice del Museo della Civiltà Contadina e dell’Ulivo. I validi suppoter da Roma i rispettivi compagni. Mentre in loco ci attendava un forno a legna, il sogno di molti panificatori della domenica. Ed io modestamente sono uno di loro 🙂 Le mie parole sono al momento un po’ stanche. E’ stato veramente un laboratorio intenso per l’insegnante soprattutto sabato. Mentre domenica ho appreso qualcosa in più sui forni a legna grazie a Bruno. E’ lui che domenica si è presentato al forno delle feste due ore prima di tutti. Ha acceso la legna, tolto le braci, infornato i pani.