Matrimonio, Viaggi
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Al mercato di Jerez

Che Mariarosa al mercato se ne andasse mi dava allegria. Gioiosa come me bambina, leggera su quel carrettino, pronta a parlare ancor prima che a contrattare. Lì, con lei, ha preso piedi il desiderio di scoprire cibi e mondo con occhi curiosi.
Vidi foto di mercati favolosi, lontani, irrangiungibili nella vita di una comune ragazza di campagna. Eppure il profumo colorato delle spezie tra le pagine televisive di Marco Paolo mi trafisse il cuore. Paesi lontani, scoperte infinite. La fantasia da bambine si accende con poco.
Metteci poi un po’ di parenti sconosciuti sparsi per il globo. La sorpresa che si fa bocca spalancata all’arrivo di una lettera da lontano.Il lontano ha regole speciali  per gli adolescenti irrefrenabili.
E poi Roma. E poi un matrimonio col viaggio di nozze al seguito.. E poi Jerez de la Frontera.

Cadiz a due passi, ma la città riservava altro. Lo sherry era già stato scoperto e forse era lui la causa prima di quella voglia di tempo. Il fluire del tempo lo chiamano. E’ un fiume che ci scorre accanto, solletica quando ci si ferma.
Ad Jerez c’era quel tempo che borbottava pur di farsi sentire. Lo ascoltammo.
Solita strada per raggiungere il centro città. “Dai, giriamo qua”…a caso.
“C’è il mercato. Ci facciamo due passi?” come dir di no alla mogliettina 🙂
Pesce, ….

….formaggi e ….

E…”Ecco cos’erano le caracol dei menù!”

Ci sedemmo ad un bar nella cosidetta piazza del mercato. I churros erano sfornati con allegria, fatica e calore lì vicino.
Spagnoli, arabi, inglesi, italiani (noi)…era il mondo di una piccola città, il vociare di un paese.
Ritmo, piccole storie appuntate sul quaderno. Ricordi dispersi negli attimi.

Eventi di vita, come la mia, al pari della tua.

E poi da Don Juanito, infrattato vicino alla piazza. Una cornice di bontà smossa qua e là da camerieri che si confondevano tra i tavoli. Giocavano a nascondino con le ordinazioni. “Alcachofas qua!  Albondingas qui!” sembravano urlare gli occhi degli spagnoli ed italiani (noi) ai tavoli. E noi a ridere, sereni.

La felicità è un attimo, dicono. Ripetono tutti.
La vita è un attimo, dicono. Ripetono tutti.
Jerez, la vita, la felicità, tanti attimi.
Abbiamo ascoltato il tempo.

2 Comments

  1. pasticciona says

    hai mangiato le lumache spagnole? se ti fai stuzzicare dalla tua creatività, tra poco ci proponi nel tuo blog lumache di “piazza dei fiori”

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