Pasta
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Cacio & Pepe

Il tipico piatto semplice ed invitante: Cacio & Pepe. Però anche il solito timore di non essere in grado di replicare esattamente la bontà della prima pasta Cacio & Pepe assaggiata anni or sono a Trastevere.  

 

“Molto buono…molto buono…molto buono”: c’è l’ho fatta. La Cavia approva e io pure. Ma io avevo già capita di aver raggiunto la meta quando mescolavo la pasta nella padella. Era quello il profumo che ricordavo.  

Appena in bocca ho avuto il secondo momento di realizzazione personale. Che brava che sono J  

La ricetta è presa da Sale & Pepe di febbraio 2008, il mio numero prediletto. A volte mi capita di sfogliare una rivista e di capire che quel numero farà la differenze e che mi darà tante soddisfazione. Non ho ancora capito come mai succede, ma meno male che stavolta è successo. Questa pasta è ottima ed ottima per il Club Sale & Pepe .

SPAGHETTI CACIO E PEPE
Ingredienti per 2 persone affamate e curiose

 

 

cacio-e-pepe1.jpg

200 gr di spaghetti
100 gr di pecorino grattugiato (io ne ho messi 100g, la Cavia ne ha tolti 20g)
Pepe nero
Olio d’oliva

Cuocere gli spaghetti come d’abitudine in acqua salata. Mettere in un’ampia padella 3 cucchiai di olio (più o meno) e abbondante pepe (abbondare !). Intanto unire al pecorino romano grattugiato 3-4 cucchiai dell’acqua di cottura della pasta e mescolare.Scolare la pasta al dente e metterla nella padella posta sul fuoco. Girare la pasta con l’olio ed il pepe, aggiungere il formaggio ammorbidito. Completare con altro pepe. Nel caso tenere dell’acqua di cottura della pasta affinché il piatto non risulti troppo secco.

cacio-e-pepe3.jpg

Ah, che bontà !

10 Comments

  1. Grazie Rori per la tua partecipazione al club!!
    Ti ho già inserita con questa bella ricettina!!!
    ciaooo

  2. Elena says

    grazie per la ricetta … hai ragione ho provato a farla una volta in “presa diretta”, buttando direttamente il formaggio sulla pasta calda ma è venuta secca … saluti

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  4. Ciao,

    io adoro questa pasta. Per fortuna abitando a Roma, mi capita spesso di mangiarla nelle vecchie osterie di una volta, che si nascondono ancora nei quartieri popolari, in periferia o presso qualche classico come Felice a Testaccio.

    Sembra la pasta più facile del mondo eppure non lo è. La quantità e porporzione d’acqua di cottura e formaggio è un fattore critico, anche se con l’aggiunta moderna dell’olio la cosa si semplifica.

    Da quel che ho visto in giro la tua ricetta va benissimo, ad eccezione del fatto che non sono sicuro che vada “ripassata” in padella. Credo che molti la facciano a crudo totalmente.

    Una delle caratteristiche è che dev’essere mescolata molto bene e spesso nel piatto, in modo che la pasta s’impregni continuamente di quel fondo buonissimo e non si asciughi mai. Infatti in molte trattorie ti portano forchetta e cucchiaio perché tu la possa andar girando frequentemente. Addirittura Felice di Testaccio viene al tavolo e ti spiega come girarla e se non lo fai bene…. gli girano a lui!

  5. rossdibi says

    @ Gibilix grazie per il suggerimento di non saltarla in padella. Proverò. Già così adoro questa ricetta così com’è: il sugo non si asciuga e il grosso del mestolare il tutto lo fa lo chef.

  6. marcoboccaccio says

    sono d’accordo con gibilix, l’olio è un’aggiunta “moderna” per facilitare il risultato: la ricetta originale è senz’olio né ripasso in padella, ma con solo una energica rimescolatura nel piatto con l’acqua di cottura, cacio e pepe. e comunque nella sua primordialità è la pasta più buona che c’è!

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