Month: agosto 2012

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Pane di fine agosto

Con l’armonia delle vacanze ancora nel sangue, ho aperto il frigorifero e salutato il mio lievito madre. Dopo le prime carezze fatte per rinfrescarlo è giunto il tempo dei dubbi. Quale pane è più adotto per un ritorno in cucina? Il mercato di Campo dei Fiori a portata di mano ha ravvivato il solito pane. Sarà che tendo ad essere come Paganini, così restia alla ripetizione. Sarà che nell’attesa del tanto preannunciato rinfresco di fine estate anche i più originali 🙂 si demotivano per qualche picco di ennesimo caldo. Non ho potuto che riaprire il libro della mie ricette di pane preferito e aggiungere qualche ingrediente fresco di mercato. La fame e la creatività si allettano con poco! Lasciando da parte il tono simil professionale, ti domanderi com’è possibile che una ragazza possa mettersi in testa di fare il pane ed accendere il forno prima dell’arrivo del fresco. Ognuno ha le sue manie. Stringere l’impasto, allentare la presa, aspirare a fare qualcosa di buono era l’unico modo che avevo per tornare alla dura dolce realtà …

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Si ricomincia … con la birra

Dire che siamo fermati è difficile. Il perché lo scoprirete a breve. Intanto, mentre ci diamo un tono tra le mura casalinghe, ricordo ai gentili lettori che E birra sia si è concessa una sola settimana di vacanza, per tornare poi a suon di Affligem Blonde e biscotti allo Zatar. Lì sì che il sole era ancora alto e batteva. Mentre più pacato l’aperitivo a suon di Comatârs. Un’insalata di ceci variegata, una piadina e persino una macedonia. Così ho tentato di far conoscere La Birra di Meni oltre che hai lettori di E birra sia anche a portatori sani, come degli amici romani. Qui il bicchiere ed il piatto non sono mai mezzi vuoti 🙂 Come pure l’ironia non scarseggia. Grazie per l’attenzione.

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Si ricomincia … col pane

L’estate è finita, l’ufficio è tornato e la voglia di cucinare torna se mai se ne è andata. Così mentre il maritino mi pappa i rimasugli di un Danubio, tu ti chiederai come si mangi il Danubio? Dopo aver pedalato per 300 km da Passau e Vienna quest’uomo mi ha chiesto un Danubio Rosso tutto per lui (beh un po’ anche per me). Meno male che già avevo da parte la ricetta, fatta per il Blog del Pane del Mulino Bianco. Dopotutto l’idea di quel Danubio gli doveva essere venuta da qualche parte 🙂 Stavolta ho decorato banalmente il Danubio distribuendoci sopra delle spezie. Su alcune palline dello Zatar (mix di timo, origano, maggiorana, santoreggia e coriandolo), su altre del pepe nero macinato sul momento e su altre ancora del timo secco. Ma questa settimana su il Blog del Pane del Mulino Bianco trovi anche altro. Il Danubio seppur servito ad un adulto era stato pensato per i bambini. Oggi c’è un’altra ricetta della serie: portiamo i bambini in cucina a divertirsi. Come convinverli a …

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Istanti viennesi

Infinite emozioni dopo, quando i pedali si placano, il Danubio scorre e noi ci allontaniamo. Poggiate le bici a Grefeinstein, sudati, travolti dal caldo, saliamo sul trenino che puntuale, pulito e garbato porta da Tulln a Wien.  E Vienna è. I ricordi già affluiscono agli occhi. I volti del Danubio ci seguono lasciandosi dietro il carico di umana fatica, di fatica solleticata dal caldo, di zen fai da te. La meta è arrivata. Lui, la Cavia, il marito pregusta le tappe della terza volta nella capitale austriaca. Se Grinzig può aspettare il giorno dopo, così non può Diglas. Ora tutto è trattenuto dentro o tra le mura. Ci vuole sempre un po’ a riabituarsi al caos umano. Ma l’animo goloso sa farsi forza. In ordine di apparazioni, Vienna è stata:

Attraversamenti pedonali

Volti del Danubio

Non è la prima volta e potrebbe non essere l’ultima. Se dopo un mese di frequentazione un ragazzo ti invita a pedalare d’estate per 300 km lungo il Danubio tu che fai? Se dopo cinque anni tornate lì, ancora a pedalare, tu che pensi? Se quattro mesi dopo il vostro matrimonio siete ancora lì a pedalare, cosa pensa tua madre? Sono domande banali, inutili, quel che contano sono i fatti 🙂 Così anche quest’anno da Passau, in terra teutonica, fino a Vienna abbiamo pedalato. Dalle alluvioni del 2005 siamo arrivate al sole cocente del 2012. Ho un’abbronzatura da ciclista che ruberà molti sorrisi. Ma in volto ho l’aria pulita, il sole che bacia, il sudore che scivola e l’energia dell’arrivo…sono ricordi, tanti, travolgenti, stimolanti. Il primo anno era una scoperta, il secondo una riprova e quest’anno nuovi sguardi. Stare accanto ad un fiume, seguire la sua corrente, scoprirne i volti, ha tutto una magia che si allontana repentiva dalla vita quotidiana e riporta alla dimensione campagnola. Non era l’orologia a dettare i tempi, ma il …