Blecs al ragù di agnello

by rossdibi il 11 ottobre 2011

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Non mi sarei mai aspettata di ricevere l’ultima ricetta per fare i Blecs are on the table proprio a mezzanotte dell’ultimo giorno valido. E’ veramente stata una sfida all’ultimo colpo.
Così anche Simone e Barbara han voluto dire la loro. Ti lascio alla loro esaurente ricetta e presentazione della stessa.

A voi Simone e Barbara:

I blecs sono tipici friulani. Sono una pasta fatta in casa, all’uovo. Ma con il parziale utilizzo di farina di grano saraceno. Da qui il colore scuro di questi regionalissimi maltagliati. Per la partecipazione ad un contest su internet (è un contest sui generis ma concorro per la vincita di dieci chili di farina!) abbiamo deciso di farli e di abbinarli ad elementi della cultura gastronomica della regione in cui vivo ora, dopo tanti anni trascorsi proprio in Friuli. E se lì li servono per lo più con selvaggina o con “l’ont” (l’unto, il grasso: insomma il burro!), io ho dovuto rifarmi alla nostra disponibilità, alla nostra tradizione.  

Così, dopo tanto ragionare, sono giunto alla conclusione che la tradizione andasse rispettata. Magari rivisitata in qualche ingrediente ma pur sempre rispettata. E quindi, se in Friuli si usano tanto oca, fagiano e capriolo, era giusto che noi rispondessimo con l’agnello!

 Blecs al ragù di agnello

Per fare i blecs ho utilizzato 150 gr di farina di grano tenero e 150 gr di farina di grano saraceno; due uova, 80 gr di burro, sale, pepe e pochissima acqua. Impastata, fatta riposare una mezz’ora, stesa. Ne ho ricavato dei triangoli di forma irregolare, del tutto simile ai maltagliati. 

Ma prima di questo mi sono dovuto occupare dei pomodori confit, cioè quasi disidratati. In questa preparazione i pomodori occorrono per garantire acidità ad un piatto che altrimenti tra agnello, olive e formaggio, sarebbe troppo tendente alla grassezza e all’untuosità. Si tagliano a meta i pomodorini (non i datterini: troppo dolci), si condiscono con olio, sale, pepe e origano e si mettono in forno, a 60°, per sei ore. Poi si esce a fare la spesa! :D  

Anche il ragout d’agnello ha richiesto un po’ di lavoro. L’agnello rende poco; ricavare tre etti vuol dire, tra ossa e cartilagini, comprare quasi un chilo di carne. E’ un lavoro che i macellai non fanno volentieri e, quando lo fanno, se lo fanno pagare. Così ho preso due fette di posteriore della GDO e l’ho battuto al coltello fino ad ottenerne un trito omogeneo. 

Trito di odori: sedano, carota, cipolla, timo e rosmarino. Appena soffriggono dentro l’agnello, il sale e poco dopo il vino da far evaporare fiamma viva. Una volta dealcolizzato il vino si può chiudere il coperchio, abbassare la fiamma e aggiustare di tanto in tanto con acqua o brodo, fino a cottura ultimata.

Tritiamo grossolanamente le olive di Gaeta e facciamo a scaglie il Conciato di San Vittore. Una volta scolata la pasta e ripassata nel ragout, impiattiamo e decoriamo con la concassè di olive, il conciato e i pomodorini.

Abbiniamo un vino profumato con una vena acida importante e che può fare da testimone in questa staffetta tra Friuli e Lazio. Lo chardonnay è uno dei più importanti vitigni internazionali ma in friuli, dove è coltivato sin dai tempi degli Asburgo, è considerato come autoctono. Nel Lazio c’è una cantina che lavora bene, pochi km a nord di roma, e che fa un ottimo chardonnay: castelli di Torre in pietra. Lo abbiamo usato per bagnare il ragout e lo utlizziamo ancora adesso per dare ancora importanza al piatto. 

La mia presentazione lascia un pò a desiderare. E’ che dopo tanta fatica abbiamo ceduto alla fame e all’abbondanza! Buon appetito! :D

Non direi proprio che lascia a desiderare, direi che lascia a bocca aperta per la bella scelta. E non nascondo neppure una certa acquolina in bocca. Grazie!

 

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{ 10 commenti… leggili qua sotto o aggiungine uno }

miracucina 11 ottobre 2011 alle 09:42

Che buoni! Volevo partecipare ma non ho fatto in tempo!
Quando ho scoperto il contest mancavano pochi gg alla fine e non avendo un negozio apposta, nei super quì non ho trovato la farina!!!
Baci e buona giornata.

rossdibi 11 ottobre 2011 alle 09:57

@Miracucina Almeno ora hai tante belle idee sui Blecs per quando troverai la farina. A breve incominciano le votazioni.

Simone 11 ottobre 2011 alle 13:08

Ciao Rossella! Grazie per il post. Deve esserci stato un errore. I blecs autunno light (con vitella e porcini) li abbiamo fatti ma non li abbiamo inviati! Questi sono i blecs al ragù d’agnello!!!

Cmq anche noi stiamo a Roma!!

A presto!

rossdibi 11 ottobre 2011 alle 13:22

@Simone Ooops. L’oggetto dell’email deve avermi furviato. Cambierò il titolo della ricetta in un attimo.

CorradoT 11 ottobre 2011 alle 15:15

Complimenti a loro per l’idea. Ma tu non dovevi partire?
Anyway BUON VIAGGIO :)

rossdibi 11 ottobre 2011 alle 15:25

@CorradoT Parto venerdì, sono nella fase di pianificazione dei movimenti…un po’ lunghi

Simone 11 ottobre 2011 alle 18:45

Grazie rossella! Effettivamente si, l’errore è stato il mio! Pardon!

eLENA 12 ottobre 2011 alle 08:39

vieni dalle mie parti? se si batti un colpo ;)
un abbraccio a presto elena
ps : vogliamola votazione !!!

Maurizio La Rocca 13 ottobre 2011 alle 00:03

Chardonnay? E quella bottiglia di Cesanese? Che peraltro secondo me ‘reggerebbe’ anche meglio l’agnello? 8-)

Luisa 28 ottobre 2011 alle 07:32

Ottima questa rivetta soprattutto mi da che e un piatto invernale. La proverò quanto prima.

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