Friuli
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Mil di Andrea D’Orlando

Andrea D'Orlando

Il passaparola funziona ancora ai tempi di Internet? Funziona anche per i prodotti della “vecchia” economia? Sì, funziona e permette di scoprire delle chicche, nonchè il lavoro e la passione di persone che han fatto scelte non casuali, anche se particolari per i nostri tempi, ma ricche di … sapore.

Così dall’ultimo viaggio in patria :), dicasi Friuli, l’amica di una vita mi ha fatto scoprire i Mieli Mil e non ho potuto che tentare di contattare il produttore e scoprire la sua storia. Questo è il Friuli che mi piace: giovane, attivo, propositivo, testardo e sempre attivo. Insomma, lo slogan “Ospiti di gente unica” è sempre veritiero. Oggi te lo faccio scoprire attraverso i Mieli Mil ed Andrea D’Orlando da Villa Santina.

Una prima domanda, Andrea, molto da rivista patinata: cosa vuol dire fare il miele nel 2011 a Villa Santina, nelle Alpi Carniche?

Fare miele nel 2011 vuol dire innanzitutto fare i conti con il tempo che ho a disposizione e soprattutto con le condizioni atmosferiche che in Carnia sono molto variabili.

La tua è nata come una passione e poi hai deciso di vendere i tuoi mieli. Da dove nasce la passione e anche la decisione di mettersi sul mercato?

La passione nasce dai ricordi dell’infanzia: da bambino presso l’abitazione dei miei nonni mio papà raccoglieva il miele da alcune arnie che possedeva e io, i miei fratelli e i miei cugini andavamo con le dita a rompere le cellette dei favi colmi di miele per mangiarne un po’.

Nell’adolescenza poi, prima di fare il servizio militare, ho trovato per terra centomila lire e con questo denaro ho comprato la mia prima famiglia di api (nel frattempo mio padre non teneva più le api). Dopo una decina d’anni di apicoltura a livello hobbistico, ho iniziato a partecipare a dei concorsi regionali e ho visto che i risultati erano buoni. Grazie a questi concorsi ho preso coscienza di quello che facevo e ho cercato di migliorare il mio prodotto, seguendo anche le indicazioni degli esperti del Consorzio Apicoltori di Udine.

Voglio molto bene alla mia terra: la Carnia; un giorno ho sentito dire che il miele Millefiori descrive bene il territorio da cui proviene e così ho pensato che voglio che i miei mieli rappresentino i luoghi in cui sono raccolti.

Ho voluto collegare il marchio MIL ad una forma tipica dell’architettura carnica: così la forma del mio logo ricorda alcune aperture  poste nella facciata principale dei fienili, che permettevano il ricircolo dell’aria e l’ingresso della luce. Inoltre ho scelto la parola “MIL” perchè nel nostro dialetto essa significa “miele”. Infine ho partecipato a un corso riguardante l’imprenditoria giovanile grazie al quale ho progettato l’organizzazione di una piccola azienda agricola et voilà… ecco che è nato il miele MIL.

Il tuo miele viene presentato spesso come “il miele migliore d’Italia”, dato che hai vinto nel 2009 il concorso “Roberto Franci” durante la Settimana del Miele di Montalcino. Ma so che i premi non si fermano qui. Qual è l’elemento che contraddistingue i tuoi mieli vincenti?

Innanzittutto direi che per produrre del buon miele seguo delle buone pratiche apistiche; per i mieli monoflorali, ovvero con prevalenza di un’unico nettare (es. acacia, tiglio…), sto attento all’inizio e alla fine della fioritura e tolgo immediatamente il miele prodotto prima che si mescoli con un altro.

Porto le api in luoghi dove c’è una grande prevalenza del tipo di fiore che mi interessa. Sono sempre alla ricerca di luoghi interessanti nei quali raccogliere mieli sempre più puri.

Ho conosciuto i  tuoi mieli tramite quello di tarassaco. Quali sono i tuoi prodotti e come hai scelto su quali mieli puntare?

Finora raccolgo miele di tarassaco, acacia, millefiori, castagno, tiglio, in certe annate tiglio-castagno, millefiori di alta montagna. Mi piacerebbe quest’anno riuscire a raccogliere il miele di rododendro. Punto sui mieli che posso produrre in Carnia e nella pedemontana, tra questi invio ai concorsi quelli più puri e più profumati.

Il tuo miele dei desideri è….

Il rododendro, perchè ancora non sono riuscito a raccoglierlo e perchè è difficile ottenerlo dato che sulle Alpi Carniche fiorisce ad alta quota e spesso capita che piova o grandini proprio durante le foriture, compromettendo il raccolto.

Qualche idea di utilizzo del miele Mil ?

Propongo un cucchiaino di miele di tarassaco da gustare come una caramella, il millefiori di alta montagna nel caffè perchè è un miele delicato e non altera il gusto del caffè. Il miele di tiglio è ottimo nelle tisane alle erbe, il miele di castagno si abbina benissimo con i formaggi stagionati di malga o col “formadi frant” che viene prodotto nella nostra terra, consiglio il miele d’acacia con il lardo di Sauris e nella macedonia al posto dello zucchero. In generale ognuno può sperimentare gli abbinamenti che vuole: scoprirà che l’aggiunta del miele dona al prodotto con cui viene abbinato un sapore ricco di aromi e dei profumi sorprendenti.

Non resta che provarlo!

Per contattare Andrea:

Azienda Agricola Andrea D’Orlando
Piazza Mercato 18/a, Villa Santina (Udine)
c.388-6056591 – f. 0433 74100 (Andrea D’Orlando)
andreadorlando@yahoo.it

2 Comments

  1. è eccezionale, il miele di tarassaco è davvero unico e buonissimo. Complimenti ad Andrea per il prodotto e per la scelta di valorizzarlo puntando su una grafica di sicuro effetto, recuperando la memoria storica dei vecchi fienili.

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