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Cultura e cibo a Granada

Granada.
Una città che ci ha accolto all’ora di punta. Una miriade di bambini che uscivano dalle scuole. Un mare di “perdona” mentre noi ci avventuravamo direzione albergo con bagagli al seguito. Eppure tutta quella pazienza, mischiata al caldo e alla fame, ha avuto un suo perché.
Alhambra, Bodega Castañeda, Albaizìn, Bodega Castañeda, anima gitana, Sierra Nevada, Bodega Castañeda …e ho detto tutto.
Storia, vermut, memorie arabe, Muñana, chitarre gitane, Pedro Ximenez. E ho pure detto troppo.
Ecco un piccolo album fotografico di una quattro giorni a Granada nel mentre di un viaggio di nozze.
Tutto vero, tutto sognato, tutto assaggiato, tutto nella memoria.

 E dopoquel piacere leggiadro, passeggero ed essenziale assieme fu tempo di due passi sotto il sole…

Alla scoperta di un quartiere che mischia calore mediterraneo con anima gitana, accogliando di buon grado i turisti in cerca di mirador.

E succede che ti fermi ad osservare la gente, quella che in mezzo a turisti in gruppo o fai da te conduce una sua vita. E l’urlo “agua, agua” per loro era un segnale. Così spuntò ad un certo punto l’automobile della polizia. Un gran spavento abilmente mimetizzato. La macchina sta lì e poi se ne va. Ed ecco tornare la normalità.

Così capita che arrivi il richiamo della cultura.

Un luogo da sogno, così si descrivono questi posti.
Un luogo che ha accolto ricchi, favole e memorie. Cinque ore di sano vagare avvolti dalla bellezza dei secoli, con qualche sguardo sulla città di oggi.

E giù in città si torna. Così si è pronti a cogliere sgargianti segni di ritmo sui muri…

Scendendo si  torna alla Bodega dei sogni. Un plato combinado de queso.
Enorme, eppure sparisce tra estasiati “Ma hai provato questo?…E questo?…”.

Ed un saluto mentre il muezzin invade il silenzio serale.
L’Albaizin è oramai spoglio di turisti, qualche bar aperto, poco altro. Per chi si accontenta diventa un angolo romantico, di quelli lasciati lì per respirare a pieni polmoni l’aroma del momento.

PS A Granada si consiglia anche di servirsi presso la Pasteleria Lopez Mezquita. Una colazione da quelle parti sa dare la carica giusta 🙂

3 Comments

  1. pasticciona says

    1°foto:come sono intrecciate le mani?sono entrambe le sinistre?
    4°foto:chi è quel baldo uomo lungo il marciapiede? chi risponde correttamente al quesito, cosa vince?
    5°foto:l’uomo seduto sulla panchina non appoggia i piedi sul selciato, come mai?

  2. rossdibi says

    @pasticciona Per caso sei una docente ? 🙂
    Nella 5° foto il ragazzo è inginocchiato per terra. Ecco il trucco.
    Nella 1° foto le mani sono intrecciate così, perché l’altra mano faceva la foto.
    Eravamo sul treno Cordoba-Granada.

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