Cjalsons rustici: il mio turno ed i miei consigli

by rossdibi il 19 ottobre 2010

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Riuscito!
Dopo la marea di adesioni a Cjalsons 2010 e con la scadenza dietro l’angolo (2 novembre), non potevo non fare io i Cjalsons. Ho cominciato dai primi, sperando in futuri test su strada :)
Aleggiavano dei dubbi su come usare l’uovo del ripieno che figurava tra gli ingredienti ma non nelle istruzioni operative e su quanta salsiccia mettere nel ripieno. La soluzione è stata semplice e l’accoglienza sorprendente. Per maggiore sicurezza, il test è stato replicato due volte nell’ultima settimana e sempre con la stessa soddisfazione.

Prima di iniziare a raccontare la ricetta non posso farti notare come l’impasto sia di facile e veloce riuscita e dalla morbidezza al limite dell’incredibile. Se ti rimane poi dell’impasto, non metterlo in frigo, meglio in freezer. Io l’ho lasciato nel frigo e dopo due giorni era quasi liquido, ma so che chi l’ha lasciato in freezer l’ha potuto riutilizzare senza problemi.

Ho seguito passo passo la ricetta riportata nel libro Vecchia e Nuova cucina di Carnia di Gianni Cosetti. Per far tutto serve un’oretta.

Cjalsòns rustic

Il vino consigliato è il Chardonnay affinato in barrique.

Ingredienti per 4-6 persone

Per la pasta

300 gr di patate
200 gr di farina 00
1 uovo (di 75gr )
noce moscata (una spruzzata)
1 ciuffo di prezzemolo

Ho lessato le patate in acqua inizialmente fredda e poi portata al bollore con le patate dentro. Non ho aggiunto sale. Lessate le patate, le ho spelate a caldo e le ho schiacciate ben bene con la forchetta, dentro la ciotola da lavoro. Le ho fatte raffreddare. Poi ho aggiunto l’uovo, la farina, la noce moscata e ho lavorato il tutto con le mani. Per ultimo ho aggiunto il prezzemolo tagliuzzato.
Ho fatto riposare per 20-30 minuti.

Per il ripieno

300 gr di salsiccia
mezzo bicchiere di vino biancoo secco (circa 75 gr)
1 uovo sbattuto

Le istruzioni originali non riportavano l’uovo. Io l’ho lavorato con la carne della salsiccia sbriciolata. Ho mescolata carne ed uovo con la salsiccia amalgamandoli. Ho acceso il fuoco e messo nella padella la carne, dopo un minuti ho aggiunto il vino. Ho mescolato e ho cotto fino a completa evaporazione del vino. Ovviamente, ho mescolato di tanto in tanto la carne.
Ho fatto raffredare il ripieno.

Ho steso la pasta infarinando bene il tavolo e ho tagliato dei cerchi di 6 cm di diametro. Ho messo in mezzo ai cerchi mezzo cucchiano di carne e ho chiuso. Lo ammetto! Ho chiuso in maniera molto rustica, perchè volevo un piatto rustico e casalingo al massimo.

Intanto, ho scaldato l’acqua. Ho messo in acqua calda un po’ di Cjalsons e li ho fatti cuocere per 2-3 minuti.

Per il condimento

200 gr di ricotta fresca
1.5 dl di latte
pepe in grani

Ho mescolato in una ciotola il latte con la ricotta, ma andrebbe meglio frullare il tutto.
Ho versato il condimento sopra i Cjalsòns già impiattati e ho macinato il pepe sul momento.

Bontà semplice e raffinata nel contempo.

Per vedere cosa stanno combinando gli altri blogger e non Cjalsonari, vai su Cjalsons on the road.

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{ 18 commenti… leggili qua sotto o aggiungine uno }

Eleonora ottobre 19, 2010 alle 11:04

Che bell’aspetto! Io ho fatto cjalcions per un esercito e a casa sono tutti contenti, li posto tra un paio di giorni! :)

sarettam ottobre 19, 2010 alle 11:12

Rossella, sabato ho cotto i cjalson avanzati che stavano nel freezer gettandoli direttamente in acqua bollente…Per la salsa ho fatto un sughetto velocissimo con pomorodini pachino freschi e qualche oliva nera di Gaeta…Non puoi capire che bontà…Quasi quasi aggiorno il post…Un bacione

rossdibi ottobre 19, 2010 alle 11:26

@Saretta Che bella commistione di nord e sud. Posta posta posta pure. “Dalla Carnia a Gaeta con furore” potrebbe essere un bel titolo :)

@Eleonora Un esercito? La curiosità sale …

lauretta ottobre 19, 2010 alle 13:16

e sempre a leggere i tuoi post all’ora di pranzo con lo stomaco vuoto!!!! ma allora sono proprio SADICA!! mmm che buoni…. :)
ho bisogno di un aiutino….il condimento non ti è venuto troppo liquido? perchè frullando il tutto a me è venuto molto sbrodoloso e credo proprio non dovesse avere quella consistenza… :(

rossdibi ottobre 19, 2010 alle 14:07

@Lauretta
La prima volta è venuto brodoso. La seconda ho fatto, per due persone, 80-90 ml di latte e 110 gr di ricotta e ho mescolato con due cucchiai, chiusi uno sull’altro. Ho provato così a creare una frusta basic che ha funzionato benissimo. Ho usato un contenitore alto e relativamente stretto e ho mescolato.

stefania ottobre 19, 2010 alle 14:32

Ho girato da foodblog a foodblog per arrivate qui da te …all’origine del pensiero sui cjalsòns devo assolutamente provarli, grazie ciao

Daniela ottobre 19, 2010 alle 21:47

Complimenti Rossella.
Daniela.

Alessandra ottobre 19, 2010 alle 22:26

belli e buoni e quel buon vino sullo sfondo.. ???
Vabbe’ ma cosi ti vizi !!!! e fai benissimo !!!
E brava la Ross..

Anna ottobre 20, 2010 alle 00:45

Ma allora sei davvero brava! Complimenti, sprigioni passione in ogni passo. Venerdì scorso ho fatto quelli di Cabia e ho quasi fatto indigestione. Grazie perchè fai conoscere la Carnia, se hai bisogno sono qui.

rossdibi ottobre 20, 2010 alle 09:25

@Alessandra Bisogna auto-viziarsi, sennò chi lo fa?! :)
Quello che vede non è vino però, è il primo assaggio di un sidro di mele italiano. Non era ideale per il piatto, ma volevo testarlo sul campo.

@Anna Certo che ho bisogno di te !!! Un tuo racconto sui Cjalsons te lo estorcerò prima o poi :) Attenta che presto faccio un salto lassù

kitty's kitchen ottobre 20, 2010 alle 09:46

Ne ho fatti in più e li ho congelati io…
Non vedo l’ora di farmi un altro pranzetto a base di questi cjalson!!

rossdibi ottobre 20, 2010 alle 10:12

@Elisa Non mi sono dimenticata che avevi vinto un Frico ! Alla prima occassione ti invito a cena.

Daniela ottobre 20, 2010 alle 19:00

Ciao Rossella, belli e buoni i tuoi cjalsons. Ho appena visto su www. il Friuli .it si parla di te e dell’evento ” Cjalsons “. Grazie a te e a questo evento sono venuta a conoscenza di altre ricette dei Cjalsons, le postero’ prossimamente.
Daniela.

rossdibi ottobre 20, 2010 alle 19:58

@Daniela
Eheh come dice mio padre “mi faccio conoscere ora in Friuli che non si sto” :)
Sono curiosa per le altre ricette. Mi piace sapere come si siano evolute….intanto, tra poco nel blog parlerò anche di brovada, ma senza coinvolgere nessuno. Per ora:)

kristel ottobre 20, 2010 alle 20:57

Che buoni!!! Devo farli anche io. Un bacione!

alessandra ottobre 24, 2010 alle 07:12

li preparo oggi, in questa versione, anche qui con la salsiccia, un po’ per non rischiare e un po’ perchè avrei dovuto pensarci prima, ad ordinare il polmone dal macellaio. Grazie per questo post- e per il contest, davvero molto interessante.
Buona domenica
alessandra

solema ottobre 25, 2010 alle 19:26

Vorrei provare quelli che serviva Cosetti nel suo ristorante. Devo dire che anche la pasta matta è fantasticamente lavorabile, tanto che ho deciso che farò le tagliatelle!!!

rossdibi ottobre 26, 2010 alle 09:46

@Solema io vorrei provare a farli tutti …Intanto, Daniela&Diocleziano mi han detto di aver trovato altre ricette. E A Pinch of Italy mi ha mandato una Cjarson foto direttamente dal Salone del Gusto. E’ un mondo enorme quello dei Cjarsons..o Cjalsons?:)

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