Month: luglio 2012

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Letture: tra consigli, emozioni e desideri

Amo i libri. So di non essere un libro, so che la vita pulsa fuori dalle pagine stampate. Ma amo i libri. Una bella lettura subito attiva il desiderio di un nuovo libro. Uno alla volta, pagina dopo pagina, tendo a riempire casa di libri. Ma ho imparato a regalarli, tranne i miei mostri sacri. Pochi disprezzati, molti amati, alcuni puri gioielli. Un tempo, quando esistevano solo le riviste cartacee, era rinfrescante nell’afa della pianura friulana leggere i consigli di lettura (quasi mai condivisi). Già in passato mi sono lasciata andare ad un post sui libri letti e ora ricado in questa debolezza.   Letti e consigliati 2012 For whom bell the tolls. Per chi suona la campana. Dopo Addio alle Armi in versione originale non ho potuto che festeggiare Capodanno e primi giorni del 2012 ancora con Ernest. Per una che nasce col sogno di scrivere leggere Hemingway è un’esperienza acremente entusiasmante. Acre perché ho scoperto cosa vuol dire saper scrivere, scegliere le parole, sferzare il silenzio e dire le cose come stanno, senza …

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La tessitura e il pane

Si sappia, lo stile per me è più una parola che un dato di fatto.  Eppure ho un debole per le cose di un tempo e per i ritmi di un tempo. Così mentre ero sulla via del museo di Pastena comincia a conoscere una certa Assunta Perilli. Lucia Galasso mi aveva detto che lei era la responsabile del laboratorio sulla tessitura. Ah, vedi, però. Oltre questo non sapevo che pensare. Ma si sa le responsabili del laboratorio del pane a volte sono più dure del loro pane. Poi di fronte ai cibi locali e del sano vino rosso ecco che tra risate e allusioni cominciammo a conoscerci. Tipi tosta, di Campostosto, Assunta Perilli nacque archeologa e divenne tessitrice. C’è chi si immagina le tessitrici anziani,  ma anche loro sono state giovani e a volte, come accade per Assunta, lo sono a tutt’oggi. Non vorrei toglierti la sorpresa. Sappi solo che Assunta ha un’energia, una carica, una dedizione ricche di fascino e conosce saperi e segreti che noi comuni mortali non abbiamo. Lascio parlare lei, …

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Gueuze e dolcezza

I miei scritti in terra altrui continuano e mi emozionano. Questa settimana è la volta della Gueuze, una di quelle birre acide. Nata in Belgio, elevata a rango di spumante, eppure acida rimane. Non sembra fatta per donnine, ma io ne son rimasta abbagliata. Sedotta. Un mare di piccoli ricordi. Perché la Gueuze ha quell’animo contadino dove affonda qualche mia radice. E così ci ho abbinato un pane rustico, deciso, capace di fare di quell’acidità un tocco ancor più di stile. Se però il mondo acido non fa per te.  Ecco allora che per il Mulino Bianco propongo un dolce di quelli facili, personalizzabili, veloci. Un’idea per quando c’è voglia di qualcosa di speciale ma non c’è quel pizzico di energia per imbastire un dessert da mastri pasticceri. Quindi tra acidità, pane e pan brioche non ti resta che cliccare su E Birra sia di Honest Cooking e/o su Momenti di Pane del Mulino Bianco.

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I vicoli di Cordoba

Perché a volte di una bella città ci ricordiamo le cose più banali? Perché ci rimane impressa nella memoria con poche, piacevoli eppur semplici immagini? Cordoba…rieccoci lì. Seduti a sorseggiare al calare del sole un Pedro Ximenez in una  piccola piazza. Il cameriere che fa avanti ed indietro tra i tavoli. Lo vedi e ti sembra svogliato. Si avvicina al tavolo con lo stesso volto, si rivolge al cabellero come se nulla fosse, poi alla ragazza ed ecco è lì che compare il sorriso furbo, da torero. E poi si gira. Vi assicuro donzelle che quel suo tornare al N.ro 10 girato era decisamente il suo lato migliore 🙂 Ma con me c’era Pedro e pure un cabellero con un anello all’anulare sinistro come il mio. Quell’ammirare tal camarero fu solo questione di un attimo, nessun colpo di fulmine. Quel Pedro e quel Montilla alla Bottega Guzman e anche i caffè alla Plaza del Potro erano Cordoba.

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Momenti di…stranezze

Non l’avrei mai detto anni fa che mi sarei trovata nello stesso giorno a scrivere di pani con farina di ghiande e di birre di ostriche. Ma si sa, la vita sa stupire. Come blogger mi trovo a scrivere di tante cose. Son capace di scandagliare libri e libri per saperne di più sul pane e sono in grado di farmi attrarre da birre dai nomi strani. Poi, non contenta di tutto ciò, vado anche a raccontare il tutto sul web. Questa settimana per il Blog del Pane del Mulino Bianco parlo di pani sardi e lancio un grido di aiuto ai sardi. Avete mai sentito parlare del pane di ghiande? Leggete un po’ qua.  Libri e web non mi sanno dar certezza sul fatto che esistano ancora. Se sardo non sai, don’t worry, ne avrai da scoprire pure tu, come ho fatto io. La Sardegna è una ricca culla di pane e di saperi di pane. Oltre il Carasau c’è molto di più. Dopo un po’ di pane, su E birra sia di Honest …