Sfogo

by rossdibi il 2 dicembre 2010

L’altra sera è arrivata la notizia tipo a mezzanotte, quando le principesse generalmente devono abbandonare il ballo incantato.
E’ arrivata la notizia che G., la seconda nipote della Cavia, era stata investita fuori dall’ospedale dove si sta specializzando. E pure il suo ragazzo F. era stato investito dallo scooter ed era in terapia intensiva.
La Cavia si è subito preoccupata, io ho dato priorità a qualche pensiero e al sonno. Poi la mattina son corsa su un treno all’ospedale, dove tra l’altro lavoro.

Ho sempre pensato che le cose sono ancora più brutte quando vissute da spettatore e non da protagonista. Il malato reagisce, compare una forza incredibile, inspiegabile e spontanea nei momenti che ti mettono di fronte ad una scelta irrevocabile. Chi sta fuori, immagina, pensa, trattiene le lacrime…

Quanti pensieri e contropensieri, quante consapovolezze e calcoli ipotetici, quante desideri per chi sta a letto, quanti volti nuovi sulle facce di chi conosci. Quanti “meno mali”, “avrebbe potuto”, “è stata fortunata”.

Ma di mezzo tra l’ora ed il sollievo ci sta solo il tempo. Tempo che deve passare, tempo che deve essere vissuto, tempo che deve imporsi, tempo che deve rimarginare ferite e pensieri, tempo che va affrontato.

Se potessi… Non ho mai capito il dolore, non ho mai capito il progetto che sta dietro ad un dolore, io ed il destino interagiavamo a viso scoperto, a volte, ma ognuno per la sua strada, a mo’ di Don Camillo e Peppone. Ho tante speranze su come G. possa affrontare la cosa, ma lei è lei, la sua vita è sua, è lei che deve guarire…

Posso solo appellarmi a pazienza, forza e tante altre belle parole. Anche l’eccelso Hemingway col suo:

“A volte preoccuparsi è dannoso come aver paura; serve solo a fare le cose più difficili”

Sembra così banale, un po’ come il male.

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{ 14 commenti… leggili qua sotto o aggiungine uno }

Jasmine 2 dicembre 2010 alle 12:04

Un abbraccione a te e alla Cavia

xxgoblin 2 dicembre 2010 alle 12:16

Ciao Rossella, un abbraccio.
Ti sono vicina, come tutte le tue lettrici.

alem 2 dicembre 2010 alle 12:34

Un abbraccio e un pensiero pieno di forza!
ALE

Ely 2 dicembre 2010 alle 12:36

un abbraccio e una preghiera che tutto si sistemi….
Ely

Giulia 2 dicembre 2010 alle 12:36

Ross, speriamo che la nipote della Cavia guarisca prestissimo!
baci

rossdibi 2 dicembre 2010 alle 12:39

Grazie…
Oggi son nel picco dell’emotività, anche se rispetto a ieri mi sembra che G. stia meglio…

lauretta 2 dicembre 2010 alle 12:48

anche se molto difficile in certi momenti, sii positiva! la positività è vita
un abbraccio.

Innamorata 2 dicembre 2010 alle 12:55

Ciao! Ti sono vicina, immagino sia una cosa orribile! Coraggio!

Marcela 2 dicembre 2010 alle 14:10

Sono le notizie che non si vorrebbe mai sentire. Penso come te che il posto come spettatore sia anche difficile. Che fare, come agire, come aiutare?
Un augurio di forza e luce per voi tutti, un bacio,

Marcela

andrea petrini 2 dicembre 2010 alle 14:51

Sia io che Stefania mandiamo un forte abbraccio a te, la Cavia ma soprattutto a G. e al suo ragazzo

roberto 2 dicembre 2010 alle 23:10

La vita, talvolta meravigliosa, sa essere crudele e ferirci nel corpo e nell’anima. Spero solo che tutto si risolva per il meglio per questi due ragazzi
Un sincero abbraccio

Simonetta 3 dicembre 2010 alle 09:00

Carissima Rossella,
G. ed il suo ragazzo, hanno bisogno di pensieri positivi intorno, quindi forza, ragazzi, ce la farete!
Un abbraccio fortissimissimo anche da Giancarlo e Silvia.
Simo

Laura 3 dicembre 2010 alle 10:05

Le tue parole sono vere, e mi hanno fatto tanto pensare al dolore più grande per me, che tu sai, o a quado ho sofferto per te da quassù senza poter fare nulla, solo preoccuparmi e preoccuparmi e preoccuparmi. E’ difficile aiutare chi sta male pur volendolo intensamente, pur non desiderando altro, eppure l’aiuto vero sembra non arrivare o non essere efficace quanto si vorrebbe, perchè purtroppo il malato è solo, con la sua lotta che riguarda solo il suo corpo, e si può solo dar lui un enorme amore, e aver fede che questo basti. e si vorrebbe far di più, quanto si vorrebbe. chissà se funziona così…chissà se un abbraccio collettivo, un pensiero coraggioso di tutto questa comunità che si fa partecipe può arrivare così lontano, oltre i confini del corpo e far sentire meno male. Lo spero. Un abbraccio a questo due ragazzi. E allora forza!

kristel 3 dicembre 2010 alle 13:13

Mi dispiace molto. Un abbraccio forte!

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