Contorni, Secondi
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Il cibo del nullafacente

Il fine settimana è un ottimo momento per godersi il tempo che trascorre languido, ma sereno.
Ovviamente lo scorrere del tempo è ancora più piacevole se si è in buona compagnia, fuori dal caos cittadino, senza computer, senza accesso al web e …senza riscaldamento nella casa di campagna.
Così ogni tanto cuoca e Cavia se ne vanno nella casa di campagna, in quel di Ariccia.
Casa di campagna (o collina per essere precisi) che è una fonte inesauribile di ricordi per la Cavia, essendo la dimora ove trascorreva, con la numerosa famiglia, le vacanze estive da giovanotto. Mi è difficile dire da bambino. Che volete, è così maturo, ponderato, serio ora 🙂
L’atmosfera d’altri tempi, come conferma l’assenza di riscaldamento, ha conquistato man mano anche me. Le prime volte era un “bella, sì”, ora è un “e vai si va in campagna”.
E’ un luogo perfetto per ricaricare le famose pile, che ahimè non sono mai sufficientemente Duracel.
E’ un luogo perfetto per farsi prendere dolcemente dal sonno, grazie all’aria fina (come si dice in famiglia) e accorgersi del sapore dell’aria più pulita.
E’ un luogo perfetto per non avere orari e non farsi prendere dalla fretta.
Ed infine, è un luogo perfetto per leggere, la mia più massima aspirazione di nullafacenza.
Però…oddio c’è un però anche lì. Però, chi cucina? cosa?
Nell’essenzialità della cucina, enorme per me, nell’essenzialità degli ingredienti, spesso i resti degli acquisti mangerecci della settimana, nell’essenzialità della voglia di buono con poco, ecco allora mi trovo a fare cose semplicissime.
Ecco come, durante un week end di nullafacenza, ci siamo nutriti.
SALSICCIA E POMODORO
E’ la semplicità adattata al core product dei Castelli: la carne di maiale.
Si incomincia, per darsi un tono, col far rosolare la cipolla portata da Roma. Il rosolamento avviene in poco olio extravergine di oliva. Si continua aggiungendo i pomodori, vecchi del frigo di Roma, tagliati a pezzettina. Si aggiunge di corsa la carota, sempre portata da Roma, e tagliata a rondelle (non a Roma 🙂 ). E poi è l’ora delle salsicce prese ad Albano. Si cucina a fuoco medio finchè le salsiccie sono cotte, avendo cura di non aver fretta nella cottura, di salare e pepare a piacere e di girare di tanto in tanto la salsiccia.
CASTAGNE LESSE del giardino
La Cavia ha raccolto le castagne dal giardino dell’infanzia. Su mia indicazione, ha messo in una pentola dell’acqua con un pizzico di sale e una foglia di alloro, sempre del giardino. E poi ha gettato le castagne e fatto cuocere per 45-50 minuti finchè son risultate lesse fino al livello di gradimento.
FRITTATONA
E qui siamo alla sera. Avendo comprato tra Ariccia-Nemi-Velletri delle patate e avendo un po’ di cipolla e di peperone portato da Roma, si è semplicemente fatta una frittata con 6 uova, comprate insieme alle patate. Sale, pepe, pazienza ed il gioco è fatto.
Voi, invece, cosa cucinate quando non ne avete voglia o volete dedicarvi alla nullafacenza?

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