Month: febbraio 2011

La carica e la dignità delle foodblogger

La gioia di essere citata tra le foodblogger può lasciare ben presto  il passo all’amarezza del cattivo gusto. Ieri è uscito un articolo su Affari Italiani dal titolo “La carica delle foodblogger“. Articolo che ripropono i grandi nomi del mondo foodblogger italiano e in fondo aggiunge anche un riferimento a questo mio blog. Cosa c’è che non va? Le foto dell’articolo non ritraggono foodblogger o piatti gustosi, bensì belle ragazze in abiti discinti. Certo, son delle belle gnocche, che attirano lo sguardo e forse fanno nascere qualche desiderio o invidia a seconda di chi siamo. E c’è da stupirsi?

Tutti ai Superwhites 2011

Si avvicina l’evento aspettato ogni anno. Domenica 13 marzo dalle ore 15.30, per i non addetti ai lavori come, ci saranno i Superwhites in degustazione presso il Gran Hotel St. Regis, zona Piazza Repubblica a Roma. Ossia si potranno degustare i vini bianchi del Friuli Venezia Giulia selezionati da Slow Food. Per seguire le novità c’è Twitter con l’hastag #superwhites e Facebook con la pagina evento Tutti ai Superwhites 2011. Sono tutti modi per rendere ancora più social e quel pizzico in più del web 2.0 l’evento dei Superwhites. Facciamo sotto col calice in mano ed idee, provocazioni e riflessioni varie. Non ci sono limiti di competenza ed esperienza, l’unico limite è il tema vini bianchi friulani 🙂 E per chi ci vuole essere domenica 13, c’è pure il sito ufficiale dei Superwhites con la lista delle Aziende che vi partecipano. Come i Superwhites 2011 possono interessare i comuni mortali? Ti racconto la mia pluriennale e fedele passione coi Superwhites, che  può essere sintetizzata con l’abusato “provare per credere” e “provare per imparare”.

Liberi di dover partire

Se mi lamento spesso di non aver tempo di fare le cose, come scrivere su queste pagine dell’opera di Leonardo Zanier, però ci son cose mi fanno fermare. E queste cose sono quegli eventi più grandi di tutto il mio egoismo ed egocentrismo. Rimanere insensibili alla forza emotiva ed oggettiva delle battaglie in corso in Libia e nei dintorni di essa è quasi inumano. Essendo cresciuta la mia conoscenza del così ampio e variegato “mondo arabo” alla scuola di Fatema Mernissi e di altre mirabili scrittrici “arabe”, tali cambiamenti non li sento come improvvisi ed improvvisati.  Ma mentre queste esigenze sociali esplodono c’è un’Europa che pensa alle famigerate emigrazioni. Sembra banale e riduttivo dire che siamo tutti potenziali migranti, anche se travestiti da turisti e lavoratori, ancora più banale e dire che eravamo migranti. Ma queste banalità crollano dinnanzi alla realtà tradotta nella propria lingua. Dedica a quelli che non torneranno più perchè son morti a quelli che non torneranno più e che son vivi a quelli che son tornati per morire o per ripartire

Colfondo # 4 – Polpettone col Prosecco

Lo giuro, giurin giurello, non avevo nessuna intenzione di scrivere un quarto post con una ricetta Colfóndo. Poi per caso una sera, uscita dal lavoro, mi è venuta una voglia di puro e semplice polpettone. Ho pensato a cosa avevo in frigo e subito mi son detta “Ma ho ancora due gocce di Prosecco Colfóndo di Bele Casel, usiamolo!”. La tircheria ehm volevo dire avedutezza economica che in me ha portato a questa ricetta. Te ne scrivo, perchè è risultato un piatto delicato, sai ideale per quegli ospiti che vogliono solo piatti ricercati. Sì, è per loro perchè l’abbinamento del Colfóndo con le verdure in contorno al polpettone è ricercato nella sua semplicità. E’…è…buono, oltre ogni mia più rosea aspettativa. Forse tu puoi elaborare ancora questo piatto, ne son certa. Ma mi pare un’ottima base da cui partire. Ti riporto le dosi casuali del mio polpettone serale:

Colfondo # 3 – Orzotto ai porri, topinambur e lime con Prosecco

Dammi una bottiglia di Prosecco Colfóndo di Bele Casel ed io ti farò…del pane , un risotto ai porri e mirtilli, ma anche questo orzotto e poi chissà cos’altro 🙂 Questo orzotto si diceva. Nato a seguito di una bella passeggiata tra i mercati romani di Campo dei Fiori e del Circo Massimo. Col mio primo topinambur in mano ho voluto fare un orzotto da un sapore di base delicato e con qualche accento qua e là. Accento nei pezzettini di topinambur e quel loro gusto tra la patata ed il carciofo. E qualche accento di leggerezza quasi estiva nella buccia di lime amalgamata al tutto. Anche qui, come nel risotto i formaggi sono variegati, Parmigiano e Formaggio Latteria e pure Caciocavallo semistagionato. Stavolta però niente brodo, solo acqua calda  leggermente salata. L’orzotto qui viene fatto dagli ingredienti. E vai con la ricetta.